Tassare tutti per aiutarne uno?

La Repubblica annuncia che aumenterà l’assegno di disoccupazione una tantum per i Co.co.pro. che operano in regime di monocommittenza (=1 solo cliente); che l’anno prima hanno dichiarato un reddito lordo tra 5 e 20mila euro; che hanno versato, nell’anno di riferimento, almeno un contributo alla gestione separata; che restano senza contratto di lavoro per almeno due mesi; risultano contibuenti dell’INPS – Gestione Seoparata, nell’anno precedente, per almeno tre mesi (ho sbagliato previsioni, non devono avere l’H1N1, ma poco ci manca)

Scrive Anna Soru, presidente ACTA: “All’assegno non hanno diritto i professionisti con partita iva. Ciò che i giornali non dicono è come sarà finanziato l’aumento. Siamo molto preoccupati, temiamo di essere chiamati a finanziare un’indennità da cui siamo esclusi. Non sarebbe la prima volta, dato che siamo obbligati a pagare per l’indennità di malattia domiciliare e per i congedi previdenziali, senza aver alcun diritto a ricevere queste prestazioni.”

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Che fare? Domani c’è un sit-in a Milano, in Triennale! Se vuoi avere più informazioni o protestare, unisciti al gruppo di professionisti del lavoro intelletuale autonomo che si danno raccolta nel luogo simbolo della creatività a Milano. Ore 11.00. Partecipa numeroso!

Scarica due volantini (a cura di Rinaldo Crespi) della campagna di sensibilizzazione

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Lo scandalo previdenza approda in Senato

Sempre in relazione quanto sta accadendo ai lavoratori autonomi, professionisti con partita IVA. Dai resoconti stenografici di Martedì 24:

ICHINO (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ICHINO (PD). Signora Presidente, il Governo, per bocca del Ministro del lavoro, in diverse occasioni e in interviste su vari giornali, ha preannunciato un aumento dei contributi previdenziali per tutta l’area del lavoro parasubordinato,  cioè delle collaborazioni autonome continuative. Su questo terreno va ricordato che esistono collaboratori autonomi continuativi sostanzialmente equiparabili ai lavoratori subordinati, ma esistono anche collaboratori autonomi che sono sostanzialmente dei liberi professionisti, per i quali il contributo grava sul fatturato al lordo delle spese di produzione del reddito. Ora, un contributo che oggi è al 27 per cento del fatturato e che viene portato al 28 o al 29 per cento del fatturato significa, in questi casi di vero lavoro autonomo, una contribuzione che supera il 50 per cento dell’utile del lavoratore. Credo che sia essenziale ed urgente che il Parlamento affronti questo problema, per arrivare alla indispensabile distinzione tra i casi di vera situazione di dipendenza economica e i casi in cui invece la collaborazione continuativa è equiparabile al lavoro libero professionale o alla piccola impresa. Altrimenti, noi perpetuiamo una sostanziale rapina ai danni di una categoria importante, che supera il milione e mezzo di lavoratori realmente autonomi iscritti alla gestione separata dell’INPS. (Applausi dal Gruppo PD).

Update sul caso: Daghetti di ACTA fa il punto su Corriere.it sulle aliquote previdenziali di lavoratori dipendenti, professionsiti, partite IVA ecc.

Previdenza delle partite IVA, il vaso è colmo

Una Gestione Separata che per Legge dovrebbe essere appunto separata, ma dalla quale attingono tutti, compresi i lavoratori dipendenti, Tremonti, cani e porci; il sistematico innalzamento delle aliquote decise senza consultare nessuna rappresentante di categoria; la completa assenza di Assistenza per gli iscritti; il pagamento di quote previdenziali più alte di quelle dei dipendenti… E ora la trovata di Tiraboschi di alzare le aliquote di tutti per pagare qualche spicciolo in più a chi, in base ai calcoli più assurdi (tipo avere un pregresso come dipendenti, e qualche annualità come partita IVA, un calzino rosso e l’N1H1..), potrà prendere un sussidio di disoccupazione ridicolo!

Ma basta, basta con questa vergogna!

Il Corriere della Sera pubblica oggi un articolo dal titolo piuttosto chiaro: “I conti della Previdenza? Salvati dai precari“. Contemporaneamente Acta presenta un documento di sintesi sulle problematiche (Lo Scandalo Della Gestione Separata) ed emette un Comunicato stampa piuttosto duro. In poche ore tutto precipita sul blog di ACTA, riempita di commenti di sdegno. La mobilitazione è sempre più vicina se nel maxiemendamento non verrà rivista la porcheria annunciata da Tiraboschi, il quale ne ha parlato candidamente in questa occasione, a fianco dell’annuncio sui bonus offerti alle Agenzie per il lavoro che ricollocano i lavoratori dipendenti in mobilità.

L’impresa di trattare con le imprese

Freelance di tutto il Web unitevi! Martedì 17 si parla ancora delle difficoltà che abbiamo nelle relazioni con le imprese, ma sarà anche una buona occasione per incontrarci. La sala è già piuttosto affollata, ma ti teniamo un posto! L’ingresso è libero, ovviamente. Ci saranno le voci dei giornalisti freelance, dei creativi e dei professionisti autonomi.

L’occasione sono i seminari del Ciclo “Lavorare. A che prezzo?” promossi da ACTA (Associazione Consulenti del Terziario Avanzato) e I-NETWORK (Indipendenti Network). Questa nuova puntata (qui la precedente) verte sull’importanza di trovare metodo, equilibrio e incisività nella contrattazione economica del lavoro intellettuale. Se vuoi portare la tua esperienza sei il benvenuto!

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SEMINARIO

Negoziare contro Golia. L’uso proporzionato della forza nella contrattazione del lavoro autonomo.

Chi parla? GIANGUIDO SAVERI, art director indipendente; SIMONA FOSSATI, giornalista, USGF (Unione Sindacale Giornalisti Freelance); ENRICA POLTRONIERI, consulente ed esperta di negoziazione, ACTA.

Quando. Martedì 17 novembre 2009, ore 18,15 – ingresso libero.  Dove: Sala Eff&Ci di Via Luisa Sanfelice 3, Milano.

Se siete giornalisti e vi serve un Press KIT (.PDF), eccovi accontentati. Per info, scrivetemi pure.

Non solo superbanche, la crisi dei professionisti

Dario Di Vico
Dario Di Vico

Ancora gli “invisibili” in prima pagina sul Corriere della Sera e questa volta esce allo scoperto anche il direttore Ferruccio de Bortoli che sottolinea il problema aperto e nuovamente trattato nell’approfondimento odierno di Dario Di Vico, al quale Humanitech.it dedica un monumento virtuale essendo uno dei pochissimi in Italia (Sole 24 Ore dove sei???) alle fasce più deboli del tessuto lavorativo italiano colpite economicamente dalla crisi proprio nella loro capacità di stare sul mercato. Sono gli invisibili, di cui il Corriere ha già parlato (Cfr. anche qui), che hanno un trait d’unione, anche se appartengono ad Albi diversi o sono senza alcun Ordine: sono senza Welfare e senza rappresentanze riconosciute!

Da leggere: “Ecco i piccoli senza Welfare che resistono” (.PDF oppure online) e l’editoriale di Ferruccio De Bortoli “Le buone ragioni degli indipendenti“. Così scrive il direttore:

C’è una genera­zione di pro­duttori che me­rita di essere ascoltata con attenzione. Sono le piccole imprese e i professionisti di questo Pa­ese. L’architrave di passio­ni e competenze che regge alla base il sistema econo­mico; la miriade di cellule sociali che innerva la comu­nità civile. Autonomi, indi­pendenti. Ma anche invisi­bili. E spesso trattati male. Se la ripresa è imminente, li vedrà in prima fila. Il ri­schio, però, è che molti, pur scorgendo nella loro at­tività segni di fiducia, alla fine del tunnel non ci arrivi­no nemmeno. Un milione di piccole imprese, dell’in­dustria, del commercio e dell’artigianato e 300 mila professionisti sono in peri­colo. È urgente un segnale. Concreto. Bisogna cogliere gli umori di questa vitale generazione pro-pro ( pro­duttori e professionisti); ri­conoscerne la dignità, la funzione sociale, l’insosti­tuibile ruolo civico. [..] L’economia italiana non è fatta solo di grandi imprese e superbanche. Il piccolo non è un’anomalia, ma una risorsa. Purtroppo limitata. E fragile.

 

Come contratti il tuo lavoro autonomo?

Invito al Seminario FARSI PAGARE #2

Partecipa al Secondo Seminario sul tema “Farsi Pagare“. Ingresso libero! 
(Qui il precedente Evento, dal quale è nato il Paper “IL GIUSTO PREZZO, MODELLI PER IL LAVORO AUTONOMO“).

Leggi il Comunicato Stampa ufficiale sull’evento del 17 novembre 2009.
Queste le informazioni di sintesi:

  • I Relatori: GIANGUIDO SAVERI, art director indipendente; SIMONA FOSSATI, giornalista, USGF (Unione Sindacale Giornalisti Freelance); ENRICA POLTRONIERI, consulente ed esperta di negoziazione, ACTA.
  • A che cosa serve: per orientare i lavoratori della conoscenza, i freelance e i consulenti indipendenti che operano sul mercato italiano, dove prevale spesso la forza delle imprese, a contrattare condizioni favorevoli e prezzi equi per le prestazioni professionali autonome.
  • Quando: martedì 17 novembre 2009, ore 18,15 – ingresso libero.
  • Dove: Sala Eff&Ci di Via Luisa Sanfelice 3, Milano – Potete raggiungere Eff&ci con: Passante ferroviario, fermata Porta Vittoria – Filobus 90/91,92,93 – Tram 12 – Autobus 66
  • Gli organizzatori del seminario: ACTA (Associazione Consulenti del Terziario Avanzato) e I-NETWORK (Indipendenti Network)

Se sei un freelance (giornalista, art director ecc.), un consulente indipendente, un professionista autonomo ecc. partecipa! Sono seminari aperti, dove puoi anche intervenire liberamente dal pubblico, portando idee ed esperienze. 

Il mercato del lavoro autonomo è in difficoltà: cura i tuoi interessi, partecipa!!

Eccolo il nuovo lavoro

Altro che posto fisso!! Per fortuna l’ha capito Il Corriere della Sera – Magazine.

Partite IVA - Magazine

Qui l’intero servizio (.PDF – 1 MB). Assolutamente da leggere la parte “Vi spiego come me la cavo“, una vera summa delle problematiche.

A quanto pare, sebbene l’argomento sia oggi al centro di numerosi approfondimenti da parte del più importante quotidiano italiano, la politica tace. Due giorni fa se ne è parlato a un incontro, più unico che raro, del PD e di cui Anna Soru (presidente ACTA) ha pubblicato un resoconto. Sempre Anna ha prodotto un successivo approfondimento sugli ammortizzatori, mettendo a nudo un’annosa questione: quale tutela economica hanno i lavoratori autonomi? A che punto sta l’ipotesi di rendere universalistiche le tutele dei “lavoratori”, indipendentemente dal fatto che siano autonomi o dipendenti?

Domande più che necessarie in questo periodo, un momento storico in cui – per pararsi il fondoschiena, in termini di consenso – si sbandiera il valore del “Posto Fisso”  e si sta virando, in gran silenzio, verso ipotesi di revisione dello Statuto dei Lavoratori (Cfr. qui, nel bell’articolo di Francesco Riccardi, le 3 proposte sul tavolo oggi) che ancora una volta appiattiscono il diritto del lavoro alle logiche di subordinazione.