007 Operazione Freelance

Il 2007 sarà l’anno decisivo per la sorte del giornalismo freelance. Per la prima volta nella storia del Contratto Nazionale di Lavoro Giornalistico una rappresentanza dei lavoratori autonomi (freelance) ha inserito una propria mozione [il cosiddetto “Quinto punto”] da portare al tavolo delle trattative per il rinnovo del CNLG. Quando e come queste trattative ci saranno ancora non è dato sapere e forse ce lo dovranno spiegare meglio Carlo De Benedetti..

Cena Freelance.. e gli editori di una determinta area della stampa cattolica (Eco di Bergamo e affini) che sembra siano i “più indisponibili” alle trattative, forse in attesa di regalie del Governo..

Della situazione [per l’evoluzione della vicenda tra Fieg e Inpgi si veda anche qui] e delle iniziative del 2007 si è parlato ieri sera al Circolo della Stampa durante la periodica cena dei giornalisti freelance di Milano. Queste alcune evidenze:

1) Simona Fossati e Marilisa Verti di Senza Bavaglio hanno ricordato che in vista della discussione sul rinnovo del contratto tra le parti sociali è necessario dare rinforzo al messaggio dei freelance. In attesa che venga riconosciuta ufficialmente (dopo la prima approvazione agli Stati Generali dell’Informazione di novembre) la “poltrona” alla rappresentanza di base paritetica a quella già esistente per Usigrai e Pensionati, sono state ripresentate e firmate le istanze principali: 1. l’identificazione chiara della tipologia di lavoro che riguarda i freelance; 2. un tariffario che sia in linea con il reale ruolo e il tempo impiegato nella realizzazione dei lavori assegnati ai prestatori d’opera giornalisti autonomi; 3. una corretta applicazione di regole relative ai pagamanti del lavoro dei giornalisti freelance;

2) a seguire Luisa Espanet ha fatto il punto sulle proposte presenti sul tavolo in Casagit, dove si sta discutendo di creare formule flessibili di iscrizione che siano parametrate al reddito percepito. In cambio, ovviamante, si tratta di avere rimborsi di entità minore rispetto a quelli previsti per chi ha una posizione contributiva “normale”. Questo per rendere accessibili i servizi di Casagit anche a chi – come i freelance – hanno redditi inferiori a quelli (esorbitanti) previsti nei tre scaglioni ufficiali;

3) Marilisa ha poi presentato una proposta per difendersi dalle richieste insistenti degli editori/direttori di scrivere articoli cosiddetti “marchetta”. Per contrastare il fenomeno si è concordata una linea comune [..];

4) infine è stata la volta delle proposte di attivismo per rinforzare pubblicamante il messaggio dei giornalisti freelance. Dopo la stagione dei fantasmi sta per aprirsi una seconda linea d’azione presumibilmente nel periodo aprile-maggio basata su un’iniziativa teatrale (in codice “007 Operazione Palcoscenico“) e altre idee per eventi collettivi di grande risonanza mediatica.

La filosofia generale di queste iniziative, è giusto ricordarlo, è comunque una sola e si basa sulla convinzione che la crescita del mercato del lavoro autonomo in termini di diritti riconosciuti, livelli retributivi, tutele economiche, sociali e sindacali, può realmente contribuire al rafforzamento dell’intero panorma del lavoro giornalistico, interno ed esterno alle redazioni. Un freelance forte non consentirebbe più agli editori di attuare meccanismi di esplusione “a basso costo” e riporterebbe in equilibrio il mercato offrendo flessibilità, ma non precarietà [a tutti i tutti i giornalisti, compresi quelli contrattualizzati].

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