Qualche motivo in più

Pianta elettrica a luce solareCon pomposa boria anglosassone li definiscono motivational workspace che tradotto significa spazi/uffici che facciano venire voglia di lavorare. A questo proposito può essere utile leggere “50 Ways to create a motivational workspace“, dove si possono trovare consigli per togliere muffa dalle scrivanie, soprattutto se lavorate da soli.

Belle le idee di mettere dell’acqua (in vaso ovviamente) sul piano di lavoro o creare zone corrispondenti a compiti differenti. Meno praticabili, per me, i propositi “Always clear your desk” e “Never use your workspace for storage“. Quanto alle piante, ho scelto quelle elettriche. 

Chi misura l’effetto dei salari detassati?

Iniziano a fioccare in Rete le analisi sulla detassazione degli staordinari. Questa è la sintesi di un articolo di Maria Cecilia Guerra su Lavoce.info dal titolo “L’Irpef senza straordinari“:

L’agevolazione fiscale persegue finalità che si prestano a non poche obiezioni, dà risultati iniqui, contrasta con principi cardine del sistema d’imposizione personale del reddito, risponde solo parzialmente a un possibile effetto di inefficienza che riguarda una parte esigua dei soggetti coinvolti e favorisce fenomeni elusivi.

Ragioni queste che fanno dire a Vincenzo Visco, in una lettera a noiseFromAmeriKa, dove cita il Libro Bianco sulle imposte sul reddito e il sostegno alle famiglie, di essere per la prima volta in sintonia con la CGIL. Sullo stesso tema si erano espressi anche Matteo Richiardi, sempre su Lavoce.info con l’articolo “Contro la detassazione degli straordinari“, e Alberto Luisiani (su noiseFromAmeriKa con “Oppressione fiscale e detassazione degli straordinari“) secondo il quale i legislatori italiani sono “profondamente stupidi e producono mostri“. Tutte motivazioni tecniche che vanno in direzione opposta rispetto alle scelte del Governo.

Al di là di una valutazione di dettaglio sull’equità relativa ai fattori secondari (assegni familiari ecc.) è evidente che la detassazione non può che avere natura sperimentale: se riguarda i salari di produttività, ovvero le componenti variabili o meritocratiche, come si potrà capire se la produttività con simili accorgimenti sale realmente o se si tratta soltanto di un espediente per fare spendere di meno l’imprenditore e offrire di più al lavoratore creando anomalie sistemiche nella gestione del costo del lavoro?

Update: qui trovate invece i pareri (articoli in PDF) favorevoli di Carlo Dell’Aringa e Michele Tiraboschi. Contrari, invece, sono Pietro Garibaldi e Tito Boeri.

Meritocrazia in villeggiatura

Da dove rinasce “il Sistema Paese tra mentalità imprenditoriale, cultura manageriale e politiche del lavoro?” Ovviamente da un bel villaggio vacanze, in un fantastico week-end fitto di relaxing time.

L’idea è di HR Community, rampante associazione di direttori delle Risorse Umane, che ha organizzato un fantastico meeting sulla Meritocrazia al quale hanno aderito ovviamente moltissimi manager e AD a caccia – poveracci – di qualche raggio di sole e idee per rilanciare la produttività (!).

A che cosa serva poi un “lobbying time” in un posto dove si valorizza il merito resta comunque un mistero.

Il salario fuori da Azkaban

Harry PotterLiberazione pubblica la storia della curatrice e traduttrice delle opere della J. K. Rowling (mamma di Harry Potter e scrittrice più ricca al mondo) in Italia.

Sostiene di non tirare la fine del mese (te credo, con un mutuo da 1.750 euro al mese!). Assunta a tempo indeterminato da una casa editrice lei, insegnante il marito. Due figli, una casa di proprietà.

Racconta: “…non è possibile che una coppia di laureati con un lavoro a tempo indeterminato, con una professione qualificata e intellettuale debba stare attenta non soltanto sui passatempi, ma anche sul costo del pane e della pasta […] Ogni due anni arriva lo scatto di anzianità: trenta euro di aumento. I sette romanzi di Harry Potter hanno venduto nel mondo più o meno mezzo miliardo di copie“.

Riunitevi e partite

Papiny e le riunioni

Riunioni a go-go, all worklife long, si direbbe. Ne parliamo qui, citando la nuova dipendenza dei manager da dispositivi wireless. La questione, presente anche in Italia, fu sollevata dal NYT e ripresa da alcuni blog. Adaptive Path (che cita Scott Berkun), per esempio, è un accanito sostenitore del black-out da comunicazioni mobili durante i meeting.

E si chiede Rosanna su Job24 online: “Vietato perdere tempo nelle riunioni o meglio vietare le riunioni che sono una perdita di tempo?“. Sta di fatto che sempre di più in sala riunioni si chatta, parla, scrive con chi sta fuori. Schizofrenia ipertecnologica o semplice noia? Secondo me è un semplice modo di non perdere tempo quando ci tocca ascoltare cose inutili per ore interminabili…

Stipendi fermi al palo

Oggi è uscito il IX Rapporto sulle Retribuzioni degli italiani 2008 curato da OD&M Consulting. Ne parla in anteprima il Sole 24 Ore, nell’articolo “Busta paga più ricca, ma soltanto per i quadri” (.pdf). Nel 2007 gli stipendi sono aumentati dello 0,0% per dirigenti; +3,1% per i quadri; +2,5% per gli impiegati e + 1,1% per gli operai rispetto all’anno precedente (valori lordi). Si confrontino con l’andamento dell’inflazione.

Le retribuzioni degli italiani e il NIC (2007)

Questi invece sono i valori assoluti delle RTA e la crescita percentuale (%) nell’ultimo quinquennio. Si consideri che l’inflazione (valore NIC, alta frequenza) è stata del 10,9% nello stesso periodo.

Le retribuzioni degli italiani 2008
Fonte: OD&M Consulting – Marzo 2008

Questo è il comunicato stampa.