La Controriforma Biagi

In questi giorni un nutrito gruppo di parlamentari ha presentato alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati un Disegno di Legge denominato “Norme per il superamento del lavoro precario“. Sono tredici articoli per una proposta di legge – sottoscritta da parlamentari del Pdci, Prc, Verdi ed esponenti dei Ds – elaborati dai giuristi del Centro diritti del lavoro “Pietro Alò” coordinati da Piergiovanni Alleva.

La Legge Biagi viene praticamente falcidiata. Sono più gli articoli abrogati di quelli tenuti in vita. Si introducono significative variazioni anche nel Codice Civile.

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Panorama sul precariato

Se c’è arrivato anche Panorama può significare soltanto due cose: 1) il fenomeno è talmente grave che può essere usato come informazione/comunicazione a danno dell’attuale governo di sinistra (nei cinque anni precedenti, si vede, non era altrettanto significativo); 2) si devono avere bende molto spesse sugli occhi per non capire che qualcosa sta realmente cambiando in Italia sotto il profilo dell’uso massivo dei contratti a tempo determinato e delle diverse formule di lavoro parasubordinato e autonomo (falso o vero che sia). Questo un sommarrietto del servizio pubblicato oggi:

Collaboratori occasionali e a progetto, partite Iva, stagionali, autonomi parasubordinati. In una parola: precari. Due leggi e una manciata d’anni hanno rivoluzionato il mercato del lavoro: ciò che per i genitori dei ventenni d’oggi era la regola (il posto fisso) è diventato l’eccezione. E Viceversa. Quasi il 15% dei lavoratori occupato e fatto di precari. E quella del dipendente atipico è una condizione umana, oltre che lavorativa, sulla quale si esercitano sociologi, economisti e romanzieri. Ma il futuro dei giovani d’oggi è inevitabilmente legato alla precarietà?  

L’articolo “Precari a tempo indeterminato” di Valeria Gandus è ben confezionato e va letto. Racconta storie, presenta i numeri del cambiamento e interroga le persone giuste. Se devo muovere un appunto, manca però la distinzione di almeno due elementi: 1) le strade verso la stabilizzazione; 2) la differenza tra atipici e precari o, per esempio, tra professionisti con partita Iva e lavoro somministrato, cosa molto grave per un giornalista del lavoro.

P.S. Vi siete mai chiesti come mai nei servizi sulla precarietà nessun giornalista parla mai dei giornalisti? Stando al Libro Bianco sul Lavoro Nero nel giornalismo (di cui parlerò tra qualche giorno..), il settore è secondo soltanto a edilizia e agricoltura in quanto a irregolarità conclamate…

Non c’è più il futuro di una volta

Così Beppe Severgnini oggi sul Corriere della Sera, parlando della condizione lavorativa dei trentenni:

Qual è il problema? Lo sapete: che la flessibilità (necessaria) è diventata incertezza (dolorosa). Il lavoro immobile – e ormai impossile, se non nella fantasia degli ultraconservatori di sinistra – ha lasciato il posto all’otto volante dell’impiego. Su e giù, giù e su, dentro e fuori, sopra e sotto. Uno all’inizio si diverte: ma poi, immagino, vien da vomitare.

A questo proposito, sono interessanti anche la nuove specifiche e il linguaggio delle nuove offerte di lavoro. Questa è soltanto una delle tante..

Annuncio di lavoro

Indagini sul mondo del lavoro

Non credo che sia un caso il fatto che da quando Lavoce.info ha bacchettato il CNEL con queste parole

In Italia una sede diventata un cimitero di elefanti, un posto in cui riciclare i “trombati” della politica è lo CNEL, Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, previsto dalla Costituzione proprio come “organo di consulenza delle camere e del governo” per “contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge”. Il problema è che oggi il CNEL è un parlamentino di centoventi persone che non fa quasi nulla di significativo [..]

costringendo lo stesso Antonio Marzano a una replica, l’Ente stia dando maggiori segni di vita. Per esempio a livello di servizi telematici, ho personalmente ricominciato a ricevere le newsletter dopo oltre un anno di stop, il sito è stato rifatto, è nato il motore dei Contratti, la banca dati è stata rinnovata e aperta ecc.

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Disoccupazione morbida

Tito Boeri e Michele TiraboschiEra ora che si aprisse il ventaglio, ricordando che nella discussione di Caserta dei prossimi giorni c’è anche il sistema di Welfare To Work in agenda. L’articolo di oggi di Rosanna Santonocito “Come passare da un posto all’altro” pubblicato sul Sole 24 Ore rimette in pista un tema inopportunamente lasciato troppo in ombra e che il precedente Governo ha rimandato fino all’ultimo senza risolvere (e nemmeno rimaneggiare..), quello degli ammortizzatori sociali. Tito Boeri e Michele Tiraboschi fanno il punto e suggeriscono..

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Bologna e il laureato-precario

Quando si pensa alle Università più prestigiose d’Italia si considerano sempre due aspetti: 1) l’aderenza forte del sistema formativo al mercato del lavoro (= capacità di sfornare laureati molto richiesti dalle imprese); 2) la storia degli Atenei e la qualità del corpo docente che vi insegna.

Beh, il caso di Bologna dimostra oggi che il secondo aspetto può anche non essere correlato al primo.

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La solidarietà tra generazioni

La teoria del lavoratore anziano che porta via il posto a quello giovane ha sempre fatto acqua da tutte le parti soprattutto in ragione del fatto che le competenze maturate non sono certamente uguali. La manovra Finanziaria (con l’Art. 667) ha comunque riportato la questione alla ribalta e introdotto questa opportunità:

Al fine di promuovere la creazione di nuovi posti di lavoro e ridurre le uscite dal sistema produttivo dei lavoratori ultracinquantacinquenni, è istituito l’accordo di solidarietà tra generazioni, con il quale è prevista, su base volontaria, la trasformazione a tempo parziale dei contratti di lavoro dei dipendenti che abbiano compiuto i 55 anni di età e la correlativa assunzione con contratto di lavoro a tempo parziale, per un orario pari a quello ridotto, di giovani inoccupati o disoccupati di età inferiore ai 25 anni, oppure ai 29 anni se in possesso di diploma di laurea“.

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La cultura del posto fisso

Il lavoro temporaneo è un fenomeno molto italiano e in crescita nel nostro Paese. Essenzialmente non piace a chi lo fa e questo ci distingue dal resto dell’Europa. Lo rileva l’Ocse nel recente Rapporto sulle prospettive dell’occupazione. Il commento di Carlo Dell’Aringa:

Pur aumentando il lavoro temporaneo, questo viene “subito” dai lavoratori, soprattutto dai più giovani e non scelto volontariamente, come succede in altri Paesi, dove le opportunità sono sempre tante e a un giovane non interessa avere un lavoro temporaneo se poi è sicuro che una volta finito ne può avere facilmente un altro“.

Questa è l’intervista all’economista.

P.S. È il primo podcast che postiamo su Humanitech!

Lavoratore precario dell’anno? YOU!

Comando PrecarioBellissima segnalazione di Roberto Venturini su Apogeonline relativa all’iniziativa di Comando Precario, un gruppo spagnolo di lavoratori atipici molto, molto atipici. Blogger attivisti, armati di videocamera, registratore, buone parole e molto coraggio stanno postando su Internet le avventure dei lavoratori precari (colloqui di lavoro ecc..)