Un cambio di passo, ora chi segue?

Nel mondo IVA si licenzia poco“. Così si esprime (correttamente a mio giudizio) Giuseppe Vitaletti sul Blog di Dario Di Vico “Generazione Pro Pro” dove continua serrata l’analisi e il confronto sui temi del lavoro autonomo. Chi sta seguendo il dibattito può trovare un’importante sintesi su quanto raccolto e raccontato dal Corriere della Sera in questi mesi si trova nell’articolo “Dal fisco al welfare, l’agenda delle partite Iva“, a cui fa seguito la risposta di Giuliano Cazzola, che enumera la miracolosa moltiplicazione delle fattispecie di partite IVA che i Governi dal 1995 in poi sono riusciti con sagacia a genererare e propone l’indecente aumento di ulteriori aliquote INPS affinché le Partite IVA abbiano qualche briciola in termini di assistenza. (Forse il politico PDL non ha capito il livello di tensione che si registra oggi in questo segmento di mercato del lavoro, dove, è vero, si licenzia poco, ma perché non esiste il buoncostume di fare contratti seri né lettere d’incarico. Una tensione che Anna Soru mostra molto cortesemente nella secca replica a Cazzola).

Quanto sta avvenendo per volontà del Corriere in questi mesi è un confronto senza precedenti. Importante e trasversale, come non è mai accaduto.  

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Vita da freelance

I collaboratori di RCS Periodici sotto la lente. Il Comitato di redazione ha deciso di capire un po’ di più su che cosa accade dietro alle quinte, tra i 600 freelance (un numero pari a 2,4 volte quella dei “colleghi” assunti!) che scrivono per Corriere della Sera e altre testate della Rizzoli.

 Vita da freelance

I risultati dell’indagine sono stati pubblicati su Tabloid, rivista dell’ODG della Lombardia, e disponibili nell’articolo “Vita da Freelance, tra luci e ombre” (qui in formato .PDF). Dall’articolo:

“Chi vive una condizione di precarietà da almeno 5-7 anni sottolinea come siano progressivamante peggiorati gli stipendi (18,4%), il tempo di lavoro aumentato (15,7%), la qualità scaduta (13,1%), la competizione esplosa (10,5%)”.

Non c’è più il futuro di una volta

Così Beppe Severgnini oggi sul Corriere della Sera, parlando della condizione lavorativa dei trentenni:

Qual è il problema? Lo sapete: che la flessibilità (necessaria) è diventata incertezza (dolorosa). Il lavoro immobile – e ormai impossile, se non nella fantasia degli ultraconservatori di sinistra – ha lasciato il posto all’otto volante dell’impiego. Su e giù, giù e su, dentro e fuori, sopra e sotto. Uno all’inizio si diverte: ma poi, immagino, vien da vomitare.

A questo proposito, sono interessanti anche la nuove specifiche e il linguaggio delle nuove offerte di lavoro. Questa è soltanto una delle tante..

Annuncio di lavoro

Ich bin ein Saronnese

Saronno
[Fonte: Corriere della Sera]
 
Ich bin ein Saronnese, non alla Kennedy però. Sono di Saronno realmente. A 26 anni sono venuto a vivere a Milano. A 30 km. Ho diviso per anni un appartamento con l’amico Mauro (dove sei, Ralph?), mentre facevo le prime esperienze di lavoro. Non è una grande distanza geografica. Sufficiente, però. Due dei miei migliori amici, amici d’infanzia, vivono invece a New York e a San José, CA. Stanno un po’ meglio.