Il 2007 sarà l’anno decisivo per la sorte del giornalismo freelance. Per la prima volta nella storia del Contratto Nazionale di Lavoro Giornalistico una rappresentanza dei lavoratori autonomi (freelance) ha inserito una propria mozione [il cosiddetto “Quinto punto”] da portare al tavolo delle trattative per il rinnovo del CNLG. Quando e come queste trattative ci saranno ancora non è dato sapere e forse ce lo dovranno spiegare meglio Carlo De Benedetti..
Lavoro
Organizzazioni aziendali
Un augurio di buon lavoro ad Alessandro (N.) e Chiara (B.) che iniziano la loro nuova esperienza professionale in nuove organizzazioni aziendali. In bocca al lupo.
Disoccupazione morbida
Era ora che si aprisse il ventaglio, ricordando che nella discussione di Caserta dei prossimi giorni c’è anche il sistema di Welfare To Work in agenda. L’articolo di oggi di Rosanna Santonocito “Come passare da un posto all’altro” pubblicato sul Sole 24 Ore rimette in pista un tema inopportunamente lasciato troppo in ombra e che il precedente Governo ha rimandato fino all’ultimo senza risolvere (e nemmeno rimaneggiare..), quello degli ammortizzatori sociali. Tito Boeri e Michele Tiraboschi fanno il punto e suggeriscono..
Che noia, che barba, che noia..
Dopo la sbornia di feste, il lavoro ricomincia e che cosa c’è di meglio che ricordare tutti i motivi per cui vale la pena lamentarsi? Mentre Federico Pace di Repubblica.it puntualizza le ragioni per cui impiegati e manager non realizzano mai il sogno impossibile di cambiare lavoro [ma a parte i numeri non spiega come mai il mercato sia così immobile], Idraulico Polacco cita una recente indagine di Kelly Services sulla discriminazione in fase di colloquio di lavoro e sul livello di soddisfazione lavorativa nei diversi Paesi del mondo.
La Fortune di Google
Sarà.. ma di tutti i benefit che offre Google [100.000 dipendenti nel mondo, 446 società affiliate] – nominato da Fortune la Best Company to Work for – il tempo messo a disposizione dei propri dipendenti (pari al 20% del totale) per farsi “gli affari propri” resta a mio giudizio la trovata più geniale in assoluto.
Inutile discutere delle altre opportunità/benefit.. siamo ad anni luce in Italia. Al di là degli scooter per spostarsi nel campus, di lavanderie e nursery, dog sitter o librerie interne, l’idea dell’ora in libertà però potremmo copiarla, no? Sarà mai che l’ozio diventi da reale a creativo anche nei nostri uffici..
Questo il commento di oggi sul Sole 24 Ore.
Knowledge worker e nomadismo
Ancora un bel pezzo di Roberto Venturini dal titolo “Ufficio virtuale, problemi reali” su Apogeonline che affronta a viso aperto la questione del lavoro destrutturato e di quelli che io chiamo i lavoratori “della conoscenza” e che lui definisce anche “senza fissa dimora”. Un gran bell’articolo a mio giudizio, che si allinea perfettamente a quelle che sono anche le mie osservazioni messe a fuoco negli ultimi anni e che mi hanno portato a produrre un testo come Liberi Professionisti Digitali, pensato esclusivamente per chi non ha un ufficio reale, non ha un contratto fisso (e un solo cliente) di lavoro, ma un potenziale enorme in termini di know-how e capacità di costruirsi una posizione autonoma e supportata dagli strumenti tecnologici.
I panni sporchi di Jobster.com

Come definire il taglio di 60 posti su 145? A parte la questione linguistica, il caso Jobster.com, uno dei più grandi network per il recruiting online degli Usa – che ha deciso di eliminare quasi tutta la rete di vendita per non collassare sotto i debiti – ha dell’incredibile [per noi italiani, intendo..] ed è uno dei segni dei tempi nell’epoca dei cosiddetti corporate blog.
Dopo avere sperperato 48 milioni di dollari ottenuti nel 2004 da una cordata di venture capitalist, il giovane CEO Jason Goldberg, 33 anni, ha deciso di fare di testa sua, comunicando i licenziamenti attraverso il blog aziendale! All’accusa di mancanza di sensibilità nei confronti delle persone lasciate a casa, che sostengono di avere trovato maggiori informazioni sulla loro sorte sul blog pubblico, rispetto a quanto comunicato internamente, il CEO-blogger ha risposto (ovviamente online):
Why would a ceo be so public with his thoughts and open himself to so much public scrutiny and criticism? Answer: Shouldn’t we actually ask ourselves: ‘Why not?’ Why am I so comfortable blogging here right alongside the right hand column on this blog which has feed after feed of public comments and criticisms? Answer: transparency. Embrace it. Don’t run from it
Buona fine..
Tempo due mesi che hai costruito un blog, aggiungendo plugin antispamming di ogni tipo, controlli sui moduli, filtri ecc.. senza tralasciare un certo minimalismo nel blogroll.. che uno dei tuoi amici ti frega con una “catena di blogantonio” (altro che conteggio delle blog reaction!). Ma visto che il tema è “The end of vacation” ovvero il Lavoro che ricomincia, accetto di default la provocazione di Alberto e rilancio la palla anche a Sergio (che devo ancora ringraziare insieme ad Antonio per le loro generose citazioni) se ha tempo e voglia…
Il talento brizzolato
In coda all’interessante carrellata sulla strategia generale di Manpower nel mondo (da leggere!) The Economist riporta nell’articolo “The World of Work” un approfondimento sul tema dei talenti. Per Manpower occorre cercarli anche tra i lavoratori in età adulta. Come scovarli e valorizzarli? Facendosi aiutare dai pensionati e trovando il modo di farli andare d’accordo con i giovani manager!
In the longer run, a shortage of talent – exacerbated by demographic trends – is likely to create growing demand for older workers. Japan, Australia and Italy are expected to lead the way in embracing them. Manpower has formed a partnership with the American Association of Retired People to try to come up with ideas to see how it could operate in this field.
[..] Training methods will be needed to teach older people to use computers. Offices may need to be redesigned for the less agile. In Asia in particular, training will be needed to help older workers cope with having a boss far younger than they are – hitherto culturally unthinkable.