E’ vietato digiunare in spiaggia

Per quanto assurdo possa sembrare questo divieto venne realmente stabilito nel 1956 in un paesino della Sicilia dove Danilo Dolci, insieme a un migliaio di pescatori, diede vita a uno sciopero della fame. Sulla spiaggia protestarono contro la pesca di frodo, protetta dalla mafia.

Danilo Dolci

Oggi è anche il titolo di uno spettacolo teatrale messo in scena dal Teatro della Cooperativa, a Milano, che ripercorre la storia e le difficoltà di Danilo Dolci*, scrittore, pedagogo, sociologo e poeta, che dedicò la vita all’insegnamento, alla lotta non violenta contro la mafia e alla difesa dei diritti di cittadinanza, primo tra i quali il lavoro.

Il testo, leggero e moderno, scritto da Renato Sarti, tratta soprattutto della protesta contro la disoccupazione e la miseria e racconta la vicenda più controversa che portò al processo di Danilo Dolci: la realizzazione del primo “sciopero al contrario“. Invece di incrociare le braccia o assaltare qualche fabbrica, numerosi manifestanti, sotto al sua guida, decisero di protestare pacificamente, sistemando una vecchia strada. Lavorono per dimostrare di essere senza lavoro. Un colpo di genio, che mostra un’interessante modernità, ovvero la possibilità di fare notizia e creare opinione pubblica pacificamente da parte di chi non ha una precisa controparte nei confronti della quale potere esercitare il proprio diritto di sciopero (si pensi oggi ai lavoratori autonomi, ai disoccupati, ai precari..).

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Storie di maternità e diritti negati

Due servizi diversi che ho trovato su YouTube, uno dei quali della redazione di EXIT (La7). Li ripubblico qui. Danno l’idea precisa e concreta di che cosa significhi Welfare State all’italiana. Di recente la disciplina di tutela alla maternità per le Co.co.pro è cambiata, come ha spiegato bene Anna Marino su JOBTalk, ma per ora la situazione è questa.

E ancora, sugli assegni per la maternità:

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La retribuzione per il congedo parentale

[Da oggi la rubrica Paternità & dintorni si arricchisce con Paternews, brevi post a commento di notizie della Rete sul tema paternità]

Paternità & Dintorni

La Commissione Lavoro in vista della Legge Finanziaria ha proposto al Governo un emendamento per estendere gli attuali 6 mesi di congedo parentale retribuito al 30%. L’iniziativa è utile, ma credo che sia più importante incidere sul valore economico invece di estendere il periodo spettante.

Una famiglia con un reddito  netto mensile di 2.000 euro (supponiamo 900 la madre e 1.100 il padre) con l’attuale legge si trova con un introito di soli 1.400 euro mensili. Non ci si può meravigliare che la donna torni al lavoro dopo l’astensione obbligatoria… Sarebbe più opportuno invece retribuire i primi 1.000 euro di reddito della madre con una percentuale significativa (per esempio dell’80%) in modo da aiutare meglio chi ha redditi più bassi. Lo stesso vale per i padri. In Norvegia, per esempio, per la madre è previsto un periodo di 42 settimane retribuito al 100% e altre 12 all’80%!

Livio Martucci

Dispari opportunità

Come sapete il buon Livio da tempo sta proponendo su questo blog alcune importanti riflessioni sul tema della paternità. Oggi il Corriere della Sera e Il Giornale riportano la notizia che il ministro degli esteri inglese David Miliband ha chiesto il congedo parentale. Chapeau. Un esempio notevole, devo dire. Per una nazione e per la sua cultura del lavoro.

In Italia la cultura della paternità è ancora piuttosto ferraginosa, anche nei metodi per forzare un cambiamento. Prova ne è l’aneddoto raccontato da Angela Padrone, che riporta l’esperienza di Giulia Buongiorno, l’avvocato di Giulio Andreotti, che dopo avere assunto una nuova dipendente in studio chiama la società del marito e dichiara: “Vorrei assumere questa persona, però voi mi dovete garantire che concederete anche al marito di assentarsi per le malattie del figlio, così da dividere l’onere tra me e voi. Altrimenti sarete responsabili della mancata assunzione di questa avvocatessa“.

Un giro piuttosto complicato per ribadire che tra diritto (prendersi permessi e malattia per assistere un familiare indipendentemente dal sesso del richiedente) e condizioni di fatto [e soprattutto cultura d’impresa, in molti casi ferma al modello patriarcale degli anni ’30] esiste una spettacolare distanza che soltanto i paradossi mettono alla scoperto.

E tra le numerose contraddizioni in materia vi segnalo la mia personale.

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Welfare dei piccoli

Uno fa tanto lo sborone perché è rientrato nella lista degli aventi diritto all’asilo comunale, risparmiando sui servizi privati per l’infanzia, e poi scopre che tra le cose che non vengono fornite e che bisogna portare c’è il materiale indicato in lista: 

Lista materiale asilo bimba

Un po’ come la benzina per le auto dei magistrati, soltanto che qui è sotto forma di sapone liquido. Gentilissime, le educatrici si sono scusate (anche se non è responsabilità loro) e hanno precisato che la carta igienica è per pulire il naso ai bimbi: costa meno dei fazzolettini e dura di più. Al lunedì dicono di coprirli di più perché il riscaldamento si accende all’orario di apertura, dopo due giorni di pausa. Il martedì è il giorno con più assenti per malattia.

Congedo parentale, un diritto importante

Paternità & dintorni

Se ne parla poco e se ne usufruisce ancora meno da parte dei papà lavoratori dipendenti, ma il congedo parentale in Italia è entrato in vigore già dal 2000. In sintesi gli aspetti rilevanti della Legge 53 dell’8 marzo 2000:

  • il congedo parentale è la possibilità anche per il papà di prendere una pausa dal lavoro per accudire il proprio figlio;
  • ha diritto a un congedo complessivo di 6 mesi, liberamente frazionabile, retribuito al 30%  se fruito entro il terzo anno di età del figlio;
  • il papà può usufruire del congedo in contemporanea con l’astensione sia obbligatoria e sia facoltativa della mamma.

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Congedo parentale e paternità in Europa

Visto l’interesse riscosso dalla bella rubrica di Livio “Paternità & dintorni” e le segnalazioni recenti di Alberto Pellai sui libri in uscita sul tema, pubblico alcuni dati che ho recuperato sul trattamento del congedo parentale e sulla paternità in Europa. Sono del 2005, non del tutto recenti, ma è quanto di meglio avevo nel cassetto in materia sul diritto europeo comparato.

Congedo Parentale e Paternità in Europa

[Fonte: European Conditions of Employment Sourcebook, 2005]

Il “dibattito” sul contratto unico

Settimana scorsa, come ho raccontato, è tornata in auge la questione del contratto unico. Alla Sarkozy, dice qualcuno. Veltroni ha recepito la proposta Boeri-Garibaldi e l’ha messa sul tavolo. Tempo pochi giorni ed è arrivato l’immancabile pezzo [file .TIFF] di Michele Tiraboschi sul Sole 24 Ore.

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