Nero e Internet

Qualcuno potrà pensarla diversamente, ma secondo me l’estensione delle comunicazioni obbligatorie e il DURC (per esempio obbligatorio nelle DIA per le ristrutturazioni edilizie) sono due imposizioni importanti, per nulla inutili, nella lotta al lavoro nero. Non è vuoto potere dell’ufficialità (burocrazia), ma ha sane ragioni di trasparenza. Non è un caso che per entrambe le dichiarazioni Internet c’entri moltissimo.

Le novità previdenziali del 2008

L’attuazione del Protocollo sul Welfare (L. 247/2007 ) ha toccato questioni previdenziali. Una sintesi delle novità più importanti, come dall’ultimo Bollettino Inps:

Maternità e malattia per parasubordinati
Le aliquote contributive della gestione separata passano da tre a due: a) 24% per i lavoratori non iscritti a un’altra forma di previdenza obbligatoria (per es. gli Albi) e non pensionati; b) 17% tutti gli altri. Il contributo per il finanziamento dell’indennità di maternità, assegno per il nucleo familiare e indennità di malattia, passa dallo 0,50% allo 0,72%. Il diritto al congedo di maternità e all’astensione dal lavoro per motivi di salute [finora previsto soltanto per le lavoratrici dipendenti] viene esteso ad alcune tipologie di lavoratrici parasubordinate iscritte alla Gestione separata (lavoratrici a progetto, associate in partecipazione) con determinati requisiti contributivi.

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Tu chiamalo se vuoi forfettone

Novità della Finanziaria 2008. Segreti da tenere stretti, se chiedete al vostro commercialista, giusto perché spiegano come fare a meno di lui. Per chi è interessato, a ogni modo, è meglio che si dia una mossa, perché non deve fatturare con IVA già dal primo gennaio.

Che cos’è sto forfettone? “Un regime semplificato di tassazione per gli imprenditori minimi o marginali” (= partite IVA) che prevede l’imposta secca del 20% per chi ha un giro d’affari inferiore a 30.000 euro lordi annui in sostituzione di Irpef, Irap e addizionali“.

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Evelina e il Senato

Esemplare rappresentazione del nostro mercato del lavoro. Berlusconi e Saccà si sentono al telefono: in cambio di una raccomandata piazzata in RAI si ottiene un voto in più al Senato per fare cadere la maggioranza.

Dalla conversazione:

Berlusconi: gli puoi fare una chiamata? La Elena Russo; e poi la Evelina Manna. Non centro niente io, è una cosa … diciamo … di…
Saccà: chi mi dà il numero?
B: Evelina Manna … io non c’è l’ho …
S: chiamo …
B: no, guarda su Internet …
S: vabbè, la trovo, non è un problema … me la trovo io …
B: ti spiego che cos’è questa qui …
S: ma no, Presidente non mi deve spiegare niente …
B: no, te lo spiego: io stò cercando di avere …
S: Presedente, lei è la persona più civile, più corretta …
B: allora … è questione di .. [parola incomprensibile, le voci si accavallano] ….
S: ma questo nome è un problema mio …
B: io stò cercando … di aver la maggioranza in Senato …
S: capito tutto …
B: eh .. questa Evelina Manna può essere .. perchè mi è stata richiesta da qualcuno … con cui sto trattando …

Devo essere sincero, non riesco neppure a commentare. Posso soltanto suggerire a Saccà [e agli attuali dirigenti] il sito esatto di Evelina Manna, per accellerare le pratiche. Non sia mai che altri stiano aspettando..

Codice incivile e multinazionali scaricabarile

Della serie quando la multinazionale fa lo scaricabarile sulle Partita IVA.

Storia di ordinaria pochezza professionale, alla quale non riesco ancora ad abituarmi, e che costantemente denuncio su queste pagine. Vi racconto l’ultima. La vicenda è semplice e si comprende a partire da questo schema di base.

(a) CLIENTE -> (b) SOCIETA’ FORNITRICE -> (c) CONSULENTE

Oggi molte imprese per le quali lavorano le partite IVA, gli indipendenti e i liberi professionisti rivendono servizi a terzi. Nell’ambito della comunicazione questo è cosa semplice da capire. A chiede a B una campagna pubblicitaria, B chiede consulenza a una partita IVA (C) e poi fa mark-up sul suo lavoro. Lo stesso accade in altri ambiti, dalla logistica alla ricerca e sviluppo, dal commerciale al marketing, all’organizzazione aziendale.

Al momento del pagamento delle prestazioni che cosa accade spesso? Beh, leggete:

Nota pagamento ordine

Si paga il fornitore (che non è un’impresa, ma un lavoratore individuale!!) soltanto se e quando il cliente salda le fatture. Nella catena del valore il rischio d’impresa è spostato così verso il basso. Questa formula del “ti pago se mi pagano” determina una dinamica non controllabile, che dipende dalle terze parti e non più dal committente diretto. E’ del tutto evidente che si tratta di una pratica illegale [basta dare una rapida lettura al Codice Civile, senza complicare troppo la vicenda], ma la Partita IVA – senza possibilità di dire alcunché – deve attendere fiduciosa.

In alcuni casi oltre al danno (ritardi nei pagamenti e sospensione della certezza) c’è pure la beffa. Il caso citato qui sopra è di un’impresa che ogni fine anno non sa dove mettere gli utili e si ritrova così in garage tre Porsche intestate all’azienda che l’amministratore delegato usa a turno, quando ne ha voglia. Intanto continua a mettere in calce agli ordini di pagamento tale specifica.

Mi chiedo: perché le società [in Italia] si comportano così con i fornitori più deboli? Non c’è più nessuno con i coglioni, capace di prendersi questo benedetto rischio d’impresa sul lavoro commissionato?

Karl Marx as a blogger?

Ceti medi senza futuro? di Sergio BolognaMentre stavo scrivendo ieri sera il testo di base per l’intervento di oggi alla presentazione del libro di Sergio Bologna (foto a fianco), mi è capitato, per caso, di incrociare questa battuta di Andrew Leonard (su Salon.com):

Se un blogger inizia a scrivere di Karl Marx, il resto della blogosfera penserà che è un pazzo e lo ignorerà. Se due blogger lo fanno, si penserà che fanno parte di una cellula rivoluzionaria, e forse verranno spediti a Guantanamo. Ma se tre blogger iniziano a parlottare del “Capitale”, beh, manca veramente pochissimo per considerare questo un movimento completamente sviluppato!

Lavoratori autonomi di tutto il Web, dunque, unitevi. Oggi, diremmo aggregatevi. Ho voluto stemperare un po’ la materia e divagare sul tema del lavoro intellettuale autonomo

Per i Materiali di Humanitech (e per chi non può venire alla presentazione..) lascio un contributo personale [scritto un po’ di corsa, perdonate], corrispondente più o meno, con lo speech che tra poco appronterò..

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A supporto della presentazione del libro di Sergio Bologna “Ceti medi senza futuro?
KARL MARX FAREBBE IL BLOGGER? – (File .PDF)

IconaI materiali di Humanitech
Testo a cura di Dario Banfi, rilasciato con licenza “Creative Commons”

Pamphlet sul lavoro autonomo di seconda generazione, i knowledge worker e le difficoltà di una categoria ben più numerosa dei sostenitori di Mastella.

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Update: se vi interessa qui trovate l’intervento di Sergio Bevilacqua (file PDF) fatto durante la presentazione del libro di S. Bologna.

Etica del buon vicinato

In questi giorni ho seguito qui e là la vicenda Luttazzi, sulla quale, tra gli altri, si è espresso anche Aldo Grasso. Senza entrare nel merito della questione giusto/sbagliato (che lascio agli amici degli amici degli amici..), mi ha colpito questa frase del critico del Corriere della Sera:

[…] si aggiunge un vizio tipicamente italiano, da basso impero, la mancanza di etica aziendale, di spirito di appartenenza: non si attaccano le persone con cui si lavora. Non prima almeno di aver dato le dimissioni.

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Falsi positivi

Così li chiama ISFOL. Sono i lavoratori inquadrati in maniera irregolare: hanno un contratto di lavoro autonomo, ma di fatto sono subordinati. Per stanarli ISFOL ha elaborato un sistema molto interessante, che si basa sull’incrocio delle tipologie contrattuali (forma) con le dichiarazioni dei lavoratori sulle modalità di lavoro (sostanza). Totale: 1,2 milioni di persone (5,6% della forza lavoro), senza contare i part-time involontari… I Co.co.co, i lavoratori occasionali e i Co.co.pro sono mediamente quelli con maggiori vincoli di subordinazione, o detto altrimenti, che sono impiegati in maniera “più irregolare”.

Da una parte è vero, sono i datori di lavoro a ciurlare nel manico, dall’altra, però – e questa è una mia forte convinzione personale – manca in Italia una sana cultura del lavoro autonomo. O perlomeno una coscienza dei diritti-doveri che spettano a chi sta fuori dalle imprese. Che cosa succederebbe se chi ha un falso lavoro autonomo si svegliasse domani alla mattina e incominciasse a lavorare realmente per obiettivi, senza vincoli di orario e di presenza ecc?

I risultati dettagliati di ISFOL Plus sono disponibili in questo documento (file .PDF).

P.S. L’indagine è utilissima anche per dare una dimensione reale al mondo degli atipici e a chi opera in regime di autonomia sia in maniera forzosa sia per scelta (un dato da non mischiare con gli altri!).

La legge del calcio in culo

Se è vero, come scrive La Repubblica, che meno del 40% dei contratti a termine è legato a reali esigenze dovute al ciclo economico o al tipo di produzione tutta la discussione sul  pacchetto Welfare approvato ieri assume una connotazione molto differente, quasi una beffa. Agli imprenditori – così riporta La Repubblica – interessa spendere meno e avere libertà di assestare un calcio ben piazzato al momento giusto. Un vantaggio enorme, che forse avrebbe avuto bisogno di un disincentivo o di un contentino per la controparte “trattata male”. Qualcosa del tipo: una supertassa sul calcio in culo, per foraggiare per esempio, redditi di cittadinanza o politiche attive. Invece il Governo ha litigato sul numero di mesi per effettuare deroghe sindacali sui 36 previsti come tetto massimo. Io onestamente avrei ragionato di più sugli effetti e sulle cause della pedata, più che sulla dinamica.

Update: Alcuni articoli comparsi sulla stampa e relativi al RapportoISFOL Plus sugli atipici e sull’uso del contratto a termine: Il Sole 24 Ore, Liberazione, Il Manifesto