Noi balliamo da soli

Bella prova d’orgoglio dei freelance del mondo della comunicazione commerciale, che senza mezzi termini dicono di non essere interessati a un lavoro a tempo indeterminato anche se venisse loro offerto “a pari condizioni”.

Tempo indeterminato no grazie!Questione incomprensibile ai più, ma perfettamente lineare se si pensa al lavoro autonomo di seconda generazione e all’indipendenza operativa e professionale che hanno raggiunto oramai gli esperti di Web design, grafica e pubblicità. Lo spunto viene dalla ricerca presentata dal Capitolo Freelance di ADCI di cui parlo in “Indipendente, aspirante imprenditore, sempre in lotta con il reddito“, pubblicato su JOB 24 online di oggi. Su JOBTalk ulteriori riflessioni e campo aperto ai commenti.

Di seguito alcuni dati molto interessanti. [Qui la ricerca completa in formato PDF]. In coda parte dell’intervista telefonica a Pasquale Diaferia, di Special Team, sul lavoro da freelance e sulla libertà di cui gode rispetto a chi sta in agenzia.

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Io invece studio all’estero

Io invece studio all’estero - CLICCA PER INGRANDIRE (Img ad alta risoluzione)È il titolo del primo libro dell’amica Loredana Oliva che ha travasato la sua incredibile esperienza e la sua conoscenza sul tema della formazione all’estero in uno stupendo testo, un robusto volume che trasuda di passione, storie (personali e non), consigli, riferimenti pratici e mille dettagli.

Non credo esista  oggi sul mercato italiano un titolo così ben costruito per far capire a un giovane studente dove può dirigire la sua rotta nel lungo viaggio della formazione secondaria superiore e universitaria. Sono trattati nel dettaglio 13 Paesi. Ci sono 200 pagine di indirizzi!! (Roba scelta, mica con Google). Un lavoro editoriale pazzesco.

Conoscendo il personale impegno che sta alle spalle di questa impresa [brava, Loredana!], gli anni spesi nel trattare questi temi e la singolare passione nell’informare gli italiani su che cosa si può fare fuori da questo Paese, non posso che consigliarlo a ogni buono studente che desidera mollare gli ormeggi “verso l’orizzonte imprevedibile di un Paese straniero, vicino o lontano“.

Io invece studio all’estero (Sperling & Kupfer, 2008 – 18 euro) sarà in libreria tra qualche giorno. Qui una scheda più istituzionale. Lo so, può sembrare uno spot, in realtà non voglio vendere nulla, semmai condividere con l’autore la mia fiducia in strumenti e in idee come queste, che mancano in Italia, e che abbattono finalmente un po’ di campanili dalle piazze di paese e ti fanno venire voglia di viaggiare e viaggiare, cercando il meglio, e persino di studiare :-)

P.S. In casa qualcun altro ha subito apprezzato un titolo del genere…

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Gli amici degli amici

La questione del merito e del talento stanno entrando nella campagna elettorale. Casini, per esempio, o Veltroni ne hanno fatto un cavallo di battaglia usando i soliti generalismi validi per tutte le stagioni: “Va premiato il merito…“, “I migliori devono emergere…“, “Dobbiamo evitare che i cervelli fuggano all’estero…” [a proposito, in bocca al lupo a Giulio Marini] e avanti con la solita fuffa. Non è difficile leggere la volontà di cavalcare il malcontento individuale di molti lavoratori, studenti, ricercatori che non vedono riconosciute le proprie qualità.

Trasposto sul piano del mercato del lavoro e della mobilità significa passaparola, raccomandazioni e via andare, un argomento sul quale si ritorna periodicamente ogni tre mesi. (Per esempio oggi W. Passerini con “Troppe spintarelle per trovare un posto“).

Rovesciamo la logica con cui si affronta il tema, per una buona volta. Nessuno ha voglia di rispondere a una semplice domanda: “Ma chi dovrebbe giudicarli questi talenti? Chi è in grado? Siamo veramente capaci di capire chi ha valore?“. Se ci si affida alla raccomandazione, se i migliori scappano, se restano in un angolo ecc. significa che in qualità di selezionatori siamo degli incapaci. Caproni che esercitano soltanto un potere vuoto. Siamo noi che non ci esponiano al rischio e che dovremmo andare all’estero a formarci su come valutare al meglio le persone.

Onde evitare generalismi, l’ultima volta che hai selezionato una persona, che criterio hai usato (sì dico proprio a te)?

L’ultimo arrivato e la legge dell’asticella

Articoli a 2,5 euro. Massimo Mantellini pare sia sorpreso per questo tipo di retribuzioni offerte ai giovani neolaureati. Eppure in ambito giornalistico sono anni che vengono denunciati abusi di ogni tipo e che si lotta per previdenza e assistenza.

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Defiscalizzazioni per bamboccioni impazziti

Spulciando la Legge Finanziaria, sono incappato nella norma che favorisce i bamboccioni (Art.1 punto 9). Eccola.

Chi interessa? Giovani tra 20 e 30 anni con reddito complessivo fino a euro 15.493,71 [ecco la definizione legislativa di “bamboccioni”].
Le condizioni: affitto della prima casa se si stipula un contratto di locazione in base alla Legge 431/98 e se l’abitazione è diversa da quella dei genitori o delle persone alle quali sono affidati i giovani.
I vantaggi? Viene riconosciuta dal periodo d’imposta 2007 la possibilità ai soggetti intestatari dei contratti di locazione di detrarre per i primi 3 anni dall’Irpef lorda la somma di euro 991,60.

In altre parole si possono detrarre dalle tasse quasi 1.000 euro se al netto guadagnate tra gli 822 e gli 829 euro al mese e siete così pazzi da andare ad abitare fuori casa (costo medio mensile d’affitto: 500 euro) per vivere con 350 euro al mese! Cui Prodest questa detrazione?

Elogiatori della precarietà

Anni fa mi capitò di seguire Stefano Zecchi per un esame universitario. In quel periodo (’93-’95) passava molto tempo nel salottino del Costanzo Show, forse più che a contatto con gli studenti. Con gli anni [ma già era chiaro dai suoi corsi su Wagner] è diventato un intellettuale di destra. Della sua estrazione fenomenologica non gli è rimasto molto. Prova ne è l’ideologia che traspare da questo testo sulla precarietà, pubblicato sul Giornale qualche settimana fa.

Da leggere, per capire su quale livello oggi vuole essere portata la questione del lavoro precario dagli intellettuali. Il piano è puramente esistenziale. Al diritto si contrappone la libertà. Al socialismo (realizzato?) e al materialismo nichilista l’idealismo per una vita di speranza. Suggestivo, tutto. Molto bello, ma senza tempo e senza un briciolo di contatto con il mondo reale. E il “calcolato opportunismo” diventa, addirittura, un espediente di chi cerca un impiego oggi.

Spero gli abbiano pagato questo pezzo il prezzo medio di mercato offerto a un freelance di 22 anni.

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Speranza di futuro offresi

Coalizione GenerazionaleRicevo l’invito da Anna e volentieri segnalo a tutti voi [visto che non si sovrappone :-) con la presentazione del libro “Ceti medi senza futuro?” di Sergio Bologna a Milano, a cui partecipo] questa bella iniziativa per discutere pubblicamente, a Roma, le difficoltà delle generazioni under 35. Organizzata da Coalizione Generazionale:

A.A.A. SPERANZA DI FUTURO OFFRESI
Immaginare un buon domani per i giovani italiani è ancora possibile?

Introducono
– Luca Bolognini, portavoce nazionale di Coalizione Generazionale;
– Carlotta Bernabei, portavoce CG-35 Lazio;
Discussant
Angela Padrone, giornalista Il Messaggero e autrice de Precari e Contenti;
– Francesco Delzio, direttore Giovani Confindustria e autore di Generazione Tuareg;
– Michel Martone, docente universitario giuslavorista under-35;
– Federico Mello, ideatore di GenerazioneBlog.it e autore di L’Italia spiegata a mio nonno;
Coordina
– Giuliano Gennaio, Comitato Nazionale di Coalizione Generazionale.

GIOVEDI’ 13 DICEMBRE 2007 – ore 17.00
Facoltà di Sc. Politiche “La Sapienza” – Dip. di Teoria Economica AULA A – Piazzale Aldo Moro 5 – ROMA

Draghi e maghi (dei salari)

Mario Draghi è tornato sul tema retribuzioni e su quello dei giovani dopo l’uscita del Rapporto sul divario generazionale della Banca D’Italia di qualche giorno fa. Metto a disposizione alcuni elementi per approfondire la riflessione (cfr. anche questo post più analitico sugli stipendi degli impiegati). Tabelle e alcune agenzie di stampa.

Dati sull’andamento delle Retribuzioni Totali Annue Lorde dei dipendenti del settore privato

Retribuzioni il trend nazionale

[Fonte: OD&M Consulting – Aprile 2007]

I salari di ingresso (giovani under 30 con o senza laurea) con 1-2 anni di esperienza e 3-5 anni

Le retribuzioni dei giovani under 30

[Fonte: OD&M Consulting – Febbraio 2007]

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Stipendi e divario generazionale

Non si dica poi che sono i giovani a lamentarsi per un inesistente iato che li separa dai padri o che l’espressione “la prima generazione più povera di quella precedente” sia una balla. Se non bastasse la dura recriminatoria di Tito Boeri con il suo ultimo libro “Contro i giovani. Come l’Italia sta tradendo le nuove generazioni”, lo certifica anche la Banca d’Italia, con lo studio “Il divario generazionale: un’analisi dei salari relativi dei lavoratori giovani e vecchi in italia”. L’abstract:

“In Italia, il salario dei lavoratori dipendenti più giovani si è ridotto negli anni novanta, rispetto a quello dei lavoratori più anziani. In particolare, il calo del salario d’ingresso non è stato controbilanciato da una carriera e, quindi, una crescita delle retribuzioni più rapida. La perdita di reddito nel confronto con le generazioni precedenti risulta dunque in larga parte permanente”.

La differenza media delle retribuzioni mensili degli uomini di 31 anni e di 60 era nel 2004 del 35%. Soltanto venti anni prima era del 20%. Si pesa, di conseguenza, di più sulla famiglia, vero ammortizzatore sociale. I salari di ingresso fanno un passo indietro, a parità di costo della vita, di 20 anni! La demografia non spiega il fenomeno e neppure la qualità dell’offerta (si legga la Sintesi). Una delle possibilità: “In un quadro di aggiustamento salariale si è messa in atto una dinamica asimmetrica e penalizzato i neoassunti“.

Lo studio (.PDF, eng.) e la sintesi (.PDF, ita).