E’ il sistema che non si può

Preso dall’insofferenza per la faccia tosta con cui la maggior parte delle piccole imprese che (ho incontrato e che) operano nel settore dell’edilizia dichiarano di accettare lavori soltanto se in nero; piuttosto arrabbiato per avere perso un sacco di tempo con chi voleva lavorare alla ristrutturazione del mio appartamento senza DURC; motivato dalle interessanti testimonianze e dalle tecniche di investigazione apprese al Master in Giornalismo investigativo che ho vinto (e ahimè già terminato)…

… ebbene, ho deciso di avviare una piccola inchiesta sperimentale “in formato audio”. Il microfono che uso solitamente per le interviste è finito sotto la maglietta durante gli incontri con un imprenditore edile. La finalità è ovviamente giornalistica e non mi interessa citare le imprese. L’importante è che si comprenda realmente quale mercato del lavoro ci troviamo di fronte. Io insisto per pagare Iva e fatture, fare una regolare Denuncia di inizio attività (DIA). L’impresario cerca di convincermi che è il “sistema che non si può” e che non devo farmi prendere in giro dalle chiacchiere di chi (=lo Stato) mi offre un credito d’imposta del 36% sulle ristrutturazioni.

Ecco la parte migliore della conversazione (roba da scriverci un trattato di sociologia).

Quel che andrebbe ristrutturato

[Un caso di ordinaria incapacità professionale mista alla peggiore burocrazia] – Disgrazia ha voluto che oggi andassi alla sede INPS di Milano Nord, in via G. Silva. Obiettivo: verificare come mai un’impresa con cui ho fatto un contratto per una ristrutturazione edilizia non riuscisse a fornirmi il Durc da allegare alla DIA. L’impresa sostiene di avere fatto domanda telematica a metà maggio e solitamente (dice il sito dedicato al Durc) in tre settimane arriva risposta. Via Web non si riesce a verificare nulla. Il commercialista dell’impresa nega di avere ricevuto comunicazioni, sostenendo che è il sistema della burocrazia a fare schifo. Qualcosa non torna. Poiché non posso permettermi di perdere tempo e denaro ho deciso di accellerare l’iter mea sponte. Mi armo di coraggio ed entro nel Palazzo.

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Nero e Internet

Qualcuno potrà pensarla diversamente, ma secondo me l’estensione delle comunicazioni obbligatorie e il DURC (per esempio obbligatorio nelle DIA per le ristrutturazioni edilizie) sono due imposizioni importanti, per nulla inutili, nella lotta al lavoro nero. Non è vuoto potere dell’ufficialità (burocrazia), ma ha sane ragioni di trasparenza. Non è un caso che per entrambe le dichiarazioni Internet c’entri moltissimo.