I furbetti del diritto d’autore

Chiamatela se volete inchiappettata o con termine ancora più volgare, se desiderate, ma il concetto è proprio quello lì. Parlo del pagamento della previdenza giornalistica per i lavoratori autonomi (nota ai più come Inpgi2). Visto che siamo in periodo caldo, beccatevi sto post sulla pensione dei freelance.

Leggi tutto

La previdenza degli atipici

Questo sassolino lasciatemelo togliere. Oggi Libero Mercato titola “Il governo farà cassa sugli atipici” (file .TIFF) un pezzo dedicato alla possibile manovra correttiva che consentirà l’innalzamento ulteriore [dopo quello previsto in Finanziaria e attuato con circolare Inps di gennaio] delle aliquote contributive per i lavoratori atipici. Copiando testualmente senza troppi pudori una riflessione (file .PDF) di sei mesi fa di Giuliano Cazzola, l’autore sostiene che aumentare i contributi ai Co.co.pro sia gravoso per i lavoratori parasubordinati. Meglio alzare un tetto “virtuale” dei contributi accantonati e lasciare al tempo la gradualità di un innalzamanto della parte reale di finanziamento. Gli ultraliberali feltriani sostengono in sostanza di fare anticipare allo Stato il futuro “scalone previdenziale” degli atipici!

Leggi tutto

Report sulle pensioni

ReportIn attesa di leggere il nuovo libro di Giuliano Amato (anticipato sotto forma di intervista da Massimo Giannini) sul tema pensioni, mi sono visto la puntata di settimana scorsa di Report sui Fondi pensioni, che avevo perso.

Sconsolante che una scimmietta produca gli stessi risultati di un investitore istituzionale. A parte la bravura nel rivalutare i capitali, c’è una domanda che personalmente mi preoccupa: “E chi i capitali non riesce ad accumularli e non ha un Tfr?

TFR, la fine non è per niente nota

Forse non è ancora chiaro a molti, ma le pensioni che ci troveremo in tasca noi 30-40enni saranno una legnata sui denti. Come al solito La Voce.info e la chiarezza di Tito Boeri aiutano a capire perché e che cosa c’entra quella che io chiamo “La tassa generazionale” con la questione della scelta sul TFR.

Si legge nell’articolo:

Per i giovani i tassi di rimpiazzo (ovvero il rapporto tra prima prestazione pensionistica e ultimo salario) delle generazioni che vanno in pensione ora sono irraggiungibili, pur conteggiando trenta o quaranta anni di versamenti al Tfr. Questo perché la pensione pubblica offrirà un rimpiazzo del reddito da lavoro del 35-40 per cento nei casi migliori, contro l’attuale 65-70 per cento. […] Al tempo stesso i giovani sono chiamati a destinare fino a quasi il 50% della propria retribuzione a chi oggi a 57 anni (dopo 35 anni di lavoro) va in pensione. L’aliquota di equilibrio dei lavoratori dipendenti (il contributo che dovrebbe essere pagato per azzerare il deficit dell’Inps) è infatti vicina al 45 per cento. Questo significa che i giovani hanno a disposizione poche risorse da investire in previdenza integrativa. Il Tfr rappresenta per tutte queste ragioni un’opportunità irripetibile. E’ una opzione che va assolutamente esercitata.

Stando ad alcune analisi condotte da Jappelli e Lapadula, citate da Boeri, “un lavoratore su due poi crede che i contributi versati all’Inps alimentino un suo fondo personale cui potrà attingere all’atto del pensionamento”. A me sta cosa non fa molto ridere.

P.S. Ma chi il TFR non lo prende?

Trattamenti di Fine (inteso come aggettivo) Rapporto

Al bar Mila, Micaela e Andrea.

Ciao Mila, allora hai scelto per il TFR?
No, mica devo farlo..
Ma non lavori in un ufficio superlusso, non sei assunta?
Sì, ma sono socia della cooperativa per la quale lavoro e poi siamo in quattro gatti… Piuttosto Micaela ha sto privilegio.
E che c’entro io? Io sono una Co.Co.Pro. e per di più nel pubblico impiego, mica ce l’ho il TFR. Tra l’altro mi scade il contratto tra un mese, speriamo me lo rinnovino per la terza volta. Tu piuttosto…
Io? Non l’hai ancora capito, sono un lavoratore autonomo con partita IVA: chi me lo dà il TFR? È già tanto se mi pagano tutte le fatture… In realtà dovrei pensarci, il mio istituto di previdenza mi sta fregando alla grande…
Ah, beh. Siamo messi bene.”
Chi offre stasera?”

L’atipico che paga la pensione al dirigente

Così Guglielmo Epifani oggi sul Sole 24 Ore nell’intervista di Giorgio Pogliotti:

Calcolando la più alta stock option assegnata a un manager in questi anni che ammonta a circa 20 milioni di euro, essa corrisponde all’intera vita lavorativa di 30 persone con uno stipendio medio di 1.300 euro al mese, mentre la media delle stock option che è pari a 5 milioni corrisponde all’intera vita lavorativa di 7 persone [..].

[..] Il governo di centro-destra ha portato l’Inpdai, il fondo di previdenza dei dirigenti d’azienda, dentro l’Inps trasferendo il patrimonio con disavanzi di cassa pari a 1,3-1,5 miliardi ogni anno. È paradossale, ma i fondi attivi a partire da quello dei parasubordinati pagano le pensioni ai dirigenti che mediamente superano i 50mila euro all’anno.

TFR e Bulgaria

Riforma del TFR

Che cosa c’entra il Trattamento di Fine Rapporto con la Bulgaria? Niente. È solo per ricordare (tanto questo è un blog, posso scrivere i titoli che mi pare..) che da ieri due cose sono cambiate nel mercato del lavoro italiano:

a) i lavoratori provenienti da Romania e Bulgaria non sono più extracomunitari;

b) i lavoratori delle imprese con più di 50 dipendenti dovranno decidere della sorte del TFR maturato a partire da.. OGGI!

Leggi tutto

La solidarietà tra generazioni

La teoria del lavoratore anziano che porta via il posto a quello giovane ha sempre fatto acqua da tutte le parti soprattutto in ragione del fatto che le competenze maturate non sono certamente uguali. La manovra Finanziaria (con l’Art. 667) ha comunque riportato la questione alla ribalta e introdotto questa opportunità:

Al fine di promuovere la creazione di nuovi posti di lavoro e ridurre le uscite dal sistema produttivo dei lavoratori ultracinquantacinquenni, è istituito l’accordo di solidarietà tra generazioni, con il quale è prevista, su base volontaria, la trasformazione a tempo parziale dei contratti di lavoro dei dipendenti che abbiano compiuto i 55 anni di età e la correlativa assunzione con contratto di lavoro a tempo parziale, per un orario pari a quello ridotto, di giovani inoccupati o disoccupati di età inferiore ai 25 anni, oppure ai 29 anni se in possesso di diploma di laurea“.

Leggi tutto