Elementare, Draghi

Migliorare la scuola per rendere più forte il mercato del lavoro. Più docenti e completamento della riforma dell’autonomia universitaria. Questo è il messaggio odierno di Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, in materia di lavoro, un tema trattato comunque marginalmente durante la sua relazione annuale. Sulla questione occupazionale si è espresso così:

La riduzione della disoccupazione è l’unico, importante, aspetto che vede l’Italia in linea con la tabella di marcia prevista dall’agenda di Lisbona. Nell’accrescere il tasso di occupazione, specie delle donne e delle coorti più anziane, nell’istruzione dei giovani, nella formazione della forza lavoro, nella riduzione del rischio di povertà, nell’attività innovativa, nel rispetto dei vincoli ambientali, il Paese è indietro; spesso più della media europea. [..] L’istruzione si conferma al primo posto fra i campi dove un cambiamento forte è necessario. La bassa collocazione del nostro sistema scolastico nelle graduatorie internazionali ha una caratterizzazione territoriale che merita attenzione.

Questi i materiali (file .Pdf) dedicati al mercato del Lavoro, rilasciati oggi da Banca d’Italia: 1) Il discorso di Mario Draghi (2007); 2) il Capitolo dedicato al Lavoro della Relazione Annuale sul 2006; 3) l’appendice statistica (con una parte molto utile sulle Retribuzioni).

Ultima modifica: 2007-05-31T13:58:34+02:00 Autore: Dario Banfi

0 commenti su “Elementare, Draghi”

  1. ma siamo sicuri che le persone che sono andate a sentire Mario Draghi fossero in grado di comprendere la lingua parlata da Draghi? Io ho forti dubbi che i “bucanieri” che oggi ci governano, possano comprendere la lingua italiana, figuriamoci, poi, maturare un senso di dignita’ e di rispetto per il prossimo, e quindi, soffrire all’idea che stanno rubando vergognosamente…

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  2. kalos condivido parzialmente il tuo pessimismo nel senso che è vero che molti politici sono incompetenti e mangiasoldi a tradimento [e questo deprime lo spirito positivo nel voler cambiare e innovare il nostro Paese], ma credo ancora (ingenuamente, forse) che chi li osserva e giudica, i cittadini, noi, chi discute via Web, e che poi li vota, ha ancora un briciolo di potere nel metterne a nudo le falsità, nel separare il grano dal loglio…

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