Vivere di cultura, appuntamento all’Auditorium

Inizia oggi a Roma Vivere di Cultura, bella iniziativa ospitata negli spazi dell’Auditorium, per riflettere – come scrive Lucea Reitano –  sul “tema del lavoro (e dei lavoratori) culturale nel suo insieme“. Se vedi il programma, un piccolo spazio per dire la mia ce l’ho anch’io domani sera (h.18.30). Che cosa dici, ci vediamo?

Vivere di Cultura

Se il PD molla Pietro Ichino

Dopo lungo peregrinare sul tema della precarietà nel documento programmatico del Partito Democratico presentato durante il week-end scorso a Genova alla Conferenza Nazionale per il Lavoro, si trovano tra le righe del lungo testo “Persone, Lavoro, Democazia” (.PDF in download) queste parole:

Pertanto, la soluzione non sta nel “contratto unico” e nella rimozione delle protezioni dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori.

Che per gli addetti ai lavori significa: le proposte di Pietro Ichino di riforma della legislazione in materia di lavoro sono da cestinare.

Il lavoro nelle sfide globali

Venerdì 17 a Bologna, ore 15.30 a Palazzo RE, ne parlo insieme ad Alessandro Rosina, docente alla Cattolica.

Ci vediamo?

L’evento è organizzato dalle ACLI e vedrà la partecipazione di giovani di tutto il mondo, da Argentina, Belgio, Brasile, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Olanda e Svizzera. Una bella iniziativa aperta a tutti e pensata in particolare per i giovani. qui tutti i dettagli

ACLI BOLOGNA

La presentazione del convegno – a cura delle ACLI

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I professionisti nella crisi

Il 43% ha risposto innovando, cercando nuovi clienti e mercati, ma il 75% ritiene che il prestigio associato al mondo professionale sia comunque vistosamente calato. Questi e altri importanti dati sul mondo delle professioni sono stati presentati ieri in Camera di Commercio a Milano. La ricerca, condotta da AASTER di Aldo Bonomi, è disponibile per intero sul sito CCIAA di Milano e in download anche qui: “Vecchie e nuove professioni a Milano: monadi, corporazioni o terzo stato in cerca di rappresentanza?” (.PDF). La sintesi invece nel Comunicato Stampa.

Le decisioni dei professionisti dentro la crisi (% superiori a 100 perché possibili più risposte)

Professionisti Crisi

Fonte: CCIAA-AASTER

Valli a capire i freelance

Ma se ci provi a qualcosa dovrebbe servire, almeno alla politica. Parola di Massimo Cacciari.

Da questi giovani emerge una domanda di rappresentanza sindacale e politica finalmente fuori dal Novecento. È la figura del free-lance, capace di portare innovazione, di diffonderla, di adattarsi creativamente alle domande dei committenti pubblici e privati. Ma questa figura è totalmente senza protezione, alla mercè dei committenti stessi, o costretta a rifluire negli ordini di cui sopra, arcaici residui di Stato cetuale. Ecco, allora, un buon esercizio per futuri aspiranti a governi di autentica riforma. Esercizio sollecitato dall’elemento di maggior novità, forse, del risultato elettorale recente: dar voce non solo genericamente al “precariato”, ma a queste forme di fuoriuscita dal precariato e insieme dal lavoro subordinato. Favorirne con opportuni incentivi e misure in materia di previdenza il diffondersi e lo strutturarsi sul mercato del lavoro.

Massimo Cacciari, “Capire la generazione dei free-lance” (.PDF), L’Espresso, 16 giugno 2011.

Anniversari misteriosi

In macchina con mia figlia di quattro anni e mezzo. Osserva attentamente la strada e poi…
Papà…
Dimmi.
Vabbè che l’Italia ha compiuto così tanti anni, ma quanto dura questa festa?
Che figura, non non ne ho idea.
E’ un anniversario importante, ma esattamente fino a quando dureranno i festeggiamenti non lo so, perché?
Per le bandiere… guarda quante sono!
Ha ragione sono perfino fastidiose, tantissime, alle finestre dei palazzi sulla circonvallazione.
Per esempio là, guarda…;
Ma quella è una scuola, ha una bandiera perché è un edificio pubblico!
Che cosa vuol dire ‘pubblico’?
Nah. Merda, come me la cavo? Non posso parlare di Stato e roba simile a una bimba di quattro anni.
Sono quei luoghi dove possono andare tutti, non sono soltanto tuoi o di qualcuno, ma di tutti…;
Ah… ho capito, come il mio asilo, il Grimm…;
Ho una figlia ‘genio’.
Esatto. Oppure il Comune, l’Ospedale…;
Ah ecco, e quella?
Quella cosa?
Quella Chiesa, perché non ha la bandiera d’Italia?
Mi è toccato cambiare discorso, le ho dato il Blackberry per giocare.
Noi mica eravamo così maledettamente perspicaci una volta…

Libertà e capitalismo

La recensione di Lelio Demichelis a Vita da freelance e altri libri. La peggiore finora letta (avrà più che sfogliato il libro?), uscita sull’inserto “Tutto Libri” della Stampa, il 4 giugno 2011. Qui la pagina in .PDF.

Tutto Libri

Si chiama libertà ma è capitalismo

di Lelio Demichelis

«I confini della libertà economica»: è questo il tema – intrigante e ambivalente – del Festival dell’Economia di Trento che si chiude domani. Dove la parola-chiave sembra appunto «confini» (fisici, etici, culturali): importante ieri ma ancor più oggi, dopo quest’ultima crisi (ancora in corso) provocata da una corrotta idea di libertà economica che ha aperto le porte alla speculazione e ai disastri attuali. Portando allo stesso tempo il capitalismo a conquistare un’egemonia (in senso gramsciano) ormai globale. E apparentemente inattaccabile. Ma cos’è questo neoliberismo imperante da trent’anni? Il termine – e seguiamo l’analisi critica dell’inglese David Harvey in L’enigma del capitale – si riferisce «ad un progetto di classe mascherato da una buona dose di retorica sulle libertà individuali, responsabilità personale e virtù della privatizzazione, del libero mercato e del libero scambio», progetto che ha legittimato politiche «mirate a ristabilire e a consolidare il potere della classe capitalista».

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Appuntamento per freelance (e non solo) a Torino

Vita da freelance
I lavoratori della conoscenza e il loro futuro

6 GIUGNO 2011 / ORE 16.30-18.30
c/o FONDAZIONE EINAUDI – VIA PRINCIPE AMEDEO 34 TORINO

A due anni di distanza dalla ricerca sui Lavoratori della conoscenza a Torino, che ha tratteggiato il profilo, il rapporto con il contesto urbano e gli specifici problemi di rappresentanza di questo nuovo ceto di professionisti, che operano a vario titolo nei processi di elaborazione, organizzazione e diffusione del sapere, Torino Internazionale e Torino Nord Ovest riprendono con l’appuntamento di oggi il filo del discorso. L’occasione è data dalla recente pubblicazione del libro Vita da freelance di Sergio Bologna e Dario Banfi, protagonisti di due differenti generazioni di freelance, che affronta il tema di come anche l’universo del lavoro indipendente postfordista si trovi in una fase di profonda trasformazione. L’individualismo del lavoratore indipendente, infatti, sembra stemperarsi in una nuova spinta all’associazionismo, alla coalizione, alla community, e al confronto diretto con lo stato e il mercato su questioni fiscali, previdenziali, normative.
Tutti elementi di un’inedita ricerca di riconoscimento del loro ruolo, operata da questi lavoratori, nell’economia della conoscenza.

NE PARLANO CON GLI AUTORI
Salvatore Cominu
Angelo Pichierri
INTRODUCE Giuseppe Berta

Scarica l’invito (.PDF)