I dolori del giovane Welfare

Sapevate che nella Regione Lombardia le cure odontoiatriche sono gratuite per chi è in mobilità e in cassa integrazione, per i lavoratori e i loro familiari? Senza nulla togliere a questi, che cosa ne pensa il popolo precario che non mette insieme tre lavori in un anno e ha manifestato sabato? Non si tratta di disoccupati né di persone che raggiungono redditi equivalenti a chi è in cassa integrazione e neppure possono beneficiare di alcun sostegno al reddito. E’ un mal di denti meno doloroso il loro?

Il nostro tempo è adesso

Il nostro tempo è adessoOccupare gli spazi per reclamare il tempo che non c’è. Detta anche soltanto in questo modo è già poesia l’evento di domani nelle piazze italiane.

Non è un’iniziativa sindacale. E’ altro. Per questo merita tutta l’attenzione possibile, perché è davvero un nuovo modo che avanza per affrontare le rivendicazioni legate al mondo del lavoro e prende forma in un nuovo corpo sociale.

Quotare la scrittura, poche idee e confuse

Si scalda online la disputa intorno ai pagamenti ridicoli per la scrittura di post sui blog nostrani (nel caso specifico 1 euro a post). Luca Sofri e i commentatori del solito post-haiku sul blog di Mantellini pare non abbiano davvero idea di quali pesci pigliare per orientarsi in materia. Stupisce soprattutto il barcamenarsi tra un’idea strana di professionalismo da blogger, quotazione a cottimo, tariffari, giustezza del compenso, tempi di lavoro e (curioso) la totale assenza di valutazioni relative al diritto e alla descrizione onesta di che cosa sia un lavoro.

Se a qualcuno interessa, per converso, queste sono alcune analisi svolte in materia negli ultimi anni. Se proprio siete amanti del tema, c’è anche un mio capitolo dal titolo “Lavorare a che prezzo?” nel saggio Vita da freelance in uscita il 20 aprile per i tipi di Feltrinelli:

 

Ogni tanto mi chiedo, leggendo simili dispute relative al nuovo mondo del lavoro, interpretato a piacere dai blogger italiani: bisogna per forza entrare nel ginepraio della dialettica e delle minchiate Web based a giustificazione di business da Jackpot Economy, scavalcando a pié pari la questione più generale del lavoro? Che cosa avrebbero detto i nostri padri, generazione precedente a quella dei knowledge worker, a chi avesse proposto un pagamento della giornata lavorativa, o della qualità di un’opera, basato sul numero di mattoni usati per tirare su un muro o sulle volte in cui avessero piegato la schiena alla catena di montaggio?

10 persone da conoscere nel fare networking

In stile molto pragmatico (americano) alcuni esperti di networking ritengono sia indispensabile avere nella propria rete, per fare bene ciò che si fa, una serie di “tipologie” differenti di contatti. Non dovrebbero cioè mai mancarti:

  1. Un mentore che ha maturato grande esperienza ed è in grado di trasmettertela, presentando situazioni vincenti ed errori. Saggezza ed esperienza sono quanto puoi (e devi) acquisire dalla relazione con lui, per guardare ai giusti traguardi di lungo periodo;
  2. Un coach che interviene in tempi diversi nei momenti critici ed è in grado di aiutarti nelle scelte più complesse o nei momenti di transizione. La sua forza è qualla di farti fare un passo avanti;
  3. Un insider (d’azienda) che opera nel tuo stesso campo, ma detiene informazioni privilegiate sul mercato dal punto di vista interno alle imprese. La relazione con lui ti aiuterà a progettare servizi e un’offerta adeguata alla domanda;
  4. Un trendsetter che, anche fuori dal mercato in cui lavori, segue i maggiori trend di mercato del lavoro e della consulenza. E’ utile tenere questa persona sotto il proprio radar perché può indicare contatti o iniziative che danno freschezza al tuo business anche in maniera non convenzionale. Ti fornisce, inoltre, argomenti di discussione o di approfondimento;
  5. Un “connettore“, persona cioè di contatto, che ha accesso a persone, risorse e informazioni. Ha talvolta l’abitudine di girarti informazioni che potrebbero interessarti o addirittura chiamarti al telefono (o via chat) per infilare qui e là, in chiacchiere poco importanti, anche notizie sul tuo mondo. I connettori sono le pedine migliori nella tua rete di contatti: non portano business, ma aprono la strada;
  6. L’idealista è invece qualcuno con cui volentieri puoi sognare senza pudore. La sua funzione è quella di ascoltare le tuee idee più strane, favorendo un brainstorming naturale che altrimenti non troverebbe sfogo. E’ indispensabile nelle professioni creative e di comunicazione, design e innovazione, anche tecnologica;
  7. Il realista al contrario è chi ti riporta con i piedi per terra. Nella cultura italiana questo spetta di solito a mogli e mariti :-). Nel mondo della consulenza è spesso un amico o ex partner/collega che ti racconta casi di insuccesso o mette in guardia da pericoli e iniziative che non sono cost-effective. I migliori realisti non frenano le tue speranze, ma semplicemente ti fanno i conti in tasca perché tu possa davvero raggiungerli;
  8. Il visionario è un tipo di contatto che ogni volta che ascolti o con cui parli fornisce giusta ispirazione e motivazione. A differenza dell’idealista che ti aiuta a sognare, il visionario traccia anche i passi e li disegna insieme a te per rappresentare giuste direzioni da prendere. La relazione con questa figura potrebbe farti sterzare, inducendo cambiamenti di rotta nei modi di fare, nelle attività o nei costumi lavorativi ecc.;
  9. Il partner ha un ruolo invece fondamentale per un freelance, in particolare quando si decide di approntare attività che superano le forze o competenze individuali. Con lui puoi condividere lavoro, tempo, spazi senza difficoltà. Ti aiuta a calibrare meglio l’azione e il lavoro mentre prosegui in parallelo con lui su progetti comuni. Condivide con te risorse, opportunità, informazioni;
  10. L’apprendista (o wanna-be) è un giovane [non per età, ma per esperienza] consulente al quale potresti fungere da mentore. Il miglior modo per farti capire dagli altri, in una rete di contatti, è quello essere in grado di spiegare davvero il tuo business ad altri, raccontando vita quotidiana, difficoltà, soluzioni. Nel networking, ogni azione di contatto può avere spinte bidirezionali: non guardare soltanto a quali  benefici potresti trarre immediatamente da un contatto, ma valuta dunque anche la possibilità di offrire tu qualcosa.

P.S. Ricordo ai consulenti in ascolto che domani a Milano c’è il primo ACTA Networking Day. Partecipa numeroso!

Agenzie o freelancer?

Dipende sempre dalla dimensione delle attività e dai mezzi di produzione necessari, ma a parità di “piccole dosi di lavoro”, condivido la tesi di Meghan Paul di Solvate:

[…] working with a great freelancer is preferable to outsourcing to an agency or development shop. Why? Aside from being more affordable, freelancers are more passionate, creative, and personally invested in your company’s success.  Freelancers are under incredible pressure to find repeat customers and steady work, so they are often more eager to satisfy client demands.  Thus, they’re more accountable for their work; there is no one to point to except themselves when something goes wrong. Its also much easier to establish an ongoing relationship with freelancers, who will be more likely to chip in at the drop of the dime when your next urgent deadline pops up.

Posso usare Facebook in ufficio?

FacebookNo. Ma che cosa ti credi? Lavora, sei alle dipendenze, mica al bar! Un utile approfondimento si trova oggi sul Sole 24 Ore in due articoli: “Troppo Facebook il posto è a rischio” e “Decalogo dei giudici per chi usa Facebook in ufficio (e non rischiare di perdere il posto)“. Questo il punto chiave:

Si tratta di tempo impiegato in un’attività extralavorativa durante l’orario di lavoro e quindi sottratto alla prestazione contrattualmente dovuta al datore di lavoro. È stata coniata al riguardo l’espressione “assenteismo virtuale”.

Non c’è scritto, ma sono certo che la stessa cosa valga per Twitter & Co. Interessanti anche alcune note a margine: chi fa selezione per conto delle aziende non potrebbe cercare informazioni riservate o dati sensisbili attraverso Facebook per giudicare i candidati, sarebbe perseguibile penalmente per violazione dello Statuto dei Lavoratori. Tze, campa cavallo.