Giovani generazioni, l’anomalia italiana

Giovani generazioni al lavoroÈ uscito lo studio di Marco Manieri e Lorenzo Piazza Giovani generazioni al lavoro, pubblicato da Italia Lavoro nel contesto del progetto “Generazioni al Lavoro” del Ministero del Welfare. Il testo è ricco di spunti. Offre un’analisi non scontata sul fenomeno giovanile in Europa e in Italia, approntando anche un breve excursus storico e un focus speciale sul modello della cosiddetta flexsecurity di questi ultimi anni. Significativo il capitolo sul nostro Paese denominato “L’anomalia italiana”.

Che cos’ha di diverso l’Italia? Semplice, non scommette sui giovani!

Da noi prevale una cultura fortemente penalizzante per le giovani generazioni. Investiamo su di loro in maniera crescente con contratti a termine, li paghiamo poco e sempre di meno, non offriamo (mediamente) buone opportunità ai laureati e non garantiamo politiche passive e protezioni sociali degne di questo nome. Le sperimentazioni? Quasi nulle. Soltanto per citarne una: il sistema legato al “reddito minimo d’inserimento”, una realtà presente da anni negli altri Paesi, è del tutto assente in Italia. Non è un caso che nel sottotitolo si parli dei processi di transizione al lavoro. Non di inserimento.

Apprendistato e Scuola, chiusa parentesi sulla Riforma Moratti

È triste assistere alle situazioni in cui l’intervento politico di un cosiddetto riformatore sia soltanto una breve parentesi. È il caso di Letizia Moratti, oggi sindaco di Milano, ex Ministro dell’Istruzione, la cui riforma della Scuola non ha trovato compimento nelle parti relative all’alternanza scuola-lavoro. La mancata applicazione dell’apprendistato professionalizzante per gli studenti dai 15 ai 18 anni riporta al vecchio statuto definito da Tiziano Treu, ex Ministro del Lavoro e oggi Presidente della Commissione Lavoro al Senato.

Tra i più mammoni d’Europa

Mentre in Europa si esce di casa mediamente a 21 anni, noi a quell’età iniziamo a ragionare sul da farsi.. (Nel grafico si rappresenta l’età media in cui si abbandona il nido familiare). Più pigri di noi ci sono soltanto gli abitanti di Malta. Un dato sconfortante: il 29% degli italiani non ha mai lasciato casa. Come trovare lavoro passando dal tinello alla cucina?

Chi lascia prima la famiglia in Europa?

[Fonte: Eurofond – Mobility in Europe, 2006]