Esiste un’ampia letteratura per manager che ricorda come spesso per affrontare una pianificazione strategica partendo da analisi di business intelligence sia molto utile introdurre ipotesi alternative e idee non standard che escono dal contesto delle regolari valutazioni e delle normali attese. Supposizioni e strade secondarie per rinnovare tradizioni, regole di management e cultura d’impresa, che potrebbero aprire vie a nuovi successi o sperimentazioni. Alcune teorie suggeriscono di adottare, quasi per gioco, il metodo “IF” (“e se?”). Optare cioè per la discontinuità e mettere un pizzico di fantasia quando si guardano i grafici di crescita.
Lavoro
Bacheche reali e virtuali
Qualche rapida segnalazione sul tema delle bacheche aziendali o istituzionali. Luogo di scambio di informazioni o di spazio di protesta? Su OneMoreBlog, Mario segnala il caso di un “messagio indesiderato” apparso negli spazi pubblici dell’Università di Torino. Rappresentanti di Comunione e Liberazione che manifestavano lo sconcerto per la discussione sui Pacs (chissà che diamine c’entra la bacheca di lavoro).
Via Salgalaluna, blog di Lorenzo Cassata [che segnalo anche perché raccoglie dei gran bei link sul mondo del lavoro], sono arrivato anch’io a notare il fatto che sul Forum predisposto dal Dipartimento della Funzione pubblica sul tema del lavoro nella PA i dipendenti delle nostre amministrazioni non parlino d’altro che della sanatoria per i lavoratori precari.
C’è invece chi la bacheca la considera un supporto di lavoro individuale per sostituire le e-mail impersonali. L’impressione confrontando i tre casi è che più aumenti la vicinanza del supporto di discussione, maggiore sia la possibilità di manipolarlo per veicolare informazioni utili allo svolgimento del lavoro. Più diventa impersonale il mezzo, invece, più ideologica si fa la discussione appesa in bacheca.
Un salario minimo nazionale contro il lavoro nero
In molti ritengono che un salario minimo nazionale sia necessario per dare trasparenza al mercato del lavoro e combattere lo sfruttamento. C’è chi, come Philippe Van Parijs e Yannick Vanderborght, parla addirittura di “reddito minimo universale“, sostenendo la superiorità di un reddito di cittadinanza individuale, universale e incondizionato, erogato dalla comunità politica a tutti i suoi membri, rispetto a ogni altra forma di welfare.
Così anche Tito Boeri in un recente colloquio che ho avuto con l’economista, parlando di azioni di contrasto contro il lavoro nero (articolo in formato .PDF) in Italia:
[..] occorre realizzare formule di contrattazione decentrata sul costo del lavoro, introducendo un “salario minimo nazionale”. Questo doppio binario aiuterebbe a decentrare la contrattazione e darebbe un riferimento certo ai lavoratori anche nel sommerso, incentivandoli a ripristinare le condizioni di regolarità per tutelare i propri livelli retributivi. Sarebbe opportuno legare questa operazione anche a sussidi per i salari più bassi o incentivi condizionati all’impiego, come esistono in altri Paesi, che siano sopra il livello del salario minimo [..]
Va fissato cioè un tetto minimo, pubblico, noto a tutti, che rappresenti la base sotto la quale non è economicamante, civilmente e socialmente accettabile andare. E che sia il punto di partenza per ragionare su meccanismi di emersione e incentivazione. Non è un reddito di cittadinanza (Cfr. la distinzione fatta durante l’intervista), ma un parametro che inquadra il salario minimo di chi opera in Italia e vuole che sia riconosciuto un inquadramanto lavorativo degno di questo nome.
Flessibilità e sindacatese
Questo è giornalismo che mi piace. Segnala Idraulico Polacco la messa in onda via Web di un filmato [rilasciato con licenza CC] realizzato da “Senza Media” e “Marea” che rappresenta l’epilogo della vicenda (raccontata dal Manifesto e da Repubblica.it) relativa alla mamma licenziata alla società FAIP perché si prendeva mezz’ora in pausa pranzo per recuperare la figlia a scuola.
La fine della storia? Interventi dei sindacati [please, notate il differente approccio degli uomini e delle donne..] e due udienze per un nulla di fatto. La madre è stata reintegrata, ma avrà tempo un mese per trovare una soluzione per le proprie esigenze familiari.
No Nicolais? No party!
[Humanitech ospita un contributo di Loredana, amica giornalista, che sulle pagine Sole 24 Ore oggi ha disegnato con grande efficacia la trasformazione in atto nelle scuole di formazione della nostra Pubblica Amministrazione. Interessanti sia lo scenario generale e il dettaglio sulla nuova scuola della PA sia la bella intervista a Sabino Cassese sul tema del merito. Da leggere, come il (piccante) contributo a seguire. Tnx Loredana.]
No Nicolais? No party!
Visto che la media dei dipendenti pubblici è di almeno il 13% sulla popolazione attiva secondo l’Ocse, in Francia oltre il 25% e in Italia è certamente superiore, ci tocca di averne alcuni tra amici e parenti. Tra questi ci sono certamente gli zelanti, i fannulloni di giavazziana memoria, gli agitati, gli ambiziosi, quelli coltissimi e gli inadeguati, nel bene e nel male, al posto che occupano. Mentre scrivevo di formaziona della Pa, ho pensato a loro, a chi mi ha raccontato di aver trovato l’amore durante un corso di aggiornamento sulla comunicazione..
Indagini sul mondo del lavoro
Non credo che sia un caso il fatto che da quando Lavoce.info ha bacchettato il CNEL con queste parole
In Italia una sede diventata un cimitero di elefanti, un posto in cui riciclare i “trombati” della politica è lo CNEL, Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, previsto dalla Costituzione proprio come “organo di consulenza delle camere e del governo” per “contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge”. Il problema è che oggi il CNEL è un parlamentino di centoventi persone che non fa quasi nulla di significativo [..]
costringendo lo stesso Antonio Marzano a una replica, l’Ente stia dando maggiori segni di vita. Per esempio a livello di servizi telematici, ho personalmente ricominciato a ricevere le newsletter dopo oltre un anno di stop, il sito è stato rifatto, è nato il motore dei Contratti, la banca dati è stata rinnovata e aperta ecc.
Il “Welfare divide” secondo Stiglitz
Mea culpa. Ho scoperto tardi questa intervista a Joseph Stiglitz di dieci giorni fa, pubblicata sul sito di Beppe Grillo, ma la inserisco ugualmente perché interessante e sintetica. Tratta il tema del lavoro partendo dalle dinamiche della globalizzazione. La disgregazione dello stato sociale: Stati Uniti vs Svezia e in mezzo la Cina. Da ascoltare.
Liberalizzazioni, sciopero e shampoo
Ci sono determinate categorie di lavoratori che scopri solamente quando proclamano uno sciopero. Pensi che facciano parte della tua vita come la strada sotto casa, la fermata dell’autobus o la scuola all’angolo e che la loro professione sia esercitata soltanto da loro perché magari sono vent’anni che vai sempre dallo stesso panettiere o dal medesimo parrucchiere.
Il parrucchiere, appunto. Io ne ho due, mi piace diversificare.
L’è mej un raccumandà!
La Camera di Commercio di Milano ha reso noti di dati relativi ai sistemi più diffusi in Lombardia tra le imprese per trovare nuova forza lavoro. Con il comunicato “Trovare lavoro in Lombardia: servono ancora le raccomandazioni” (e il focus su Milano) ricorda che il sistema di reclutamanto più usato resta quello del passaparola.
Si noti la percentuale relativa a Internet = 1,9%.
La buona notizia è che le dinamiche stanno cambiando. Soltanto quattro anni fa a livello nazionale il passaparola arrivava all’85% (contro il 72,3% di oggi) e Internet era ferma allo 0,2%.
METODI DI RECLUTAMENTO IN %
| Passa parola |
Stampa | Ag. per il lavoro |
Società selez. |
Database aziendali |
Web | CPI | Altro | |
| Milano | 64,9 | 23,1 | 8,9 | 8,3 | 37,8 | 2,6 | 6,4 | 9,9 |
| Lodi | 64,1 | 18,7 | 8,7 | 6,3 | 40,1 | 1,8 | 7,9 | 9,2 |
| Bergamo | 66,4 | 18 | 10,2 | 6,7 | 37,8 | 1,2 | 10,2 | 9,2 |
| Brescia | 68,9 | 17 | 9,8 | 6,7 | 37,7 | 1,6 | 10,4 | 7,9 |
| Como | 67,2 | 20 | 10,3 | 7,3 | 37,5 | 1,5 | 10,3 | 7,9 |
| Cremona | 66 | 18,7 | 10,4 | 7,1 | 38,7 | 1,7 | 8,9 | 8,6 |
| Lecco | 67,3 | 19,1 | 10,8 | 7,5 | 38,7 | 1,7 | 8,5 | 7,6 |
| Mantova | 65,5 | 17,6 | 11,1 | 6,6 | 40,3 | 1,4 | 10,4 | 8,5 |
| Pavia | 68,2 | 18,4 | 8,5 | 6,3 | 37,8 | 1,6 | 9,6 | 8,7 |
| Sondrio | 71,8 | 17,7 | 6,9 | 5,4 | 37,1 | 1,3 | 10,2 | 8 |
| Varese | 65 | 18,7 | 11,9 | 6,3 | 38,7 | 1,6 | 9,3 | 8,5 |
| Lombardia | 66,2 | 20,2 | 9,7 | 7,3 | 38 | 1,9 | 8,5 | 9 |
| Italia | 72,3 | 15,4 | 7,1 | 6,5 | 38 | 1,9 | 10,2 | 7,2 |
[Fonte: Camera di Commercio di Milano – Gennaio 2007. La somma dei valori percentuali relativi alle varie modalità indicate può superare il 100% in quanto le imprese potevano indicare più di una modalità di selezione]