Leggere un post di un lavoratore dipendente che solidarizza con quelli autonomi è come vedere al Tg2 un servizio serio sul Regno Unito. Grazie FoxyBlog.
Autonomi
I paria del mercato
A margine di un’intervista a La Repubblica (.pdf) di oggi in cui Pietro Ichino ribadisce la stessa tesi di Visco sulla detassazione degli straordinari accennata nel post precedente (ovvero che per avvantaggiare le fasce più deboli del lavoro dipendente sia meglio aumentare le detrazioni – poiché crea minori sperequazioni – che abbassare l’aliquota Irpef), il giuslavorista butta lì queste paroline..
“Infine ci sono i paria… cioè tutti i collaboratori continuativi autonomi, che oltre all’Irpef pagano anche l’Irap, e ora, se non sono iscritti a un Albo professionale, pagano anche il contributo previdenziale all’INPS del 24,7%. A loro non pensa mai nessuno; eppure sono un pezzo importante del nostro sistema produttivo“.
Sempre sul tema dei lavoratori autonomi si era espresso Michele Tiraboschi qualche giorno prima, ma con tutt’altra finalità (difendere la Biagi) sulla base di alcuni dati emersi dalla Gestione Separata dell’Inps sui quali ha costruito un ampio servizio Il Sole 24 Ore che lascio in download qui (.pdf) a chi interessa.
Un manuale gratuito per le Partite IVA
Altra bella iniziativa di ACTA – Associazione dei consulenti del terziario avanzato che ha realizzato questa guida dedicata ai consulenti che operano in regime di Partita IVA: “Professionista con partita IVA: cosa fare per partire?” (.PDF).
Si può scaricare liberamente dal sito di ACTA. È un manuale prezioso, soprattutto per chi deve iniziare, scritto da Sergio Bevilacqua, Alfonso Miceli e Anna Soru.
Una sintesi di esperienza e semplicità, per non lasciarsi spaventare dall’idea di lavorare da soli. Motivazioni, scadenze, suggerimenti.
Un breve, ma importante contributo. Grazie!
Professioni intellettuali, il disinteresse della Lombardia
È vero che chi svolge un’attività intellettuale autonoma è da sempre abituato a non avere appoggi di alcun genere, ma un disinteresse così plateale non fa onore a una Regione che vive del terziario avanzato. Pubblichiamo per intero la lettera di protesta (file .PDF) di PIU’ – Professioni intellettuali unite, che lamenta il blocco dell’iniziativa per dare voce a Ordini, Collegi e Associazioni professionali attraverso una Consulta (senza poteri deliberanti, si badi bene!) pensata per orientare il legislatore su temi che riguardano appunto le professioni.
Se a qualcuno interessa la vicenda nel dettaglio (di cui parlo anche su JOB24 Online del Sole 24 Ore), di seguito un segmento del file audio della mia intervista al presidente di PIU, Claudio Antonelli, che racconta il pasticcio istituzionale dell’Assessorato lombardo.
I nuovi dipentonomi
Mettete insieme il forfettone + l’impossibilità di reiterate i contratti a termine oltre i tre anni (come previsto nel protocollo sul Welfare) e che cosa succede? I Co.co.pro con determinati limiti di reddito diventano (leggi “sono caldamente consigliati di diventare…“) Partite IVA! A segnalare questo nuovo fenomeno migratorio è Chaiworkers. Lo scopo? Aggirare i nuovi benefici legati a malattia o maternità.
Networking tra omologhi
Una cosa che sopporto difficilmente è quando sento al telefono qualcuno che si qualifica come mio “collega”. Persone di uffici stampa o di testate giornalistiche per cui lavoro, per esempio. Scrive Etimo.it:

Mi riesce difficile pensare, come lavoratore autonomo, di colligere fino in fondo valori, strumenti o finalità del mio lavoro con un lavoratore dipendente. I piani sono separati. Se fossi un “collega”, per sillogismo tutti saremmo colleghi in Italia. I Sig. Rossi con i Sig. Verdi. Non è così.
Credo, invece, nella necessità di rendere forti i legami inesistenti. Questi sì possono tornarmi utili. Possono soltanto dirmi qualcosa che non so. Offrimi nuove opportunità.
Sono convinto che il networking funzioni meglio tra posizioni omologhe sul mercato. Sembra paradossale, visto che sono in competizione, ma parlano la stessa lingua.
O forse sono meno in competizione di quanto in realtà non lo siano oggi le posizioni tra loro eterologhe.
Che cosa ne pensi?
UPDATE: Segnalo anche questo post di Vittorio Zambardino sul tema del netwoking in ambito giornalistico.
Atipiche coalizioni
Un altro interessante tentativo di coalizione via Internet per i lavoratori autonomi, precari e ricercatori. Si chiama F.U.L.P.P – Federazione Unitaria Lavoratori e Professionisti Precari. Non del tutto chiara nelle finalità programmatiche e nei servizi offerti, ma certamente da seguire nel tempo. In bocca al lupo a FULPP.
Novità per professionisti e partite IVA
Dopo quelle previdenziali (generali), segnaliamo quelle fiscali per i professionisti e Partite IVA. Le ha raccolte ACTA, molto attenta, come sempre alle novità legislative. Sono contenute nella Legge Finanziaria 2008 [file .PDF, 1.4 MB, disponibile anche online qui], entrata in vigore dal 1 gennaio 2008. Questa è una sintesi delle variazioni su tasse e detrazioni delle spese:
IRAP
Scende dal 4,25% al 3,9%; dal 2009 diventerà un tributo regionale;
SPESE DI RAPPRESENTANZA
Passa a 50,00 euro (dagli attuali 25,82 euro) il valore degli omaggi unitari [ovvero i regali ai clienti e fornitori] deducibili integralmente;
TELEFONINI
Possibilità di detrarre l’Iva se e nella misura in cui sono impiegati nell’attività d’impresa o professionale e non obbligatoriamente al 50%. L’Agenzia delle entrate, però, effettuerà controlli;
Pensione e cessione del diritto d’autore
Sempre puntuale, Simona Fossati di Senza Bavaglio, mette a fuoco la mancata attuazione del DDL sul Welfare per i giornalisti freelance e i rischi che incorre chi è pagato con cessione del diritto d’autore. Ne parlammo anche qui.