Anche chi è in stage ha finalmente un blog dedicato. In bocca al lupo alla Repubblica degli Stagisti di Eleonora Voltolina.
Anche chi è in stage ha finalmente un blog dedicato. In bocca al lupo alla Repubblica degli Stagisti di Eleonora Voltolina.
Ieri alla presentazione dei dati sulle professioni creative [vedi post successivo, tra breve] mi è capitato di sentirmi quasi “a casa”, tra figure che lavorano e pensano al mercato così come lo affronto io. In particolare c’è un aspetto che mi conforta, ed è la visione dell’attività professionale come a un insieme di opportunità “a portafoglio”. Mi spiego, usando la bella metafora di Gianni Lombardi, del Capitolo Freelance di ADCI.
Un lavoratore dipendente vive e lavora per la propria azienda. Sta in una botte di ferro, ma quando questa incomincia ad arruginire sono guai. E se arruginisce in fretta, ci si trova in poco tempo senza nulla. Unica carta in mano, bruciata, fa perdere l’intera partita. Per un freelance, lavoratore indipendente e autonomo, esiste invece un insieme di clienti. Perso uno, non significa necessariamente perderli tutti insieme. Sì, ci saranno annate migliori e periodi di bassa, ma uno stop completo è difficile che accada. Certo poi i rischi sono alti, è faticoso rimettere in gioco sempre idee per rilanciare i propri servizi e capitano bidoni anche ai freelance, ma la ruggine riusciamo a togliercela di dosso piuttosto in fretta.
Pare che dopo la flessibilità, il tema dominante sia quello della produttività e che questo sia irrimediabilmente legato alla contrattazione di secondo livello e dunque alla parte di retribuzione variabile associata ai risultati. A parte i massimi sistemi, di cui sentiremo parlare molto in questo periodo di ridefinizione delle politiche contrattuali nazionali, può sorgere banalmente la domanda: ma chi se lo piglia oggi il variabile?
Una risposta parziale viene da questi due grafici, che indicano la percentuale di percettori sul totale e la quota di retribuzione variabile rispetto a quella di base. I valori sono suddivisi per le differenti aree funzionali, le categorie (quadri e dirigenti) e il mondo del Commercio (azzurro) e Industria (rosso).
Quadri (2007)

Fonte: OD&M Consulting – Manageritalia 2008
Dirigenti (2007)

Fonte: OD&M Consulting – Manageritalia 2008
SIGLE: ACL – Acquisti e logistica; AFC – Amministrazione finanza e controllo; DG – Direzione generale; IT – Information technology; MCC – Marketing comunicazione e commerciale; PPQM – Produzione, qualità e manutenzione; RU – Risorse umane.
P.S. Oggi Luigi dell’Olio parla di retribuzioni variabili su Affari & Finanza, con l’articolo “Stipendi fermi, crescono soltanto straordinari e bonus” (.pdf).
Che te ne fai dei tuoi fottuti caschi, scarponi, cinture, occhiali, della tua fottuta segnaletica quando devi scaricare da una nave 37 container all’ora e invece di otto ore ne devi lavorare dodici, perché senza gli straordinari non arrivi a fine mese?
Misure legislative, azione repressiva della magistratura, diavoleria dell’antinfortunistica – tutta roba inutile. Bisogna rovesciare i rapporti sociali che hanno creato questa infame e incivile condizione del lavoro oggi in Italia, per cui sui più deboli economicamente si è scaricato non solo tutto il rischio fisico ma anche tutta la responsabilità civile e penale del medesimo. Non è un caso, è la riprova di quanto sto dicendo, che sia a Genova che a Molfetta la colpa degli incidenti è stata attribuita o alle vittime (“non hanno indossato le mascherine”) o ai compagni delle vittime.
Also sparch Sergio Bologna. (via Chainworkers 3.0)
Telelavoro sotto accusa. Ci prova Anna Masera con il racconto di una telelavoratrice pentita, che dopo anni di distanza dall’ufficio rientra e rinnega il passato. La vicenda – spalleggiata da un pezzo di Gianluca Nicoletti sulle patologie giapponesi degli hikikomori, giovani che vivono barricati in casa – ripercorre i soliti quattro stereotipi sul telelavoro: isolamento sul piano dell’organizzazione del lavoro; scarse relazioni sociali; incapacità di separare vita personale e impiego; deregolamentazione dei tempi di lavoro. Manca, ma è giusto ricordarlo, poichè spesso si cita, tra gli aspetti negativi l’immobilità nei percorsi di carriera.
Prossemica digitale e lavoro
Se è vero che ogni lavoratore fa storia a sé, è presto detto che questa vicenda lascia proprio il tempo che trova.
Mettete insieme il forfettone + l’impossibilità di reiterate i contratti a termine oltre i tre anni (come previsto nel protocollo sul Welfare) e che cosa succede? I Co.co.pro con determinati limiti di reddito diventano (leggi “sono caldamente consigliati di diventare…“) Partite IVA! A segnalare questo nuovo fenomeno migratorio è Chaiworkers. Lo scopo? Aggirare i nuovi benefici legati a malattia o maternità.
Visto che è sempre più leggera tanto vale farla diventare digitale. La busta paga potrà essere consegnata attraverso la posta elettronica. Finora questo accadeva nella Pubblica Amministrazione (non in tutte, ovviamente) – un cliente mi raccontò, tempo fa, che il giorno in cui i dipendenti di una Regione usavano di più la rete Internet era il 28 del mese, quando il cedolino in formato .PDF compariva sulla intranet dell’Ente) – ma dopo la risposta del Ministero del Lavoro a un’interpellanza, anche il settore privato potrà avvalersi dello stesso sistema. I dettagli qui.
Nuovi stimoli per gli hacker, ovviamente.
Post di back-up. Per chi fosse interessato al tema delle retribuzioni ecco il PDf della ricerca di Bankitalia presentata ieri “I redditi delle famiglie italiane (2006)” e la rassegna stampa (file. PDF) con i numerosi articoli usciti oggi praticamente su tutti i giornali (Fonte: Borsa del Lavoro Lombardia).
Ieri il Corriere della Sera ha pubblicato un bel servizio su un tema che su Humanitech – grazie al prezioso contributo di Livio Martucci che ha curato la rubrica “Paternità & Dintorni” – abbiamo a cuore da tempo: la paternità. Come illustra l’approfondimento “Papà a casa soltanto 4 su 100” (file .PDF) la cultura dell’equilibrio uomo-donna nel mercato del lavoro non migliora.
C’è da segnalare poi una questione più delicata: la riforma in atto. Che fine farà? La Legge finanziaria ha inserito una delega per la Riforma di tutto ciò che riguarda il supporto alla famiglia e che nella Commissione Lavoro in Senato si discuteva sotto la voce “Welfare generazionale e della famiglia“. In ballo c’erano la Legge quadro sulla Famiglia, interventi in materia di Fondi per giovani o di un reddito di cittadinanza per bambini e bambine.