Gli stipendi di 100 professioni

Oggi Panorama dedica un ampio servizio sull’andamento delle retribuzioni in Italia dal titolo “Stipendi, l’azienda tira il freno” (file .PDF), con una bella simulazione [elaborata dalla stessa fonte che ha fornito i dati generali: OD&M Consulting] relativa allo stipendio netto medio percepito dalle quattro categorie professionali (operai, impiegati, quadri, dirigenti) a Milano, Roma e Napoli e due ipotesi di tassazione (manovra sull’Irpef di Padoa-Schioppa VS le aliquote di Tremonti). Da analizzare. C’è poi una tabella con i valori medi delle retribuzioni totali annue lorde maturate nel 2006 dalle 100 professioni più diffuse nel mondo del lavoro dipendente

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Estrai un lavoro dal cappello

Sembra che l’unico modo per attrarre le persone verso le agenzie di lavoro temporaneo sia quello di metterla sul ridere. Già Infojobs Italia (che non è un’agenzia di lavoro temporaneo, ma pubblica annunci) al May Day aveva provato a rinforzare il proprio brand con i “Gratta e vinci (un’occupazione)”, giocando sul fatto che a molti giovani si offre prevalentemente lavoro a termine o a basso contenuto professionale. Ora arrivano anche gli spot.

 

Mother, madre, anya

Oggi giornata internazionale. Alle 17.00 visita dell’amico Lucio (coautore di “Diventare Manager 2.0“), che ogni tanto passa di qui dagli States. E questa sera conversazione via Skype con l’amica Eva, da Budapest. Entrambi mi hanno chiesto della bimba e quanto tempo la madre conserva il posto di lavoro in Italia per dedicarsi alla maternità. Statisticamante posso dire che siamo virtuosi, ovvero stiamo nel mezzo. Negli Usa infatti dopo 4 mesi è consigliabile rientrare al lavoro. Pena la sostituzione di fatto del ruolo ricoperto. In Ungheria, invece, le madri conservano di diritto il posto per tre anni.

Lavoro e buoi

Oggi Il quotidiano di Sicilia (file .TIFF) pubblica una classifica del tempo medio che occorre nelle diverse Regioni d’Italia per trovare lavoro. Sarebbe bello leggere ogni tanto anche indagini sulla ricerca extraterritoriale, via Internet. Ovvero quanto ci mette un ragazzo in Basilicata a trovare un’occupazione in Trentino Alto-Adige. Temo, però, che non sia soltanto una questione legata al basso utilizzo della Rete per cercare lavoro quanto un radicato timore nell’allontanarsi dal Campanile vicino a casa.

Regioni & Durata della ricerca di lavoro (in mesi)

  • Trentino Alto Adige – 4,3
  • Umbria – 5,6
  • Friuli Venezia Giulia – 6,7
  • Lombardia – 6,8
  • Veneto – 6,9
  • Emilia Romagna – 7,2
  • Piemonte Val d’Aosta – 10,9
  • Liguria – 12,2
  • Marche – 12,5
  • Lazio e Abruzzo – 12,8
  • Toscana – 13,5
  • Campania e Calabria – 19,5
  • Molise – 19,8
  • Sicilia – 22,1
  • Puglia – 22,3
  • Basilicata – 22,3

Potevamo dimenticare?

Dalle intercettazioni di Massimo D’alema e Giovanni Consorte, presidente della Unipol (via Repubblica).

– Consorte: anche perché se ce la facciamo abbiamo recuperato un pezzo di storia, Massimo. Perché la Bnl era nata come banca per il mondo cooperativo.
– D’Alema: e si chiama del Lavoro, quindi possiamo dimenticare?
– Consorte: esatto. E’ da fare uno sforzo mostruoso ma vale la pena a un anno dalle elezioni.
– D’Alema: va bene, vai!

Qualcuno spieghi a D’Alema qual è esattamente il rapporto tra Banche e mondo del lavoro oggi in Italia, se ne esiste uno.

Grilli per lanterne

Beppe Grillo se la prende con la Legge Biagi e l’allievo di Biagi se la prende oggi con Beppe Grillo. Pare che il comico non sia andato troppo per il sottile nell’introduzione al libro Schiavi Moderni – Il precario nell’Italia delle meraviglie (una raccolta di lettere, liberamente scaricabile dal Web). Anche i commenti al blog appaiono decisamente cattivi, forse troppo. Tiraboschi, dal canto suo, risponde accostando frasi di Grillo a quelle dei filo-brigatisti.

Nothing, that was my job

Un gran bel sentire quello di ieri al Collegio San Carlo di Milano, dove si sta svolgendo il convegno internazionale Coirag di tre giorni dal titolo “Psiche Affetti e Techne“. Un Umberto Galimberti in ottima forma e un Carlo Formenti altrettanto bravo hanno dato vita a un dibattito di alto profilo sul tema della psiche e del pensiero sociale nell’epoca della tecnica. Dall’ampia esposizione di Galimberti estraggo qualche spunto che interessa anche noi, perché mette in relazione tecnica e lavoro.

La tesi più interessante prende le mosse da alcune riflessioni di Gunther Anders (marito di Hannah Arendt), che ringrazio Galimberti di avermi fatto conoscere [prossimo libro sul comodino: L’uomo è antiquato!] ed Elena Pulcini di avere così ben presentato nel saggio L’homo creator e il mondo post-umano, pubblicato in “La Psiche nell’Epoca della Tecnica” (Vivarium, 2007), letto ieri notte al volo, rapito dalla bellezza del tema.

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