Il solito manager Papiny – Striscia # 4

Il solito manager Papiny – Striscia # 4

Questo sassolino lasciatemelo togliere. Oggi Libero Mercato titola “Il governo farà cassa sugli atipici” (file .TIFF) un pezzo dedicato alla possibile manovra correttiva che consentirà l’innalzamento ulteriore [dopo quello previsto in Finanziaria e attuato con circolare Inps di gennaio] delle aliquote contributive per i lavoratori atipici. Copiando testualmente senza troppi pudori una riflessione (file .PDF) di sei mesi fa di Giuliano Cazzola, l’autore sostiene che aumentare i contributi ai Co.co.pro sia gravoso per i lavoratori parasubordinati. Meglio alzare un tetto “virtuale” dei contributi accantonati e lasciare al tempo la gradualità di un innalzamanto della parte reale di finanziamento. Gli ultraliberali feltriani sostengono in sostanza di fare anticipare allo Stato il futuro “scalone previdenziale” degli atipici!
Come si fa in paese che ama definirsi civile a manifestare in favore della Lioce e urlare a viso aperto slogan del tipo “Non pedala più Marco Biagi!“?? Contro questa immondizia dovrebbe pronunciarsi più spesso il Senato, invece di giocare alla democrazia nel giustificare ingerenze o soprusi nel conflitto tra baronati. Mi è personalmente piaciuto l’editoriale di ieri di Francesco Riccardi pubblicato su Avvenire – èLavoro, che ha ricordato la bontà dell’opera di Marco Biagi, che oggi “pedala con altre gambe”, quella della vera Democrazia, spazio di confronto civile in cui è possibile cambiare ciò che va cambiato senza urlarsi addosso. Così scrive:
Certo, la strada del lavoro in Italia non è un viale alberato in discesa. Ci sono buche, ostacoli, gli angoli bui del lavoro nero e della precarietà. C’è ancora tanto da fare per migliorare la tutela dei lavoratori. Ed è assolutamente legittimo (anche se non sempre condivisibile nel merito) che un governo progetti di correggere alcuni aspetti di una legge. Girare il “manubrio della bicicletta” in un’altra direzione è sempre possibile. In democrazia si può anche decidere di cambiare completamente mezzo. Inaccettabile, invece, è stravolgere la verità. Sommamente pericoloso è cercare di aizzare alla rivolta una generazione.
Da quando l’ipertesto, con il salto generazionale dell’XML e i metatag, ha scalato di una posizione la sua capacità di etichettare contenuti in maniera dinamica, e da quando è esplosa la mania dei <tag> sui contenuti online (blog e affini), sembra che la voglia di acciuffare materia digitale con sistemi che sfruttano i metamarcatori sia inarrestabile. E se a questo si devono la fortuna del Web 2.0 e le chiacchiere che gli girano intorno, il caso dei metamotori per il lavoro dimostra che questa piccola rivoluzione può dare vita anche a servizi che funzionano, facili da usare e per tutti…
Tutto questo per segnalare una new entry nei metamotori di ricerca per il lavoro. Si chiama BigList.it che dichiara di avere indicizzato già 90.000 annunci di lavoro in Italia [per esempio: 1.500 offerte per segretarie a Milano, 1.200 ingegneri a Torino e oltre 3.000 operai a Napoli ecc.].
La lista si allunga, come si può notare, e sta rimarcando una tendenza da non sottovalutare. Oggi in Italia i principali metamotori per il lavoro sono JobCrawler, JobRapido, eurekajob e Motore Lavoro ai quali si aggiunge apputo BigList.it. Funzionano tutti allo stesso modo poiché consentono di immettere una chiave di ricerca relativa al lavoro desiderato e una seconda voce [tranne per Motore Lavoro] per identificare l’area geografica. I risultati fanno riferimento a qualsiasi tipo di domanda di lavoro pubblicata su Internet presso operatori specializzati o singole aziende (!) e rimandano con un link agli annunci originali.
Sono convinto che anche per i manager si apra una nuova stagione, una fase in cui è sempre più necessario prendere confidenza con le tecnologie avanzate per il lavoro quotidiano. Io mi sono divertito a chiamarli “manager 2.0″…
Questo il mio ultimo libro sul tema. Uscirà in libreria tra 10 giorni, ma vi anticipo qualcosa…
Diventare Manager 2.0
di Dario Banfi e Lucio Miranda
Pubblicazione: Giugno 2007
Casa Editrice: Apogeo/Feltrinelli
Collana: Che funziona
Pagine: 288
Formato: 14,8×19,8
Prezzo: 9.90 Euro
ISBN: 978-88-503-2587-0
Questo si chiede Roberta Chiti [con il mio supporto per un paio di articoli sul tema] nel Paginone del Corriere delle Comunicazioni (file .PDF 3,2 MB) di questa settimana, dedicato alla saggistica e alla manualistica informatica, dove si trovano voci e opinioni di publisher ed editori, oltre ai numeri ufficiali dell’AIE – Associazione Italiana Editori sull’editoria scientifico-informatica in Italia.
“Un Mondo a Colori”, “Le Iene” e “Racconti di Vita” sono i tre programmi che hanno vinto il Premio “Il lavoro che non si vede 2007“. I precari dei call center di Alessandro Sortino e Francesca Biagiotti per “Le Iene”, le morti bianche nell’inchiesta di Paolo Zagari e Fabio Trappolini per “Un Mondo a Colori” sono i temi vincitori della seconda edizione del concorso promosso dalla Nidil Cgil e dal Premio Ilaria Alpi di Riccione. Premiato anche il racconto per immagini di una madre che ha perso il figlio sul luogo di lavoro e realizzato da Giovanni Anversa e Elio Mazzacane per “Racconti di Vita”.
Il Comunicato Stampa del Premio.
Migliorare la scuola per rendere più forte il mercato del lavoro. Più docenti e completamento della riforma dell’autonomia universitaria. Questo è il messaggio odierno di Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, in materia di lavoro, un tema trattato comunque marginalmente durante la sua relazione annuale.
Ogni lavoratore freelance sa che durante il mese è indispensabile ritagliarsi una o due giornate da dedicare al recupero crediti. Quello che nelle imprese fanno in amministrazione, il buon tuttofare autonomo se lo deve fare per conto suo. E a causa dell’ignoranza dei lavoratori dipendenti, e della mancanza di cultura d’impresa dei Dilbert nostrani in materia di rimborsi e costi, molto spesso c’è chi se la prende in quel posto.