L’arte perduta del mulinaro

¿es posible clavar con miradas la brisa?
(È possibile fissare la brezza con lo sguardo?)

Garcia Lorca, Libro de Poemas

Avete mai previsto il vento? Direzione, intensità o durata? O vi siete mai chiesti quale fosse la direzione da prendere guardando unicamente il cielo? In mare ancora molti velisti la prendono come una sfida, ma sempre di più si affidano a strumenti moderni e sofisticati per ottenere risultati più affidabili.

Una volta, invece, non era così. Su questa capacità c’è chi ha costruito un’arte ben precisa in passato, un mestiere di grande valore ed enorme responsabilità, perché da lui dipendeva il guadagno di una giornata di lavoro per tutta la filiera produttiva. Era il mulinaro.

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Connecting the dots, until the end

Soltanto alla fine comprendi il disegno intero che emerge da punti che un genio come Steve Jobs è riuscito a unire durante la sua incredibile vita spesa per l’innovazione. “So you have to trust that the dots will somehow connect in your future. You have to trust in something — your gut, destiny, life, karma, whatever. This approach has never let me down, and it has made all the difference in my life.” La sua storica lezione del 2005, rivolta a chi dovrà cambiare il futuro:

Questo il testo del suo speech:

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Vivere di cultura, appuntamento all’Auditorium

Inizia oggi a Roma Vivere di Cultura, bella iniziativa ospitata negli spazi dell’Auditorium, per riflettere – come scrive Lucea Reitano –  sul “tema del lavoro (e dei lavoratori) culturale nel suo insieme“. Se vedi il programma, un piccolo spazio per dire la mia ce l’ho anch’io domani sera (h.18.30). Che cosa dici, ci vediamo?

Vivere di Cultura

Le cinque giornate del sociale

Oggi in Triennale a Milano si discute della “Vita da freelance” (il libro e non solo), del futuro della città e del lavoro cognitivo e creativo nella città del fare. Con Aldo Bonomi e Sergio Bologna. Ci vediamo?

Cinque Giornate del sociale  - Triennale MILANOMilano anche dentro la crisi rimane una grande stazione della creatività rispetto al mondo: è il primo mercato del lavoro e delle opportunità professionali e questo suo primato continua a fondarsi sul legame genetico tra chi produce “merci” e chi elabora le rappresentazioni perché le merci prodotte possano viaggiare e competere nei mercati del mondo. E’ sulla tenuta di questo legame che si giocano le chance di Milano nella competizione con le altre grandi metropoli terziarie. Perché se Milano continua ad attrarre designer e professionisti dall’Italia e da tutto il mondo, è anche vero che qui si arriva, si accumulano esperienze, relazioni e reputazione che però sempre più si tende a vendere e capitalizzare altrove. Il punto da cui partire è che nel corso dell’ultimo decennio la natura del lavoro professionale e del fare impresa e più in generale la composizione sociale della città hanno conosciuto grandi mutamenti. Mutamenti non solo economici ma antropologici, esito di una grande trasformazione che ci consegna un lavoro professionale sempre più polimorfo, destrutturato sotto il profilo delle condizioni di mercato e dell’identità collettiva e tendenzialmente irriducibile alle forme ricevute di rappresentanza e rappresentazione degli interessi

Le cinque giornate del sociale – PROGRAMMA

15.30 Inizio lavori – Relazioni introduttive:

  • Aldo Bonomi, componente comitato scientifico della Triennale di Milano e direttore del Consorzio AASTER
    Crisi della Rappresentanza e Rappresentazione
  • Sergio Bologna, consigliere ACTA e autore con Dario Banfi di “Vita da freelance. I lavoratori della conoscenza e il loro futuro”
    Da Gentiluomini a Mercenari
  • Andrea Cancellato, direttore della Triennale di Milano
    La Triennale come autonomia funzionale della creativita’

18.00 Aperitivo
18.30-19.15 Proiezione di Oltre il ponte – Storie di lavoro. Regia: Sabina Bologna. Durata: ’39

P.S. Ai partecipanti (ai primi 50) verrà regalata una copia del libro di Sergio Bologna e Dario Banfi, Vita da freelance (Feltrinelli, 2011).

Vasi comunicanti tra presente e futuro

Il candidato trovi le ragioni alla base del servizio giornalistico AGenerazione a perdere“, di Michele Buono e Piero Riccardi realizzato per REPORT, che descrive quale futuro non abbiano i giovani italiani, leggendo il documento B, “ISTAT – Rapporto annuale – La situazione del Paese nel 2010” (da pagina 105 in poi), che descrive la crescita senza freno di lavoro atipico, inattività, scoraggiamento, mancato impiego di figure sovraistruite, uso prevalente di politiche passive del lavoro, descrescita del valore generale del lavoro e della qualità dell’occupazione.

  A – Generazione a perdere   B – Rapporto ISTAT 2011  
  REPORT Generazione a perdere   Rapporto ISTAT 2011  

 

 

Tecniche di guerrilla freelancing per trovare lavoro

Uno dei nuovissimi metodi – piuttosto interessanti – per cercare lavoro oggi come freelance è di usare Twitter per farsi notare dai clienti (identificati con cura come prospect) usando una semplice citazione del tipo “Mi piacerebbe davvero lavorare con @tizio @caio o con il grandissimo @sempronio“. Nei canali Twitter di freelance americani capita spesso di trovare simili proposte. E’ certo che tizio, caio e sempronio perlomeno noteranno il vostro richiamo e faranno un giro dalle vostre parti per capire chi siete (l’effetto “ammirazione” funziona quasi sempre).

Ancora più geniale è il metodo usato da Alec Brownstein, creativo ed esperto di marketing online, per farsi notare da famosi art director di grandi agenzie, sfruttando l’ego surfing, ovvero il fatto di googleggiare cercando di capire che dicono altri di noi in Rete. Uno cerca il suo nome ed ecco la proposta di collaborazione. Costo? 6 dollari!

(Via Guerrilla Freelancing)