Quei bravi ragazzi

Sindacati e GovernoRaggiunto l’accordo sulle pensioni (se soltanto guardate gli orari dei take d’agenzia c’è da chiedersi come mai si arriva sempre a stringersi la mano dopo le 3:00 di notte, mah)… lo scalone è scalinato, pace fatta almeno davanti alla stampa, accolte proposte che erano già nelle leggi scritte da anni (revisione automatica dei coefficienti) e alla fine bravi tutti. Nei contenuti l’accordo è quasi accettabile con una soluzione che si poteva decidere tre mesi fa senza troppe moine. E’ nella copertura finanziaria che è indecente!

La questione infatti, ne sono certo, passerà inosservata. Scrive Repubblica.it:

Le Risorse per la Riforma delle Pensioni

Domandina: che significa? Ecco la risposta, contenuta nei take d’agenzia.

(ASCA) Il superamento dello scalone ha un costo valutato in 10 miliardi di euro in 10 anni. Le risorse per la copertura sono individuate nella razionalizzazione degli enti previdenziali e nell’aumento dell’aliquota contributiva per i parasubordinati, che salirà di un punto l’anno in tre anni. Previsto poi un contributo di solidarieta’ a carico delle pensioni alte.

Detto altrimenti: l’abbattimento dello scalone lo pagheranno i parasubordinati!!!!!!!!! Per permettere l’uscita a 57 anni di lavoratori dipendenti super tutelati si interviene sui Co.co.pro e sulle Partite IVA che non vedranno pensioni dignitose neppure lavorando fino a 70 anni. E qualcuno ha pure il coraggio di prendere per il culo:

(AGI) “E’ stato fatto un importante passo in avanti – ha sottolineato il ministro delle Politiche Agricole De Castro – e credo che il Presidente del Consiglio sia stato capace di trovare non solo la soluzione del problema, ma anche una soluzione equilibrata che tenga conto delle giuste istanze sulle fasce più deboli della società e comunque le più esposte”.

Niente e nessuno [a meno di una presa di posizione FORTE e VINCOLANTE, ovvero impossibile per questo Governo] potrà impedire agli imprenditori di rivalersi sulle parcelle dei lavoratori autonomi quando si alzerà il costo del lavoro. (Anticipammo la questione già qui) Gli autonomi non hanno sindacati e non esiste diritto acquisito su un contratto di consulenza. Sono dunque tutti d’accordo: Confindustria, Sindacati e Governo. Tutti quelli seduti al tavolo, appunto. E a pagare sono quelli fuori.

Che caldo ragazzi in questi giorni..

UPDATE: Si legga anche questa intervista a Tito Boeri: “Riforma pensioni: giovani illusi” (file .TIF).

Il lavoro usura chi non ce l’ha

Era troppo riuscire a trattenermi dal prendere a prestito la filosofia andreottiana senza virare sul tema lavoro. Ma nel “mercato delle vacche” sui lavori usuranti che si sta aprendo (e che Humanitech già segnalava come una mina vagante a dicembre), dopo l’intervista di Angeletti al Corriere della Sera, anch’io [come molti, credo] voglio dire la mia. Tra i lavori usuranti ci metterei pure la disoccupazione (ossimoro del nuovo millennio).

Linea di break

P.S. Se interessa una scheda seria sui lavori usuranti come definiti finora per Legge si veda questa preparata dal Sole 24 Ore.
P.S.2 Si noti la chiarezza di Angeletti, interrogato sul rapporto tra turni e lavoro usurante. Domanda: “Lo sa che ci sono anche giornalisti che fanno i turni?”. Risposta: “La Uil non rappresenta i giornalisti”. Insomma, l’usura riguarda chi ha un lavoro e una dovuta rappresentanza.
UPDATE: Aggiungo in coda questo articolo. Raramente sono d’accordo con Natale Forlani, ma questa volta qualcosa di vero c’è in questo testo dedicato alle problematiche nella definizione dei lavori usuranti e nel rapporto con i lavori discontinui.

Un patto tra (due) generazioni

E’ tutto o quasi condivisibile ciò che Walter Veltroni ha scritto ieri su La Repubblica. Qui trovate l’articolo in formato .PDF, assolutamente da leggere e conservare, direi, in vista della nascita del Partito Democratico. [Le critiche più dure arrivano da Sansonetti, su Liberazione]. La questione del contributivo, gli ammortizzatori sociali, i servizi dei Centri Pubblici per l’Impiego. Sottoscrivo questa direzione di marcia.

Modestamente alcuni punti li avevamo messi in evidenza già a gennaio ed erano facilmente prevedibili come nodi al pettine, visto che derivano da una Riforma di 10 anni fa (a proposito, Veltroni dov’era?)

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Welfare o “Pensionicrazia”?

Epifani Pezzotta AngelettiMarini dice sì, D’Alema no, Bertinotti sì, Dini no, Damiano sì, Padoa Schioppa no, Prodi sì. I sindacati si mettono di traverso, Confindustria non si sa, Rutelli si indigna perché i giovani tacciono [e lui che fa?]. Maroni e Tremonti gongolano per avere creato la gatta da pelare. Capezzone si inventa un Welfare à la carte.. Cgil, Cisl e Uil pensano di essere stati eletti portavoce del popolo (in realtà i loro iscritti che lavorano – e che non sono già in pensione – sono soltanto, per eccesso, un sesto della forza lavoro..).  

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La tassa generazionale

E adesso chi ce lo mette il TFR per gli atipici?

Dopo le dichiarazioni [una vera sassata contro il vetro, direi] del ministro Cesare Damiano sulla previdenza integrativa di chi ha un lavoro discontinuo e non ha un salario differito, è il momento di chiarire qualcosa.

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TFR e Bulgaria

Riforma del TFR

Che cosa c’entra il Trattamento di Fine Rapporto con la Bulgaria? Niente. È solo per ricordare (tanto questo è un blog, posso scrivere i titoli che mi pare..) che da ieri due cose sono cambiate nel mercato del lavoro italiano:

a) i lavoratori provenienti da Romania e Bulgaria non sono più extracomunitari;

b) i lavoratori delle imprese con più di 50 dipendenti dovranno decidere della sorte del TFR maturato a partire da.. OGGI!

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