Tu chiamalo se vuoi forfettone

Novità della Finanziaria 2008. Segreti da tenere stretti, se chiedete al vostro commercialista, giusto perché spiegano come fare a meno di lui. Per chi è interessato, a ogni modo, è meglio che si dia una mossa, perché non deve fatturare con IVA già dal primo gennaio.

Che cos’è sto forfettone? “Un regime semplificato di tassazione per gli imprenditori minimi o marginali” (= partite IVA) che prevede l’imposta secca del 20% per chi ha un giro d’affari inferiore a 30.000 euro lordi annui in sostituzione di Irpef, Irap e addizionali“.

A chi si applica? Imprese e professionisti che 1) nell’anno precedente (=2007) hanno eseguito ricavi o compensi non superiori a 30.000 euro; non hanno avuto lavoratori dipendenti o collaboratori; non hanno effettuato cessioni; non hanno erogato utili da partecipazione agli associati con apporto di solo lavoro; 2) negli anni precedenti non hanno effettuato acquisti di beni strumetali per un ammontare superiore ai 15.000 euro; 3) iniziano un’attività e non pensano di superare i requisiti al punto 1) e 2).

L’Agenzia delle Entrate ha preparato questo opuscolo (file .PDF) esplicativo. Volendo si può chiamare anche qualche numero a pagamento o cercare gli uffici territoriali per chiedere spiegazioni (cfr. opuscolo).

Qualche approfondimento sul sito di Senza Bavaglio, del Sole 24 Ore, su Google o Wikio. Le agenzie di AGI e ASCA. Qui invece c’è la circolare ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.

UPADATE: Lascio in download anche questo documento PDF elaborato dalla CGIA di Mestre.

Ultima modifica: 2008-01-16T16:45:53+00:00 Autore: Dario Banfi

0 commenti su “Tu chiamalo se vuoi forfettone”

  1. Può cambiarlo anche ora! Fai un calcolo però, se conviene rispetto alle aliquote IRPEF (che passerebbero tutte al 20%) e ai rimborsi IVA sulle spese… Chiedi al tuo commercialista oppure a un consulente fiscale di un’associazione di categoria al quale appartieni..

  2. ciao!n.b.: “non hanno effettuato cessioni;” leggasi “non hanno effettuato cessioni ALL’ESPORTAZIONE” (secondo gli artt. 8, 8 bis, 9, 71 e 72 del D.P.R. 633/72).
    C’è una bella bagarre tra i commercialisti dei traduttori, perchè chi lavora con l’estero sembrerebbe escluso, ma in effetti la Finanziaria NON cita l’art. 7 (SETTE) del D.P.R. 633/72, di nostro interesse: e se vai a leggere il DPR secondo la lettera della legge le traduzioni NON vengono considerate come operazioni assimilabili alle cessioni all’esportazione. Ergo si rientra nel forfettone. Però se l’Agenzia delle Entrate ti vede delle belle fatture su estero prima pensa male e ti colpisce con una mazzata grande così, poi (forse) ti permette di dare spiegazioni… ergo secondo me tanti che potrebbero usufruirne se ne guardano bene!

  3. p.s. Dario, Prime ha ragione: bisogna far fare al commercialista un calcolo attento di tutti i costi deducibili, sia relativi al lavoro che al privato (familiari a carico, spese mediche, eventuali mutui etc), perchè col forfettone si potranno scaricare le spese relative all’attività, ma come costi (comprensivi di IVA) però non si potrà più scaricare nessuna spesa medica né familiare etc. E a quel che ho capito con questo forfettone non calcoleranno nemmeno più al no tax area… e non è vero che si potrà fare a meno del commercialista, i calcoli sono complicati ugualmente. Quella del fare a meno del commercialista è solo uno specchietto delle allodole.

  4. Sì, l’ho accennato nel commento n° 2. I rimborsi IVA e le spese sono uno degli elementi di calcolo. Io per esempio ho dei costi pari a quasi un quinto del mio giro d’affari. Non mi conviene, indipendentemente dal tetto del fatturato.

  5. Già. Come al solito, sono riusciti a partorire un orrore più complicato della legislazione normale.
    Sarebbe stato così difficile limitarsi a imporre la tassazione al 20% sostitutiva di irpef/addizionali/iva/irap lasciando invariate tutte le altre caratteristiche (no tax area, possibilità di deduzione/detrazione, presenza della ritenuta se sei professionista e già la applichi) del regime normale? Quantomeno si sarebbe capito immediatamente se il regime conveniva o meno, senza dover ricorrere a mille calcoli.

  6. innanzitutto grazie per le utili informazioni contenute nel suo blog. sto cercando da giorni di capire cosa convenga fare per una giovane free lance, se continuare, tra lavori precari, con co.co.pro, ritenute d’acconto, diritti d’autore o aprire una partita iva… mi è stato “suggerito” il forfettone… ma nn avendo previsioni precise su costi e futuri ricavi e avendo alle spalle anni solo un anno (particolare) di lavoro su cui fare i calcoli, viene veramente difficile capire se conviene o meno.. e ancora una volta mi sembrano invani gli sforzi per capire come funziona la normativa italiana . e ancor meno è chiaro quale a fine anno sarà il mio “guadagno”.

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