Oggi ho finalmente terminato il mio nuovo libro, passato con soli due giorni di ritardo all’editore. Mi posso dedicare all’intevento di sabato a Napoli. Parlerò di lavoro agli ingegneri dell’associazione INGEGNA. Trovate qui il menu del “buffet”. Al mio fianco la bravissima Loredana Oliva.
Devo essere sincero, sono contento di andare a Napoli. Ho accettato volentieri l’invito perché sono convinto che siano le associazioni che partono dal basso, dalla società civile a fare la differenza. Soltanto due settimane fa ero a Sorrento. Leggevo questo articolo pubblicato su Panorama Economy. Un pezzo “fuori baricentro”, diciamo così.
A mio giudizio contiene almeno due sviste macroscopiche: a Napoli esiste sì un Sistema, è O’Sistema (e che tristezza viene quando si leggono giochi di parole sul Totocalcio..). Secondo: nessun Esercito della salvezza, venga pure dalla Città del Vaticano, può capire che cosa sta accadendo a Napoli meglio dei napoletani.
A me non pare, sfogliando rapidamente il sito di Ingegna, di trovare sfiducia e disillusione. Anzi. C’è una gran voglia di fare.

È il gap maturato negli ultimi anni in Italia tra operai e dirigenti. È la differenza tra la retribuzione totale annua lorda media delle due categorie (valori espressi in Euro).
“in cerca di datore“, che vagano su un palco-cantiere, ballando, riflettendo sul passato e progettando il futuro, dicendo “no!” al lavoro nero e allo sfruttamento. Afflitti ma non sconfitti, diversi ma compatti, non cedono al ricatto del lavoro irregolare, sommerso o mal pagato.