Cavalieri poveri

Premio per il lavoroManpower e AIDP hanno lanciato il Premio per il lavoro, concorso per il riconoscimento del “talento e dell’eccellenza”. Le modalità non sono ancora ben definite (il bando esce il 1° settembre), ma si evince dal sito che le candidature per le categorie Operaio, Impiegato, Quadro, Dirigente, HR Manager, Lavoratore extra-comunitario e Collaboratore esterno dovrenno essere fatte via Web dai direttori del personale di ciascuna azienda. I comitati di valutazione prevedono un parterre de roi (Tiziano Treu, Nicola Rossi, Corrado Calabrò, Giovanni Floris, Daniele Capezzone ecc.), mentre le premiazioni vedranno la presenza di Mauro Mazza e Giovanna Milella. I premi non sono ancora definiti.

Premio per il lavoro

P.S. Non chiedetemi perché, ma la prima cosa che mi è venuta in mente sono alcuni tappeti che trovai nei mercatini di periferia di Mosca sei anni fa, molto belli e lavorati, con i classici simboli sovietici (compresa l’immagine di un operaio), in tessuto rosso, ricamati in similoro e una frase che mi feci tradurre e che inneggiava al valore del lavoro. Erano premi che venivano assegnati ai migliori lavoratori dell’anno ufficialmente dall’ex Unione Sovietica. Davano prestigio, come se fossero medaglie. Si potevano appendere, come arazzi, vista la bellezza della lavorazione o mettere per terra e calpestare. In molti, per ricavare qualche rublo e sbarcare meglio il lunario, avevano deciso di venderli come souvenir agli stranieri appassionati di cimeli del Regime.

Le ombre dello staff leasing

Guardiamo al lato pratico, a che cosa succede, non alle beghe politiche. Lo staff leasing nella sua formula che prevede assunzioni a tempo indeterminato è una novità la cui bontà o inadeguatezza devono essere ancora dimostrate. A questo proposito ieri ho raccolto in maniera molto informale, durante una chiacchierata con persone in staff leasing presso una multinazionale, alcuni fatti per valutare meglio.

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Welfare o “Pensionicrazia”?

Marini dice sì, D’Alema no, Bertinotti sì, Dini no, Damiano sì, Padoa Schioppa no, Prodi sì. I sindacati si mettono di traverso, Confindustria non si sa, Rutelli si indigna perché i giovani tacciono [e lui che fa?]. Maroni e Tremonti gongolano per avere creato la gatta da pelare. Capezzone si inventa un Welfare à la carte.. Cgil, Cisl e Uil pensano di essere stati eletti portavoce del popolo (in realtà i loro iscritti che lavorano – e che non sono già in pensione – sono soltanto, per eccesso, un sesto della forza lavoro..).  

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Potevamo dimenticare?

Dalle intercettazioni di Massimo D’alema e Giovanni Consorte, presidente della Unipol (via Repubblica).

– Consorte: anche perché se ce la facciamo abbiamo recuperato un pezzo di storia, Massimo. Perché la Bnl era nata come banca per il mondo cooperativo.
– D’Alema: e si chiama del Lavoro, quindi possiamo dimenticare?
– Consorte: esatto. E’ da fare uno sforzo mostruoso ma vale la pena a un anno dalle elezioni.
– D’Alema: va bene, vai!

Qualcuno spieghi a D’Alema qual è esattamente il rapporto tra Banche e mondo del lavoro oggi in Italia, se ne esiste uno.

Grilli per lanterne

Beppe Grillo se la prende con la Legge Biagi e l’allievo di Biagi se la prende oggi con Beppe Grillo. Pare che il comico non sia andato troppo per il sottile nell’introduzione al libro Schiavi Moderni – Il precario nell’Italia delle meraviglie (una raccolta di lettere, liberamente scaricabile dal Web). Anche i commenti al blog appaiono decisamente cattivi, forse troppo. Tiraboschi, dal canto suo, risponde accostando frasi di Grillo a quelle dei filo-brigatisti.

Nothing, that was my job

Un gran bel sentire quello di ieri al Collegio San Carlo di Milano, dove si sta svolgendo il convegno internazionale Coirag di tre giorni dal titolo “Psiche Affetti e Techne“. Un Umberto Galimberti in ottima forma e un Carlo Formenti altrettanto bravo hanno dato vita a un dibattito di alto profilo sul tema della psiche e del pensiero sociale nell’epoca della tecnica. Dall’ampia esposizione di Galimberti estraggo qualche spunto che interessa anche noi, perché mette in relazione tecnica e lavoro.

La tesi più interessante prende le mosse da alcune riflessioni di Gunther Anders (marito di Hannah Arendt), che ringrazio Galimberti di avermi fatto conoscere [prossimo libro sul comodino: L’uomo è antiquato!] ed Elena Pulcini di avere così ben presentato nel saggio L’homo creator e il mondo post-umano, pubblicato in “La Psiche nell’Epoca della Tecnica” (Vivarium, 2007), letto ieri notte al volo, rapito dalla bellezza del tema.

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La nuova generazione di manager

Sono convinto che anche per i manager si apra una nuova stagione, una fase in cui è sempre più necessario prendere confidenza con le tecnologie avanzate per il lavoro quotidiano. Io mi sono divertito a chiamarli “manager 2.0″…

Diventare Manager 2.0Questo il mio ultimo libro sul tema. Uscirà in libreria tra 10 giorni, ma vi anticipo qualcosa…

Diventare Manager 2.0

di Dario Banfi e Lucio Miranda
Pubblicazione: Giugno 2007
Casa Editrice: Apogeo/Feltrinelli
Collana: Che funziona
Pagine: 288
Formato: 14,8×19,8
Prezzo: 9.90 Euro
ISBN: 978-88-503-2587-0

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  • L. Miranda Website: www.sitidisuccesso.com.
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