Qualche novità introdotta con la Finanziaria di Luglio per chi lavora in regime di Partita IVA come lavoratore indipendente: le segnala ACTA, con puntuale precisione. In sintesi sono tutti passi indietro su tracciabilità, studi di settore, pagamenti, F24 per via telematica e via discorrendo (il documento è disponibile anche qui).
Partite-IVA
I paria del mercato
A margine di un’intervista a La Repubblica (.pdf) di oggi in cui Pietro Ichino ribadisce la stessa tesi di Visco sulla detassazione degli straordinari accennata nel post precedente (ovvero che per avvantaggiare le fasce più deboli del lavoro dipendente sia meglio aumentare le detrazioni – poiché crea minori sperequazioni – che abbassare l’aliquota Irpef), il giuslavorista butta lì queste paroline..
“Infine ci sono i paria… cioè tutti i collaboratori continuativi autonomi, che oltre all’Irpef pagano anche l’Irap, e ora, se non sono iscritti a un Albo professionale, pagano anche il contributo previdenziale all’INPS del 24,7%. A loro non pensa mai nessuno; eppure sono un pezzo importante del nostro sistema produttivo“.
Sempre sul tema dei lavoratori autonomi si era espresso Michele Tiraboschi qualche giorno prima, ma con tutt’altra finalità (difendere la Biagi) sulla base di alcuni dati emersi dalla Gestione Separata dell’Inps sui quali ha costruito un ampio servizio Il Sole 24 Ore che lascio in download qui (.pdf) a chi interessa.
Partite IVA ed elezioni politiche 2008
Sei una Partita IVA? Non hai capito da che parte stare alle prossime politiche? Se hai tempo e voglia ne discutiamo qui (coordino io gli interventi):
IL NUOVO LAVORO AUTONOMO PROFESSIONALE
SI CONFRONTA CON I PROGRAMMI ELETTORALI
Oggi- 15:45 – Triennale di Milano, Viale Alemagna 6 – Milano
Organizzato da ACTA. Il programma aggiornato è disponibile qui. ACTA ha raccolto le diverse posizioni degli schieramenti sul lavoro autonomo e si presenta con una precisa piattaforma. Interverranno:
– Anna Soru, Presidente ACTA
– Pietro Ichino (PD); – Claudio Antonelli, Presidente PIU;
– Luigi Casero (PDL); – Gianni Lombardi, ADCI;
– Giorgio Benvenuto (PD); – Arvedo Marinelli, ANCOT;
– Antonio Palmieri (PDL); – Salvo Barrano, Ass. ARCHEOLOGI;
– Francesco Robiglio (Soc.); – Alfonso Miceli, ACTA.
Le partite IVA sono glamour?
A mio avviso no, ma vale la pena di leggere ugualmente l’articolo “L’azienda sono io” (1.6 MB, formato .PDF), pubblicato sull’ultimo numero di Glamour, dove timidamente appaiono anche alcuni miei consigli – non esattamente quelli che ho raccontato alla giornalista – ai quali ne aggiungo uno, che metto sempre in cima alla lista: formati, studia, apprendi, aggiornati. Se sei un autonomo devi saperne sempre di più dei tuoi clienti, è un obbligo.
P.S.1 La contabilità non farla online, come suggerisce l’articolo.
P.S.2 Impressionante il carico di pubblicità sulla rivista: olre 330 pagine su 586, per una percentuale pari al 54% della foliazione.
Professioni intellettuali, il disinteresse della Lombardia
È vero che chi svolge un’attività intellettuale autonoma è da sempre abituato a non avere appoggi di alcun genere, ma un disinteresse così plateale non fa onore a una Regione che vive del terziario avanzato. Pubblichiamo per intero la lettera di protesta (file .PDF) di PIU’ – Professioni intellettuali unite, che lamenta il blocco dell’iniziativa per dare voce a Ordini, Collegi e Associazioni professionali attraverso una Consulta (senza poteri deliberanti, si badi bene!) pensata per orientare il legislatore su temi che riguardano appunto le professioni.
Se a qualcuno interessa la vicenda nel dettaglio (di cui parlo anche su JOB24 Online del Sole 24 Ore), di seguito un segmento del file audio della mia intervista al presidente di PIU, Claudio Antonelli, che racconta il pasticcio istituzionale dell’Assessorato lombardo.
Appuntamento a Roma con le partite IVA
Segnalo l’iniziativa organizzata da Giulio Marini, incrociato molto spesso via blog sul sito di SA-LA (Sapere Lavoro), dedicata alle partite IVA di seconda generazione. Si tiene a Roma, sabato 15 Marzo (nel pomeriggio).
Tema di discussione: “Partite Iva, contributi previdenziali e politiche di assistenza sociale“.
Luogo: Regione Lazio, Sala Aniene. Per altre info [dettagli su orari ecc.], consiglio di seguire il sito di SA-LA.
Obiettivo dichiarato: “Approfondire i temi dei diritti del lavoro portati avanti a fatica da professionisti senza albo e scarsamente tutelati dai sindacati tradizionali o da altre realtà associative che faticano ad accreditarsi“.
Qui un documento programmatico (PDF) provvisorio, con i relatori.
Codice incivile e multinazionali scaricabarile
Della serie quando la multinazionale fa lo scaricabarile sulle Partita IVA.
Storia di ordinaria pochezza professionale, alla quale non riesco ancora ad abituarmi, e che costantemente denuncio su queste pagine. Vi racconto l’ultima. La vicenda è semplice e si comprende a partire da questo schema di base.
(a) CLIENTE -> (b) SOCIETA’ FORNITRICE -> (c) CONSULENTE
Oggi molte imprese per le quali lavorano le partite IVA, gli indipendenti e i liberi professionisti rivendono servizi a terzi. Nell’ambito della comunicazione questo è cosa semplice da capire. A chiede a B una campagna pubblicitaria, B chiede consulenza a una partita IVA (C) e poi fa mark-up sul suo lavoro. Lo stesso accade in altri ambiti, dalla logistica alla ricerca e sviluppo, dal commerciale al marketing, all’organizzazione aziendale.
Al momento del pagamento delle prestazioni che cosa accade spesso? Beh, leggete:

Si paga il fornitore (che non è un’impresa, ma un lavoratore individuale!!) soltanto se e quando il cliente salda le fatture. Nella catena del valore il rischio d’impresa è spostato così verso il basso. Questa formula del “ti pago se mi pagano” determina una dinamica non controllabile, che dipende dalle terze parti e non più dal committente diretto. E’ del tutto evidente che si tratta di una pratica illegale [basta dare una rapida lettura al Codice Civile, senza complicare troppo la vicenda], ma la Partita IVA – senza possibilità di dire alcunché – deve attendere fiduciosa.
In alcuni casi oltre al danno (ritardi nei pagamenti e sospensione della certezza) c’è pure la beffa. Il caso citato qui sopra è di un’impresa che ogni fine anno non sa dove mettere gli utili e si ritrova così in garage tre Porsche intestate all’azienda che l’amministratore delegato usa a turno, quando ne ha voglia. Intanto continua a mettere in calce agli ordini di pagamento tale specifica.
Mi chiedo: perché le società [in Italia] si comportano così con i fornitori più deboli? Non c’è più nessuno con i coglioni, capace di prendersi questo benedetto rischio d’impresa sul lavoro commissionato?
Indipendenti, mica fessi
Alla fine l’idea di equiparare i lavoratori autonomi a quelli subordinati non piace poi così tanto a chi sta con i piedi a mollo nella pozzanghera del lavoro atipico. L’innalzamento delle aliquote previdenziali [e così del costo del lavoro], per collaboratori e partite IVA previsto con il Protocollo sul Welfare (ne parlammo anche qui) è stato pensato dal ministro Damiano con il proposito di disincentivare l’uso di Co.co.pro. Le cose però non funzionano così bene.
Prima questione: come la mettiamo con chi opera per scelta come indipendente? C’è poi un meccanismo banale che non va, e questo vale per tutti. Alzando i costi (Cfr. schema riportato sotto), non c’è comunque alcuna regola scritta che assicuri un corripondente innalzamento dei compensi. Ergo, il lavoratore autonomo perde una parte della retribuzione netta. Claro? La spunterà il più forte. Forse i consulenti più quotati, forse, come è probabile, i committenti.
Una precisazione. Sta bene pagare di più per avere una pensione migliore (non c’è il liberismo di mezzo, si badi bene), ma senza una campagna di sensibilizzazione adeguata per favorire anche un innalzamento dei compensi, è semplicemente una stangata. Almeno che siano equiparati i servizi offerti da INPS.. E invece ciccia, atteccatevi al tram! [Del mercimonio della cassa in Gestione Separata evitiamo di parlare, per non perdere lettori sul blog..]
Se vi interessa, parlo di questa vicenda in maniera più estesa su JOBTalk (“Professionisti oggi, pensionati poveri domani?“), sulla base di alcuni ragionamenti più complessi presentati ieri al convegno organizzato da ACTA e PIU sul tema della previdenza degli autonomi senza Albo.
L’aumento delle aliquote previdenziali per i lavoratori autonomi senza Albo

Fonte: ACTA – Dicembre 2007
Atipici, cosa cambia con la Riforma
Mi sono sbagliato non è passata inosservata la stangata sugli atipici. Della porcheria di cui abbiamo parlato il giorno dell’accordo sulle pensioni si è accorto il giornale che tratta i temi economici in maniera più tecnica, ovvero Il Sole 24 Ore. Per gli altri quotidiani la solita sequela di dichiarazioni politiche