Copywriting e Web: per chi scrivere?

Faccio il Copy e talvolta mi pento di questo mestiere, ma di una cosa sono assolutamente certo: nessuna macchina sarà mai in grado di produrre linguaggio umano, ridurlo ad algoritmi artificiali o sostituirlo. Buona scrittura e capacità linguistica ci distingueranno sempre e comunque dai calcolatori, capaci di leggere, interpretare o riscrivere un testo, ma non di stupire, creare storie o spiegarsi da soli, “con altre parole”.

Provate a fare un rapido controllo sulle tipologie di Copywriter più ricercati oggi online e troverete, però, una sgradevole deformante verità: sono essenzialmente copy con una qualifica in più, ovvero sono Copywriter SEO. Esperti e professionisti della scrittura che prestano la loro penna per rendere i testi “graditi” ai motori di ricerca. Si chiede loro oggi di avere un destinatario unico, un Lettore di riferimento, soggetto privilegiato, che interpreta ogni testo prodotto. Si chiede, cioè, di lavorare quasi esclusivamente al servizio di Google.

Copywriting e Web - Scrittura SEO o creativa?

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I primi 100 blog per freelance

I migliori siti della blogosfera americana per chi lavora come solo worker. Li elenca oDesk. Kristen Fischer ne aggiunge altri su Creatively Self-employed (UPDATE: blog, però, non più disponibile).

P.S. Navigando rapidamente tra questi link ho scovato anche un interessantissimo Toolbox per freelance.

Regali da restituire

Primo anno di lavoro zero lire, il secondo 50 mila lire al mese. Chiedo un aumento, mi dicono: o così o niente. E io do le dimissioni“. Con il tempo è diventata Annamaria Testa, copywriter di successo. Ricorda a chi vuole iniziare: “La scrittura in pubblicità è breve e dolorosa. Per un buon titolo ci vogliono giorni, settimane“.

Oggi a 56 anni si spara in cuffia i Massive Attack e contribuisce al progetto online Nuovoeutile.

Chi fa della scrittura un mestiere può leggere la bella intervista uscita ieri sul Corriere della Sera, qui disponibile in .JPG. Si conclude così:

Il Web è stupefacente per trovare risorse e farsi venire delle idee. E di questo c’è un gran bisogno in Italia. Sono stanca di pessimismo. Mi piace pensare che una cosa scritta o detta in aula, o un suggerimento[..], possa essere il granello di polvere che fa cambiare la traiettoria. So che è già successo. I regali vanno restituiti, o almeno rimessi in circolo, no?

Noi balliamo da soli

Bella prova d’orgoglio dei freelance del mondo della comunicazione commerciale, che senza mezzi termini dicono di non essere interessati a un lavoro a tempo indeterminato anche se venisse loro offerto “a pari condizioni”.

Tempo indeterminato no grazie!Questione incomprensibile ai più, ma perfettamente lineare se si pensa al lavoro autonomo di seconda generazione e all’indipendenza operativa e professionale che hanno raggiunto oramai gli esperti di Web design, grafica e pubblicità. Lo spunto viene dalla ricerca presentata dal Capitolo Freelance di ADCI di cui parlo in “Indipendente, aspirante imprenditore, sempre in lotta con il reddito“, pubblicato su JOB 24 online di oggi. Su JOBTalk ulteriori riflessioni e campo aperto ai commenti.

Di seguito alcuni dati molto interessanti. [Qui la ricerca completa in formato PDF]. In coda parte dell’intervista telefonica a Pasquale Diaferia, di Special Team, sul lavoro da freelance e sulla libertà di cui gode rispetto a chi sta in agenzia.

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Mi vendo su eBay

Arnaldo Funaro, in arte ArnaldArnald, pubblicitario, fumettista, copywriter, creativo, storico, Internet guy e altro ancora non ha resistito alla tentazione, minacciando l’umanità di fare danni da delirio di onnipotenza.

Dopo Sara, che dalla sua storia ha tratto anche un libro (foto a fianco), anche Arnaldo Funaro, 31 anni, creativo che lavora nel settore della pubblicità, ha deciso di vendersi al miglior offerente per un lavoro. Sara Disperata(Senza offrire sesso in cambio, per fortuna nostra). E lo fa su eBay. Oggi ha un contratto a progetto con scadenza a marzo. Base di partenza: 1 euro.

La “proposta ufficiale di collaborazione” è accompagnata da un video su Adolf Hitler che racconta come la follia del furher pare abbia avuto una genesi ben precisa: la mancata ammissione all’Accademia di Belle Arti.

Non sia mai, dunque, che dal rifiuto di un talento in erba possano derivare nuovi, imprevisti danni irreparabili.

Pura provocazione? Disperazione? Strumento di viral marketing personale?