Lo stipendio di Brunetta

Operazione TrasparenzaVanno online gli stipendi dei dirigenti del Ministero della Funzione Pubblica, di Cnipa, Formez, SSPA, Dip. Innovazione e Tecnologia e Aran (!).

Una piccola rivoluzione, che per essere precisi non ha deciso Brunetta, bensì l’allora ministro Nicolais. Stipendi e assenteismo: tutto in chiaro, nell’Operazione Trasparenza. Un’idea sbadierata ai quattro venti dallo stesso Governo che tre settimane fa ha crocefisso il dirigente dell’Agenzia delle Entrate che pubblicò i dati degli italiani.

Il concorso dei Centomila

INAILPer l’esattezza sono 103.445 gli iscritti – da oggi ammessi tramite pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – al concorso pubblico indetto dall’Inail per 404 posti. Un rapporto di un posto disponibile ogni 256 iscritti. Si trovano almeno due generazioni insieme: il più giovane candidato è della classe 1994 (appena quattordicenne) quello “meno  giovane” del 1944! La prova preselettiva si svolgerà in 8 giorni diversi, con una media di 13.000 partecipanti per ogni tornata. La popolazione di Roma aumenterà in quei giorni del 3%. Roba da pazzi. Attendo curioso i commenti di Brunetta.

P.S. Per chi ama i test o vuole mettere alla prova la propria conoscenza del diritto amministrativo o della legislazione sociale può rispondere ai quesiti raccolti qui (Legislazione sociale) e qui (Diritto Amministrativo) [la risposta esatta è sempre la prima delle quattro fornite].

O’Sistema dei favori

Leggo questa mattina, distrattamente, sul Corriere della Sera che un ignaro navigatore – mentre sfrugugliava sulle reti P2P con eMule – è incappato in un file .ZIP contenente innumerevoli nominativi di persone da piazzare sul mercato del lavoro e alle quali fare favori. Bevo il caffé, esco dal bar. Accendo il PC, cerco e trovo due fonti online: un post sulla community di La7 e quella che ha dato il via al tutto, il sito Antimafiaduemila. Qui si spiega come pescare il file.

La mole di documenti zippati, ribattezzati nel complesso “Il libro dei favori“, farebbe riferimento, secondo il sito, alle attività del Movimento per l’Autonomia (MPA) di Raffaele Lombardo. In effetti – trovato facilmente il file a cui si fa cenno – si scova al suo interno un Logo del partito, non si sa se piazzato lì apposta per depistare o creare un falso clamoroso.

Il libro dei favori
Una maschera del DB Access per la gestione delle segnalazioni.

A ogni modo si trova al suo interno di tutto, richieste di ogni tipo, organizzate in alcuni database in MS Access e MS Excel, più file in ordine sparso, in Word. Ci sono nomi di studenti e docenti + data in cui fanno gli esami; dipendenti pubblici che aspirano a fare più ore; militari da piazzare sul mercato del lavoro; persone che cercano posto in ospedale; 9.000 numeri di cellulari a cui mandare SMS per invitarli a manifestazioni del MPA; richieste di trasferimento tra uffici della PA…

Tutte richieste per una vera corte dei miracoli, un’Agenzia per il lavoro “non accreditata”. Tra i segnalatori anche il nome di Angelo Lombardo (Cfr. immagine sopra), presumibilmente il politico siciliano.

Il libro dei favori
Una parte della lista delle richieste da gestire.

Ci sono anche elenchi di messaggi SMS e DB di cellulari a cui associarli, che lasciano presumere chi sia il proprietario di tutto questo materiale. A parte il fatto che come autori dei file risultano società come ASEC, la sigla MPA e altri, la parte dedicata agli SMS da mandare in massa induce a pensare che si sia trattato: a) di qualche sprovveduto del partito che nell’organizzare l’invio di comunicazioni per mobilitare la base (nel migliore dei casi) o persone a cui si sono fatti favori (nel peggiore), non è dato sapere, abbia salvato tali documenti nelle cartelle condivise via P2P; b) che ci sia una talpa in MPA che stanca del sistema clientelare avesse deciso di rendere pubblico il tutto.

Il terzo caso è l’opera montata ad arte. Personalmente la ritengo inverosimile vista la mole di dati presente che fa riferimento a moltissime referenze, tutte verificabili. Sembra piuttosto un sistema DO UT DES, tipico della nostra politica. Ho verificato pochi nomi: sulla carta esistono e sono esatti per ruolo e funzione. Lascia perplesso, invece, il fatto che sia stato lasciato in chiaro, in molti file Excel, il cellulare di Raffaele Lombardo.

Resta da verificare se i fatti siano reali o soltanto “digitali”. Puri database di promesse e di vane speranze. Visto che ci sono di mezzo trasferimenti, concorsi di dipendenti pubblici ed esami universitari sono certo che la Procura della Repubblica lo chiarirà presto.

Quizzoni sul mondo del lavoro

Just for fun. A qualcuno piace mettere alla prova la propria conoscenza di regole e normative sul Mercato del Lavoro? Se volete passare qualche ora spulciando quiz e risposte, provate con quelli che l’INPS ha messo a disposizione in preparazione a un prossimo concorso pubblico. In particolare, segnalo la serie sul Diritto del Lavoro in questi tre file PDF: Prima parte, Seconda e Terza.

P.S. La risposta esatta è sempre la prima della serie.

La ricetta anti-fannulloni

La Regione Lazio ci vuole provare, almeno sulla carta. E dopo avere commissionato uno studio a Pietro Ichino presumibilmente adotterà queste linee di intervento per sconfiggere l’ipertrofia del sistema pubblico, la malattia congenita nel DNA dei fannulloni e la cultura dello stipendio slegato dai risultati:

1) adozione di un sistema di valutazione indipendente dell’operato dell’amministrazione regionale, in grado di coinvolgere anche l’opinione pubblica;

2) responsabilizzazione dei dirigenti rispetto a obiettivi precisi e verificabili che riallineino il Lazio alle altre Regioni su temi come: a) riduzione delle aree funzionali, dei dirigenti e dei costi associati; b) assenteismo;

3) sperimentazione di meccanismi premianti collegati alla valutazione dei cittadini rispetto a servizi regionali.

Tutti i dettagli nello studio “Regione Lazio, quattro scelte coraggiose per una svolta” (file .PDF), unico nel suo genere sul lavoro dei dipendenti pubblici. Interessante la parte di analisi sul modello “exit-voice-loyalty” di Hirschman, sui cui Ichino insiste da tempo. Si ascolti, per esempio, anche questo intervento di marzo 2007.

L’ignoranza è una politica passiva?

Questa mattina mi si è bloccata la colazione sullo stomaco. Apro il giornale e leggo l’incipit di un articolo, su una testata nazionale:

Politiche attive

Ora non è per essere leziosi, ma ci sono due minuscole sottigliezze che forse è il caso di approfondire. Se vi va. A me importa per due motivi: 1. cambiare l’Italia vuol dire anche eliminare sacche di ignoranza; 2. è ora di smetterla con modelli culturali e linguaggi di 20-30 anni fa legati al lavoro.

Primo: le politiche attive NON sono sistemi diretti “per trovare lavoro a chi è disoccupato”. Non sono neppure sinonimo di cassa integrazione, mobilità ecc. Quando il soggetto senza lavoro viene supportato con politiche che non lo mettono “in azione”, ma semplicemente lo assistono, si chiamano PASSIVE. E’ l’esatto contrario

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Jobsite fuorilegge e il caso Borsa del Lavoro

La tesi di Michele Tiraboschi pubblicata lunedì sul Sole 24 Ore (articolo “Il collocamento in Rete ha bisogno di trasparenza“, file .PDF) non ha sortito alcun effetto. Eppure il giuslavorista non è andato molto per il sottile, definendo tutti i siti Internet che consentono lo scambio di domande/offerte di lavoro come “abusivi”. (Per la precisione, Monster.it un’autorizzazione ministeriale l’ha ottenuta, per cui direi meglio “tutti, tranne uno”…).

Per i non addetti, il riferimento è agli Artt. 4-7 del D.Lgs 276/03 (Legge Biagi), che spiegano come i soggetti che svolgono intermediazione si debbano accreditare all’Albo del Ministero e avere determinati requisiti di Legge.

Così scrive Tiraboschi: “.. la rete è inquinata da operatori che, pur non avendone i requisiti, assorbono una quota rilevante del mercato sostenendo un’ingente business che alimenta ed è reso possibile proprio grazie alla scarsa trasparenza del mercato del lavoro. Non crediamo tuttavia, per come è fatta la rete, che la soluzione del problema possa essere ricercata in un (seppur importante) bonifica e repressione da parte degli organi ispettivi“.

Da Infojobs in giù, sono tutti abusivi. Esercitano senza autorizzazione! Che cosa rispondono a questa denuncia?

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IL CASO BORSA DEL LAVORO

Il professore se la prende poi con il mancato decollo della Borsa del Lavoro, che non ha oggi “finalità di promozione e incentivazione del mercato “, ma, come si evince dalla nuova normativa sulle comunicazioni obbligatorie, si basa su una “visione totalizzante, monopolistica e pubblicistica del mercato del lavoro“. A parte la leggera contraddizione con la critica precedente al mancato accreditamento dei jobsite (non è questa una visione statalista?), Humanitech condivide soltanto in parte questa denuncia. Non perché sia falsa, ma perché mette a fuoco le questioni sbagliate.

La Borsa Continua Nazionale del Lavoro non è decollata per queste ragioni:

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Le retribuzioni degli amministratori regionali

In precedenza avevamo anticipato che presto avremmo potuto leggere la busta paga dei nostri politici e amministratori locali online. In parte questo avviene già e potete liberamente spulciare gli emolumenti dei nostri governatori locali e dei vertici regionali.

Il sito è quello dei Parlamenti Regionali dove si trovano interessanti tabelle con i compensi al netto (Cfr. file .PDF). Basta associare il nome alla carica.

La moglie di Mastella (questo il blog, fermo al 2006), presidente del Consiglio Regionale della Campania, per esempio, percepisce 12.388 euro netti al mese. Detto tra noi, che bisogno aveva della concussione?