Lavoro nero e inciviltà

Intervista a Pietro Ichino Intervista aLuciano Gallino Intervista ad Aris Accornero Intervista a Pietro Garibaldi Intervista a Carlo Dell'Aringa

“Esiste un circolo vizioso difficilissimo da scardinare. Da una parte la dimensione dell’economia sommersa è un incentivo a evadere: la gente ha la percezione che può farla franca. Dall’altra più è grande il sommerso, più è difficile scovare gli evasori. Se un intero Paese condivide la scelta del lavoro nero come risolvere la questione?”

È Carlo Dell’Aringa (.PDF con intervista) che parla. Ho avuto il piacere di intervistarlo nel contesto del progetto ministeriale Rete Europea per l’Emersione del lavoro irregolare. Una persona cordiale, come poche. Per chi fosse interessato all’argomento, segnalo anche altre interviste (tutte in download in formato .PDF) in materia di sommerso e lavoro nero che ho realizzato ascoltando Pietro Ichino, Luciano Gallino, Aris AccorneroPietro Garibaldi e Tito Boeri.

È il mestiere, Bellezza!

Appena ho inizato a sfogliare il testo, ricevuto in perfetto “orario” da IBS, mi è tornata in mente per contrasto l’introduzione del capitolo “Comunicazione e Media” del Rapporto Censis 2006, dal titolo Le nuove mappe del mondo mediale:

L’errore più frequente in cui incorrono i profeti consiste nel non accorgersi che il futuro è già arrivato. Dopo anni in cui le previsioni sulle imminenti e radicali tasformazioni della vita quotidiana a opera della rivoluzione digitale si sono succedute rapidamente le une alle altre, ora che i cambiamenti sono veramante avvenuti, ai profeti sembra mancare la voce“.

Web 2.0 di Alberto D'OttaviLa sensazione immediata che mi dà questo Libro italiano sul Web 2.0 – pubblicato per i tipi di RGB – è proprio quella che Alberto (aka Hexholden) abbia decisamante fiato da vendere. E mi fa piacere vedere come siano i giornalisti di lungo corso che parlano di Internet da oltre dieci anni e che non hanno mai smesso di farlo, anche se in sordina, a rimettere in moto la discussione su temi cruciali al di là dei mille balzelli degli ultimi arrivati che scrivono di media, Tlc e blog soltanto perché li usano. Parafrasando l’inappropriato cappello dato alla discussione sulla trasformazione del giornalismo oggi, si può dire: è il mestiere, Bellezza!

Meccanico specializzato

TrasmettitoreChi è? È un lavoratore di un’officina che quando si accende una spia arancione sul tuo cruscotto che segnala la generica voce “Avaria motore” ti apre uno sportellino interno all’abitacolo, allaccia un cavo a una porta seriale, legge alcuni dati su un display, ti dice che va cambiato un piccolo pezzetto di plastica [quello in figura], esegue il lavoro in meno di un’ora e poi ti chiede 250 euro.

A margine del lavoro, ti aggiorna anche il software della centralina. Per fortuna gratuitamente, ma umiliandoti perché tu non immagini neppure lontanamente di avere una componente software sulla tua auto.

Lo standard della Finanziaria

Tra le mille sfaccettature – per essere buoni, ma potremmo anche dire “nel bazar” – della Legge Finanziaria si parla anche di Lavoro, per fortuna. L’impegno profuso non è indifferente e alcuni provvedimenti sono nuovi, come quelli legati alla lotta al sommerso (per la prima volta è istituito un Fondo), alle comunicazioni obbligatorie, al patto di solidarietà tra generazioni o agli incentivi previdenziali (o meglio al condono per quegli imprendiori che usano lavoro irregolare) per stabilizzare i Co.co.pro, ma altri permangono pericolosamente impantanati in vecchie logiche, ovvero alla necessità di appianare le crisi del settore privato o distribuire favori nel settore pubblico.

Interessante, dal punto di vista politico, la scelta di aumentare le aliquote previdenziali un po’ per tutti, a fianco della riduzione del cuneo fiscale. È il classico paradosso di sinistra in cui non è chiaro se si vuole rafforzare l’equità e la sicurezza sociale oppure appianare i conti dell’INPS. Vista la mancanza di qualsiasi specifica sull’onere del pagamanto del differenziale per il lavoro autonomo (in altre parole, l’aumento lo paga il lavoratore con partita IVA o il committente? Evidentemente il primo, che dovrà alzare le tariffe o più probabilmente subire una riduzione del suo compenso netto), propenderei per la seconda ipotesi.

Il cardine intorno al quale si opera nei provvedimenti è certamante il lavoro subordinato a tempo indeterminato. Il lavoro “standard”. Vedremo col tempo se questo faciliterà realmente la transizione dal precariato. Oppure se aumenterà la larghezza del fosso.

You move, you improve

Decisamente lo slogan migliore e non tanto perché a proporlo è stata una ragazza italiana. Questi gli altri in lizza nel primo European Mobility Slogan Contest:

01: European Workers’ Mobility: you move, you improve.
02: Be Mobile, Be European!
03: Job Mobility, your gateway to new experiences.
04: JOBILITY job + mobilitylive the opportunity of a job around the Europe
05: Mobility Works! We help to make Europe Your Workplace.
06: Job Mobility your Right; use it!!
07: European Job Mobility – A Movement For Improvement
08: European Mobility – The right job,  just a wish away.
09: MOVE TO IMPROVE
10: Workout your mobility!
11: European Mobility Program: working in Europe, feeling at home.
12: Move yourself: working around Europe, feeling european!
13: The Profit of the European workers is in its mobility!
14: Travel countries, cultures and customs through job mobility.
15: It’s crossing the borders that make our horizons grow.
16: The job of your dreams has a foreign accent!
17: Working in Europe. Free to go, free to grow.
18: Mobilité, égalité, fraternité
19: I´m free to choose my Destiny, I´m free to choose my Job, I´m free to choose Europe!
20: MAKE EUROPE YOUR OFFICE
21: Be active Be versatil Be yourself EUROPEAN MOBILITY OF WORKERS Be part of it
22: Drive your future, manage your mobility!
23: Make your mind broad. Work abroad.
24: OUT OF YOUR COUNTRY, INSIDE YOUR FUTURE!
25: Work in a Europe that works.
26: Who travels makes a good job.
27: European mobility means learn, share, travel and work for a better life and for a better world…..
28: Europe has no borders. Why should your dreams have? The European Mobility of Workers is a reality.
29: Europe: 3976372 km2 of job opportunities.
30: “ALL ABOARD OF THE EURO EXPRESS!!!!!… MIND THE GAP.”

L’autorità dei fannulloni

Pietro Ichino ha colpito ancora. A torto o a ragione le sue proposte continuano a far discutere. Dopo il periodo “rosso” in cui dipingeva le questioni sindacali come viziate da un’arretratezza culturale invalicabile, freno irremovibile per lo sviluppo delle relazioni industriali e della trattativa delocalizzata, siamo entrati nella fase del “fannullonismo”.

Serve un’Authority che controlli la Pubblica Amministrazione, dice. I fannulloni sono troppi e appesantiscono la PA. Tempo due ore dopo la formulazione di un disegno di legge in materia da depositare in Parlamento per interposta persona che i sindacati l’hanno subito messo in croce.

La questione è delicata visto che i 4 milioni di pubblici impiegati gestiscono il 46% del nostro PIL. Oggi McKinsey usa termini più sofisticati, parla di recupero della produttività, ma il concetto è uguale. Nessuno ha obiettato. Questo significa che hanno ragione tutti, era soltanto una questione di linguaggio. Si continuerà come prima.