La vecchia sognata Laurea

Conviene laurearsi? La risposta è sì. Con riserva, però. Il perché lo spiegano oggi Rosanna Santonocito nell’articolo “La Laurea paga sempre, ma poco e su tempi lunghi”, pubblicato sul Sole 24 Ore – Job 24, e Federico Pace su MioJob con il pezzo “Stipendi under 30: la caduta dei laureati” che affronta la questione retributiva con tanto di tabelle e confronti (Commenti interessanti su Raptxt, Orrios de Ainu e Blog a progetto). Provocatoria, invece, la proposta lanciata qualche giorno fa da Quirino Paris, professore all’Università di Davis, di abolire il valore legale della Laurea in Italia. Mario Morcellini, invece, lancia un sondaggio online per capire quale siano “Le percezioni di studenti e laureati sulla riforma universitaria”. In altre parole se il 3+2 funziona.

Da segnalare anche l’avvio del nuovo servizio Istat che consente la consultazione interattiva, via Internet, del Sistema informativo transizione istruzione-lavoro. Il servizio permette di interrogare il database Istat sulle opportunità occupazionali per diplomati e laureati e valutare l’efficacia dei diversi percorsi formativi. [Se cercate link istituzionali per verificare numeri, corsi ecc.. c’è una bella lista qui].

Chi invece non ha voglia di fasciarsi la testa, si rilassi pure con questo video di Simone Cristicchi (segnalato da Lorenzo) della canzone “Laureata Precaria”.

Un estratto del testo: Mi hanno fatto un bel contratto Co.Co.Co. / Anche se cosa vuol dire non lo so / so solo che io da domani un posto di lavoro avrò /con un stipendio misero io me la caverò. // Laureata precaria / con lo zaino pieno di progetti un po’ campati in aria / Con la rabbia rivoluzionaria / di una studentessa universitaria. // Laureata precaria / che rispecchi fedelmente questa deprimente Italia / Sogni una carriera straordinaria / ora prendi 400 euro al mese come segretaria.

[Il testo completo si trova qui].

L’Italia del lavoro secondo Istat

Presentato ieri, il Rapporto Istat “La situazione del Paese nel 2006” dedica tutto il Capitolo 4 (File .PDF, 2 MB) al mercato del lavoro. Si legge:

L’economia italiana sembra aver acquisito una capacità di creare posti di lavoro a ritmi soddisfacenti, adeguati ad assorbire uno sviluppo relativamente lento dell’offerta di lavoro, quale è quello prevalso negli anni recenti e, anzi, rendono possibile un graduale ridimensionamento dell’area delle persone in cerca di lavoro. Tuttavia, dopo una fase piuttosto lunga di crescita significativa dell’occupazione, il sistema economico del nostro Paese resta ancora caratterizzato da un grado particolarmente basso di coinvolgimento nel mercato del lavoro della popolazione in età attiva.

In altre parole, la disoccupazione cala, chi cerca ha maggiori opportunità di trovare, ma molti non partecipano ancora attivamente al mercato del lavoro, soprattutto nel segmento dei giovani (che preferiscono prolungare gli studi piuttosto che rimanere sottoccupati) e al Sud. E sembra questo il problema maggiore che l’Istituto di ricerca mette di fronte al Governo e alle parti sociali come più pressante, in particolare rispetto al raggiungimento degli obiettivi di Lisbona e alla situazione degli altri Paesi dell’Unione (esclusi gli ultimi arrivati nell’UE a 25). Impressionante il progresso della Spagna, che però fa un ricorso molto alto al tempo determinato.

Bella le rappresentazione grafica dei tassi di occupazione per area geografica, che riportiamo qui sotto.

Occupazione 2006 - ISTAT
[Fonte: Istat – “La situazione del Paese nel 2006” – Cap.4]
Chi desidera consultare il Rapporto Istat completo può scaricarlo in formato PDF qui.

Molecole che fanno opinione

Segnalo la bella analisi del blog Sapere Lavoro sulla parcellizzazione della cultura di massa dovuta all’emergere in Italia di un numero crescente di knowledge worker.

La vecchia figura dell’intellettuale generalista (sia esso giornalista, accademico o letterato) e la nuova figura di leader d’opinione di piccole e diffuse comunità virtuali si rivolgono a segmenti ridotti e progressivamente specializzati della sfera pubblica. Viene meno un terreno unitario per orientare le masse e si affermano nuove élite molecolari, estremamente fluide, il cui campo d’influenza è limitato dai confini della specifica comunità di appartenenza.

Questa trasformazione, si dice, sta indebolendo i sistemi di rappresentanza, primi fra tutti quelli dei partiti, dei sindacati e degli ordini professionali.

Tecnologia e democrazia

Tecnologia e DemocraziaSi può parlare di tecnologie e di democrazia anche sotto il profilo del lavoro. Due temi che solitamente sono abbinati per disquisire di digital divide, democrazia diretta e compagnia bella, Luciano Gallino li propone invece in ottica di globalizzazione del mercato del lavoro. Il testo, uscito in questi giorni, verrà presentato oggi dall’autore alla Fiera del Libro di Torino (ore 16:00).

Segnalo alcune parti della bella intervista rilasciata oggi a La Stampa a Roberto Petrini dove si ricorda un fatto sempre trascurato della Rete: ha messo in competizione un miliardo di lavoratori che godono di buone condizioni di lavoro con due miliardi che hanno un salario dieci-venti volte più basso. Così racconta Gallino:

C’è stato un sapiente processo di ristrutturazione globale, una frammentazione delle cosiddette catene di creazioene del valore. Questo processo non sarebbe mai stato possibile senza telecomunicazioni e informatica: simili infrastrutture sono state oggetto di formidabili investimenti e di pressioni da parte delle corporation transnazionali. [..] Se si va a guardare come nasce il fenomeno della globalizzazione ci si accorge che si è trattato di un trasferimento o dell’avvio di attività produttive in luoghi dove i salari sono più bassi, gli orari più lunghi e le condizioni ambientali peggiori, con l’obiettivo primario di sottrarsi a tutele e obblighi dello stato sociale. Così le pressioni sui salari partono da Oriente e atterrano in Europa“.

Quando la Iena fa le veci dell’ispettore

Le IeneArriva a distanza di due settimane la reazione organica di commentatori autorevoli al caso denunciato dalle Iene con il servizio di Alessandro Sortino del 26 marzo sulla somministrazione di lavoro condotta in maniera illecita dalla Metis. Una vicenda in cui autisti “temporanei” sono impiegati anche 250 giorni all’anno da una società di trasporti con contratti giornalieri di somministrazione.

La vicenda denunciata mette in luce tre aspetti molto gravi: 1) alcune delle più grandi società di intermediazione non conoscono la legge italiana sul lavoro; 2) alcuni ispettori ministeriali ancora di meno; 3) casi vissuti sulla pelle dei lavoratori diventano subito pretesti politici per sollevare polvere in Parlamento.

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