Avatar e talento

Sì, beh, l’hanno già linkato in molti, ma vale la pena di dare un’ulteriore segnalazione alla bella storia di Simone Brunozzi, oggi Technology Evangelist per Amazon in Europa, che per trovare questo lavoro si è presentato a uno stand virtuale su Second Life e poi…

Nel suo racconto “Come sono stato assunto da Amazon” c’è spazio anche per alcuni consigli, come questo, per esempio:

Quando cerchi un lavoro, o una donna, o degli amici, è meglio focalizzarsi su poche opportunità, e dare loro il massimo, piuttosto che disperdere le tue energie su tutto quello che ti passa davanti ogni giorno.

Tecnologia al femminile

Le tecnologie hanno una connotazione di genere? Il Web 2.0 e le tecnologie per uso personale hanno qualcosa a che fare con il lavoro delle donne? Domande (forse) complicate alle quali rispondo mercoledì 14 al ForumPa 2008 dove terrò [al Padiglione 6 – Stand 25b SOCIAL HUB – a partire dalle 11:00] un breve seminario dal titolo “Personal Tecnology e Web 2.0” (scaricabile in formato .PDF – 4 MB).

L’iniziativa è organizzata da FuturoalFemminile per diffondere la cultura digitale tra il mondo delle donne e approfondire temi riguardanti le pari opportunità e le differenze di genere.

Sei personaggi in cerca di diritti d’autore

Domani, secondo l’Unesco è la giornata mondiale del diritto d’autore. Giusto oggi sono arrivati i resoconti dei compensi (anticipi + diritti) che ho maturato con cinque libri scritti insieme ad Andrea negli ultimi due anni. Ho fatto due calcoli: hanno fruttato all’editore/distributore ricavi per 75.000 euro a fronte di una retribuzione agli autori per un valore pari al 9% dei ricavi (sob!). Due riflessioni al volo:

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Job portal news

Punto Informatico LavoroAria di nuovi servizi online per il lavoro. Piccole novità, che danno un segnale preciso: l’attenzione a sviluppare nuove soluzioni per avvicinare il mondo del lavoro a Internet non cala.

Oltre al restyling di Monster.it – che ha semplificato l’accesso all’architettura delle informazioni interne e potenziato il motore di ricerca per posizioni –  restyling già di qualche mese, ma che ancora non ho avuto modo di segnalare, è partito ieri il nuovo portale per i candidati di Manpower in Italia che è passato da una logica di presentazione istituzionale a una più orientata ai servizi online per l’incrocio domanda-offerta, mettendosi in gioco direttamente sul dominio manpower.it.

C’è poi una grande novità ed è il canale tematico sul lavoro nel mondo IT realizzato dalla testata storica Punto Informatico. Si chiama PI Lavoro e conta già 400 CV. Si presenta in questo modo: “Unico nel suo genere in Italia, PI Lavoro pone al centro il lavoro a contratto, i rapporti tra liberi professionisti ed imprese ma anche la ricerca di un supporto veloce una tantum per progetti specifici“. Una scelta importante, che ritaglia nel mondo IT quello che Lavoricreativi.com già faceva in altri contesti, andando incontro cioè a quel pubblico che Humanitech segue con particolare interesse, ovvero le Partite Iva.

Intanto si stanno facendo spazio sul fronte informativo anche CV-Lavoro, che suggerisco ai più giovani perché affronta (nel blog, per esempio) in leggerezza alcuni temi classici, e il blog di Catapulta.it, nato a dicembre che offre buoni spunti. Più professionale, ma senza interattività, è invece il sito vetrina del giornalista Walter Passerini, da poco in Rete. Segnalo infine l’ottimo restyling del sito di ISFOL (ne aveva bisogno, diciamolo) che presenta una rassegna molto ben curata dei siti istituzionali dedicati al lavoro e alla formazione, feed RSS per differenti categorie di aggiornamento.

Integrazione tecnologica

[Per la rubrica Humanitech fuffa]
Chi ha detto che la cultura araba e quella occidentale non possano convivere? Esempio di tappetino islamico (cortese omaggio della mia signora tornata da Dubai) + mouse Sylicon valley doc. Funzionano e stanno di un gran bene insieme.

Mouse Pad Arabo - Clicca per ingrandire

Il 3 x 2 del lavoro autonomo

Tre per due del lavoro autonomo

Bella regola citata poco fa in un commento da Larsen che, come tradizione in questo blog, quando merita una riflessione più ampia (grazie Larsen!), porto in primo piano.

Caratteristiche possibili di un lavoro: economico; veloce; di qualità.
Per ogni lavoro un committente può scegliere solanto due di queste caratteristiche contemporaneamente. Se un lavoro sarà veloce e di qualità non sarà economico e via dicendo…

Le altre ipotesi, per completare: 2) se il cliente chiede qualità a basso costo, si impiegherà il tempo dovuto; 3) se vuole pagare poco e avere tutto subito, non si garantisce alcuna qualità.

Sottoscrivo in pieno. Mi sembra una buona norma per ogni tipo di lavoro svolto da lavoratori autonomi. Il problema sorge, però, quando si chiede il 3 x 2, ma a mio avviso non è produttivo cedere, né per sé né per l’intera categoria dei lavoratori autonomi, come già accennammo nella teoria dell’asticella*.

Il corollario di Humanitech al “Teorema Larsen” :-) potrebbe essere dunque “.. e tertium non datur!“. O come si dice a Milano, attaccatevi al tram.

* Quando si abbassa l’asticella che segna il proprio valore di mercato, la si abbassa per tutte le persone che svolgono lo stesso lavoro.

Riunitevi e partite

Papiny e le riunioni

Riunioni a go-go, all worklife long, si direbbe. Ne parliamo qui, citando la nuova dipendenza dei manager da dispositivi wireless. La questione, presente anche in Italia, fu sollevata dal NYT e ripresa da alcuni blog. Adaptive Path (che cita Scott Berkun), per esempio, è un accanito sostenitore del black-out da comunicazioni mobili durante i meeting.

E si chiede Rosanna su Job24 online: “Vietato perdere tempo nelle riunioni o meglio vietare le riunioni che sono una perdita di tempo?“. Sta di fatto che sempre di più in sala riunioni si chatta, parla, scrive con chi sta fuori. Schizofrenia ipertecnologica o semplice noia? Secondo me è un semplice modo di non perdere tempo quando ci tocca ascoltare cose inutili per ore interminabili…

Telelavoro, una gabbia dorata ma aperta

Telelavoro sotto accusa. Ci prova Anna Masera con il racconto di una telelavoratrice pentita, che dopo anni di distanza dall’ufficio rientra e rinnega il passato. La vicenda – spalleggiata da un pezzo di Gianluca Nicoletti sulle patologie giapponesi degli hikikomori, giovani che vivono barricati in casa – ripercorre i soliti quattro stereotipi sul telelavoro: isolamento sul piano dell’organizzazione del lavoro; scarse relazioni sociali; incapacità di separare vita personale e impiego; deregolamentazione dei tempi di lavoro. Manca, ma è giusto ricordarlo, poichè spesso si cita, tra gli aspetti negativi l’immobilità nei percorsi di carriera.

Prossemica digitale e lavoro

Se è vero che ogni lavoratore fa storia a sé, è presto detto che questa vicenda lascia proprio il tempo che trova.

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