Non è un pesce d’aprile ma la tua pensione

Il 4 e 5 maggio si tengono le giornate nazionali della Previdenza. Tra gli eventi ufficiali per ora in agenda spicca per assenza un incontro dedicato alla Gestione Separata, la cassa dove convergono i contributi dei freelance. Qualcuno forse teme il “sommovimento sociale” (cit.)? Si parlerà del futuro pensionistico degli italiani e non è un caso che le iscrizioni per informarsi siano aperte dal 1 di aprile.

GNP2011

Farò il pompiere

Colpisce ancora la penna di Arnolfo Spezzachini, che mette il dito nella piaga, scoprendo un’altra bella storia all’italiana legata al pensionamento dei pompieri. Alla faccia del sistema contributivo, secondo la Circolare Inpdap 40 del 13 settembre 2005 (.PDF) i pompieri si beccano 5 (dico 5!) anni di versamenti pensionistici a carico dello Stato [con aliquota di computo del 33% sull’ultima retribuzione!!!] come regalo di buonuscita dalla Pubblica Amministrazione.

L’ultimo girone

Ancora qualche elemento per valutare la progressione delle aliquote previdenziali per i lavoratori parasubordinati e il sistema contributivo. Sono due articoli pubblicati oggi sul Sole 24 Ore. Il primo a firma di Sergio D’Onofrio “Per i collaboratori la pensione ricca resta un miraggio” (.TIFF), il secondo è di Giuliano Cazzola (“Meglio dare spazio alla complementare” file .TIFF) che propone la costituzione di un secondo “pilastrino” per quello che definisce “l’ultimo girone del mercato del lavoro ufficiale“.

A me questa definizione fa particolarmente incazzare, come se fossero più vicini al nero i consulenti d’impresa degli operai o dei manager che fanno straordinari fuori busta, ma tant’è. Finché il lavoro autonomo sarà considerato un’appendice di quello subordinato, o peggio ancora una posizione irregolare (e ancora peggio “precaria”, come ritiene la stragrande maggioranza del sindacato) da sanare e riportare nell’alveo del lavoro dipendente leggeremo simili sciocchezze ancora per molto.

Gestione separata dal resto del mondo

Studio ACTA Pensioni Professionisti con Partita IVASegnalo lo Studio (file .PDF) molto accurato realizzato da ACTA sulla pensione di chi lavora come professionista con partita IVA (senza un Albo Professionale) e sulla Gestione Separata INPS, considerata senza mezzi termini dall’associazione dei consulenti del terziario avanzato “il sistema previdenzale più iniquo della storia d’Italia”.

In sintesi, i maggiori nodi di INPS 2 oggi sono:

  1. l’impossibilità di cumulare automaticamente e senza costi aggiuntivi tutti i contributi versati in diverse casse e gestioni (la recente modifica sul ricongiungimento pone anche il limite minimo di contribuzione di 5 anni per ciascuna posizione..);
  2. il fatto di scaricare sul lavoratore costi non sostenibili, in nome di un principio di solidarietà “al contrario”, che toglie a chi non ha mai avuto accesso ad alcuna tutela sociale per assicurare il mantenimento di privilegi acquisiti da chi invece ha pienamente sfruttato il welfare state (e qualche volta abusato di esso) [detto altrimenti: Inps2 riversa la sua liquidità nella ragioneria generale dell’Inps];
  3. il costo più elavato rispetto a tutte le altre tipologie di autonomi (artigiani, commercianti, professionisti con ordini) e, diversamente da quanto comunemente ritenuto, costoso quasi quanto quello per i dipendenti, ma nettamente più avaro nelle sue prestazioni;
  4. la bassa restituzione in proporzione a quanto versato;
  5. l’applicazione a tutti, indipendentemente dall’età, del regime contributivo puro;
  6. l’impossibilità di avere uno spazio per la previdenza complementare [infatti il TFR chi ce l’ha?].

 

Questo uno schema sul costo della contribuzione dei collaboratori con Partita IVA rispetto ad altre categorie.
Contributi pensionistici obbligatori per diverse tipologie di lavoro autonomo

Contributi Obbligatori per PARTITE IVA

Le partite IVA dimenticate

Bella testimonianza pubblicata sul sito di ACTA di una lavoratorice autonoma che arrivata a 58 anni si trova nell’incredibile situazione di non avere fatto in tempo a maturare una pensione dignitosa con Inps 2 a partire dal 1996 (quando si è resa obbligatoria la Gestione Separata) e combatte contro un mercato del lavoro precarizzante e un completo disinteresse del Governo verso le partite IVA di seconda generazione.  Così racconta Erica:

  • ho preso atto che le partite IVA sono diventate posizioni di serie B, totalmente ignorate dalla legislatura: mai menzionate nella legge finanziaria (ma sanno che esistiamo?), escluse dai benefici di rimborso per malattia certificata (o ricovero), che vengono invece “concessi” ai vari Co.co.co. e Co.co.pro. (coperti, sembra, dallo 0,5% di contributo INPS in più richiesto a questi soggetti);
  • ma soprattutto ho preso atto di una preoccupante (e sinceramente anche vergognosa) ingiustizia per quanto riguarda la nostra situazione pensionistica e cioè che, indipendentemente dall’età in cui siamo entrati nel sistema contributivo dell’INPS, la futura pensione ci verrà calcolata su base contributiva e sarà quindi fortemente penalizzata dal periodo inevitabilmente limitato di versamenti (sembra che a 65 anni forse avrò diritto a 80, 100 euro al mese!). In sostanza, dopo una vita di lavoro professionistico (e in quanto donna, di doppio lavoro: fuori e dentro casa) non mi verrà neppure riconosciuta la pensione minima (…pensione di solidarietà?) che prenderebbe una casalinga che non ha mai versato contributi. La mia preoccupazione per il futuro è quindi forte, data anche l’impossibilità di prolungare più di tanto nel tempo un’attività lavorativa che richiede lucidità mentale e anche impegno fisico (ore sul computer, trasferte, lavoro serale…).

 

Ai dipendenti FIAT in esubero, quelli della società che oggi Luca Cordero di Montezemolo con il suo spottone sulla Cinquecento dice “appartenere a tutti noi” (forse nel senso del debito che abbiamo risanato con i contributi pubblici), sono stati concessi scivoli di ogni genere. A chi non ha santi in paradiso viene tolto anche l’assegno pensionistico. E non si tratta di un lavoratore precario di 28 anni. Quello che oggi si mostra chiaramante in questa testimonianza è ciò che spetta a chi si troverà in determinate condizioni oggi e domani.