La solidarietà tra generazioni

La teoria del lavoratore anziano che porta via il posto a quello giovane ha sempre fatto acqua da tutte le parti soprattutto in ragione del fatto che le competenze maturate non sono certamente uguali. La manovra Finanziaria (con l’Art. 667) ha comunque riportato la questione alla ribalta e introdotto questa opportunità:

Al fine di promuovere la creazione di nuovi posti di lavoro e ridurre le uscite dal sistema produttivo dei lavoratori ultracinquantacinquenni, è istituito l’accordo di solidarietà tra generazioni, con il quale è prevista, su base volontaria, la trasformazione a tempo parziale dei contratti di lavoro dei dipendenti che abbiano compiuto i 55 anni di età e la correlativa assunzione con contratto di lavoro a tempo parziale, per un orario pari a quello ridotto, di giovani inoccupati o disoccupati di età inferiore ai 25 anni, oppure ai 29 anni se in possesso di diploma di laurea“.

Il Ministero del Lavoro ha tempo fino a marzo per fornire specifiche in materia, ma c’è già una questione che mi incuriosice: il lavoratore anziano potrà esprimere preferenze sul neoassunto? Si tratta di solidarietà allo stato puro o “interessata”? La materia è certamante intrigante visto che di solidarietà tra lavoratori dipendenti (e non) se ne trova sempre di meno..

Sarebbe interessante se nei prossimi mesi si mettessero sul tavolo della concertazione tra le parti sociali e relativa alle pensioni clausole simili che riportino al centro dello sviluppo del mercato e del sistema previdenziale un accordo esplicito tra generazioni o perlomeno un dialogo trasparente, come suggerisce anche Tito Boeri sulla Stampa (.PDF).

Ultima modifica: 2006-12-30T19:05:02+01:00 Autore: Dario Banfi

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