Raccontarsi come lavoratori

Va bene Internet e il digitale, ma prendere in mano l’ultimo libro stampato su carta fa tutto un altro effetto, anche se per me è il settimo…

Condizioni e identità nel lavoro professionale (Derive e Approdi, 2008, 4 euro) è un’opera collettiva di sei autori che traggono spunto dall’ultimo libro di Sergio Bologna Ceti medi senza futuro? per parlare di lavoro intellettuale e autonomo. Libro breve, ma intenso.

Se volete leggere il mio saggio è disponibile anche qui (o all’interno del libro disponibile gratuitamente e interamente anche in formato .PDF).

Libro Dario Banfi - Derive e Approdi

Se vi interessa, a partire da questo testo, Lia Cigarini e Liliana Rampello discutono del tema “Siamo capaci di raccontarci? Troppe cose le donne vivono, sanno e fanno nel lavoro e nella società e poi non le raccontano in grande” alla Libreria delle donne (Via Pietro Calvi,29 Milano – 02.70006265 – http://www.libreriadelledonne.it/) sabato 19 aprile 2008 alle ore 18:00.

Totoministro del Welfare

I nomi che circolano sui giornali in questi giorni sono Gianni Alemanno (se non ce la fa a Roma), Rosi Mauro e Mara Carfagna. Dei tre credo che Alemanno potrà risultare il politico con il maggior peso nel caso dovesse (e volesse) affrontare rapidamente i due temi caldi di questi mesi: salari e precarietà.

Personalmente preferisco politici come Maurizio Sacconi, per la capacità di dialogo. In generale, non sono affatto contento di come andrà. Spulciando tra gli eletti, c’è da mettersi le mani nei capelli sulle alternative.

Il disegno di legge del PD sul precariato

Ne ha parlato ieri Walter Veltroni a Porta a Porta, senza però illustrane i dettagli. Il Disegno di Legge s’intitola “Un lavoro stabile, sicuro e di qualità. Misure per il contrasto alla precarietà del lavoro” e si struttura in 29 articoli.

Punta – nella prima parte – sull’apprendimento permanente (lifelong learning) con crediti d’imposta sugli investimenti in formazione; sulle tutele sindacali e da licenziamanto prima del termine per i Co.co.pro; su revisione e omogeneizzazione dell’apprendistato e modifica del contratto di inserimento; sull’invecchiamento attivo (abolizione del divieto di cumulo per pensioni da lavoro autonomo e dipendente e crediti per formazione anche per ultracinquantenni!).

Il disegno di legge – nella seconda parte (capo IV) – parla espressamente di ESTENSIONE DELLE TUTELE NEL MERCATO DEL LAVORO. Si legga bene (sì, leggete più volte):

[..] graduale estensione ed uniformazione dei trattamenti di disoccupazione in funzione dell’istituzione di uno strumento unico su base universalistica, indirizzato al sostegno del reddito e al reinserimento lavorativo di tutti i soggetti disoccupati, indipendentemente dalla causa di disoccupazione e senza distinzione di qualifica, appartenenza settoriale, dimensione di impresa, tipologia di contratti di lavoro.

In cambio sarà obbligatorio seguire percorsi controllati dai Centri Pubblici per l’Impiego per la riqualificazione professionale. Il coordinamento INPS-Cpi sarà affidato a uno Sportello Unico presso il quale il disoccupato sottoscriverà un contratto in cui si impegna a cercare lavoro (“Contratto di ricerca di occupazione”). Per questa operazione lo Stato investirà sui Centri Pubblici per l’Impiego al fine di coordinare la gestione delle liste di mobilità e disoccupazione. Sarà poi messa mano sul sistema INPS di reportistica dello stato contributivo dei lavoratori attivi.

Infine, per dare attuazione al Testo Unico sulla sicurezza il DDL prevede un’Agenzia Nazionale per la sicurezza sul Lavoro (e l’INAIL a che servirà?) che curerà ispezioni e anche premi per le imprese che attuano normative previste dalla Legge. Infine – artt. 23-27 – si continuerà sulla strada della regolarizzazione già intrapresa dal Ministero Damiano, impiegando le risorse del Fondo per l’Emersione del Lavoro irregolare (fissato nella finanziaria 2006).

Gli ultimi due articoli (28 e 29) portano il titolo: PER LA DIGNITÀ DELLE RETRIBUZIONI. Riguarda il lavoro autonomo. Si legge:

I lavoratori economicamente dipendenti, che svolgono rapporti di collaborazione aventi a oggetto una prestazione d’opera coordinata e continuativa, anche a progetto, senza vincolo di subordinazione, iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e privi di copertura da parte di altre forme obbligatorie di previdenza, hanno diritto a un compenso sufficiente per un’esistenza libera e dignitosa e proporzionato alla quantità e qualità del lavoro svolto, secondo quanto previsto negli accordi e contratti collettivi applicabili o comunque in uso per prestazioni analoghe o comparabili.

Un passo indietro rispetto alla generica dicitura di 1.000 euro al mese, perché fa riferimento a un compenso indeterminato, “per un’esistenza libera e dignitosa”, ma un passo avanti perché introduce il concetto di comparabilità rispetto a funzioni analoghe previste dai CCNL, introducendo (meglio, insinuando) una novità assoluta: la responsabilità dei CCNL a questo punto anche per quanto riguarda la definizione di compensi minimi da lavoro autonomo. E se questi minimi non ci sono li fissa il Ministero del Lavoro!

Il 3 x 2 del lavoro autonomo

Tre per due del lavoro autonomo

Bella regola citata poco fa in un commento da Larsen che, come tradizione in questo blog, quando merita una riflessione più ampia (grazie Larsen!), porto in primo piano.

Caratteristiche possibili di un lavoro: economico; veloce; di qualità.
Per ogni lavoro un committente può scegliere solanto due di queste caratteristiche contemporaneamente. Se un lavoro sarà veloce e di qualità non sarà economico e via dicendo…

Le altre ipotesi, per completare: 2) se il cliente chiede qualità a basso costo, si impiegherà il tempo dovuto; 3) se vuole pagare poco e avere tutto subito, non si garantisce alcuna qualità.

Sottoscrivo in pieno. Mi sembra una buona norma per ogni tipo di lavoro svolto da lavoratori autonomi. Il problema sorge, però, quando si chiede il 3 x 2, ma a mio avviso non è produttivo cedere, né per sé né per l’intera categoria dei lavoratori autonomi, come già accennammo nella teoria dell’asticella*.

Il corollario di Humanitech al “Teorema Larsen” :-) potrebbe essere dunque “.. e tertium non datur!“. O come si dice a Milano, attaccatevi al tram.

* Quando si abbassa l’asticella che segna il proprio valore di mercato, la si abbassa per tutte le persone che svolgono lo stesso lavoro.

La legge del contrappasso e la capitale dell’Angola

In questi giorni lo show del fortunato Luciani ha praticamente spopolato sul Web. Cori silenziosi e tam tam inneggiavano alla dabbenaggine di un manager da 800mila euro all’anno: “Lucky, Lucky, Lucky!!“. La vicenda trattata in lungo e in largo ha portato pure alla controreplica su La Stampa. Il malcapitato dirigente Telecom ha giurato ai (per fortuna non berlusconianamente “sulla testa dei..”) suoi figli che ripasserà la storia. In un commento a un post su JOBTalk, Fabrizio Buratto scrive:

Chissà quale concorso ha fatto costui per occupare tale posizione. Chissà quali colloqui. E chissà che, con questo capolavoro, non faccia la fine di Napoleone a Waterloo. Sarebbe un contrappasso stupendo.

In verità ha festeggiato con un buon vino, come racconta. In realtà la legge del  contrappasso, da che mondo è mondo, quando non colpisce il reo si spalma sempre sulla catena del valore arrivando talvolta, paradossalmente, a riguardare proprio chi sta all’opposto della scala sociale, che deve fare salti mortali, piroette e miracoli per poco meno di una soluzione dignitosa.

Bella la parodia di questo tema messa in rete ieri da Rocco Messina su YouTube, con il video “Eccheccevò” dedicato alla preparazione dei candidati. Eccolo.

Il salario fuori da Azkaban

Harry PotterLiberazione pubblica la storia della curatrice e traduttrice delle opere della J. K. Rowling (mamma di Harry Potter e scrittrice più ricca al mondo) in Italia.

Sostiene di non tirare la fine del mese (te credo, con un mutuo da 1.750 euro al mese!). Assunta a tempo indeterminato da una casa editrice lei, insegnante il marito. Due figli, una casa di proprietà.

Racconta: “…non è possibile che una coppia di laureati con un lavoro a tempo indeterminato, con una professione qualificata e intellettuale debba stare attenta non soltanto sui passatempi, ma anche sul costo del pane e della pasta […] Ogni due anni arriva lo scatto di anzianità: trenta euro di aumento. I sette romanzi di Harry Potter hanno venduto nel mondo più o meno mezzo miliardo di copie“.

Un manuale gratuito per le Partite IVA

Professionisti con partita IVAAltra bella iniziativa di ACTA – Associazione dei consulenti del terziario avanzato che ha realizzato questa guida dedicata ai consulenti che operano in regime di Partita IVA: “Professionista con partita IVA: cosa fare per partire?” (.PDF).

Si può scaricare liberamente dal sito di ACTA. È un manuale prezioso, soprattutto per chi deve iniziare, scritto da Sergio Bevilacqua, Alfonso Miceli e Anna Soru.

Una sintesi di esperienza e semplicità, per non lasciarsi spaventare dall’idea di lavorare da soli. Motivazioni, scadenze, suggerimenti.

Un breve, ma importante contributo. Grazie!

Quizzoni sul mondo del lavoro

Just for fun. A qualcuno piace mettere alla prova la propria conoscenza di regole e normative sul Mercato del Lavoro? Se volete passare qualche ora spulciando quiz e risposte, provate con quelli che l’INPS ha messo a disposizione in preparazione a un prossimo concorso pubblico. In particolare, segnalo la serie sul Diritto del Lavoro in questi tre file PDF: Prima parte, Seconda e Terza.

P.S. La risposta esatta è sempre la prima della serie.

Stipendi fermi al palo

Oggi è uscito il IX Rapporto sulle Retribuzioni degli italiani 2008 curato da OD&M Consulting. Ne parla in anteprima il Sole 24 Ore, nell’articolo “Busta paga più ricca, ma soltanto per i quadri” (.pdf). Nel 2007 gli stipendi sono aumentati dello 0,0% per dirigenti; +3,1% per i quadri; +2,5% per gli impiegati e + 1,1% per gli operai rispetto all’anno precedente (valori lordi). Si confrontino con l’andamento dell’inflazione.

Le retribuzioni degli italiani e il NIC (2007)

Questi invece sono i valori assoluti delle RTA e la crescita percentuale (%) nell’ultimo quinquennio. Si consideri che l’inflazione (valore NIC, alta frequenza) è stata del 10,9% nello stesso periodo.

Le retribuzioni degli italiani 2008
Fonte: OD&M Consulting – Marzo 2008

Questo è il comunicato stampa.