Previdenza delle partite IVA, il vaso è colmo

Una Gestione Separata che per Legge dovrebbe essere appunto separata, ma dalla quale attingono tutti, compresi i lavoratori dipendenti, Tremonti, cani e porci; il sistematico innalzamento delle aliquote decise senza consultare nessuna rappresentante di categoria; la completa assenza di Assistenza per gli iscritti; il pagamento di quote previdenziali più alte di quelle dei dipendenti… E ora la trovata di Tiraboschi di alzare le aliquote di tutti per pagare qualche spicciolo in più a chi, in base ai calcoli più assurdi (tipo avere un pregresso come dipendenti, e qualche annualità come partita IVA, un calzino rosso e l’N1H1..), potrà prendere un sussidio di disoccupazione ridicolo!

Ma basta, basta con questa vergogna!

Il Corriere della Sera pubblica oggi un articolo dal titolo piuttosto chiaro: “I conti della Previdenza? Salvati dai precari“. Contemporaneamente Acta presenta un documento di sintesi sulle problematiche (Lo Scandalo Della Gestione Separata) ed emette un Comunicato stampa piuttosto duro. In poche ore tutto precipita sul blog di ACTA, riempita di commenti di sdegno. La mobilitazione è sempre più vicina se nel maxiemendamento non verrà rivista la porcheria annunciata da Tiraboschi, il quale ne ha parlato candidamente in questa occasione, a fianco dell’annuncio sui bonus offerti alle Agenzie per il lavoro che ricollocano i lavoratori dipendenti in mobilità.

L’impresa di trattare con le imprese

Freelance di tutto il Web unitevi! Martedì 17 si parla ancora delle difficoltà che abbiamo nelle relazioni con le imprese, ma sarà anche una buona occasione per incontrarci. La sala è già piuttosto affollata, ma ti teniamo un posto! L’ingresso è libero, ovviamente. Ci saranno le voci dei giornalisti freelance, dei creativi e dei professionisti autonomi.

L’occasione sono i seminari del Ciclo “Lavorare. A che prezzo?” promossi da ACTA (Associazione Consulenti del Terziario Avanzato) e I-NETWORK (Indipendenti Network). Questa nuova puntata (qui la precedente) verte sull’importanza di trovare metodo, equilibrio e incisività nella contrattazione economica del lavoro intellettuale. Se vuoi portare la tua esperienza sei il benvenuto!

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SEMINARIO

Negoziare contro Golia. L’uso proporzionato della forza nella contrattazione del lavoro autonomo.

Chi parla? GIANGUIDO SAVERI, art director indipendente; SIMONA FOSSATI, giornalista, USGF (Unione Sindacale Giornalisti Freelance); ENRICA POLTRONIERI, consulente ed esperta di negoziazione, ACTA.

Quando. Martedì 17 novembre 2009, ore 18,15 – ingresso libero.  Dove: Sala Eff&Ci di Via Luisa Sanfelice 3, Milano.

Se siete giornalisti e vi serve un Press KIT (.PDF), eccovi accontentati. Per info, scrivetemi pure.

Non solo superbanche, la crisi dei professionisti

Dario Di Vico
Dario Di Vico

Ancora gli “invisibili” in prima pagina sul Corriere della Sera e questa volta esce allo scoperto anche il direttore Ferruccio de Bortoli che sottolinea il problema aperto e nuovamente trattato nell’approfondimento odierno di Dario Di Vico, al quale Humanitech.it dedica un monumento virtuale essendo uno dei pochissimi in Italia (Sole 24 Ore dove sei???) alle fasce più deboli del tessuto lavorativo italiano colpite economicamente dalla crisi proprio nella loro capacità di stare sul mercato. Sono gli invisibili, di cui il Corriere ha già parlato (Cfr. anche qui), che hanno un trait d’unione, anche se appartengono ad Albi diversi o sono senza alcun Ordine: sono senza Welfare e senza rappresentanze riconosciute!

Da leggere: “Ecco i piccoli senza Welfare che resistono” (.PDF oppure online) e l’editoriale di Ferruccio De Bortoli “Le buone ragioni degli indipendenti“. Così scrive il direttore:

C’è una genera­zione di pro­duttori che me­rita di essere ascoltata con attenzione. Sono le piccole imprese e i professionisti di questo Pa­ese. L’architrave di passio­ni e competenze che regge alla base il sistema econo­mico; la miriade di cellule sociali che innerva la comu­nità civile. Autonomi, indi­pendenti. Ma anche invisi­bili. E spesso trattati male. Se la ripresa è imminente, li vedrà in prima fila. Il ri­schio, però, è che molti, pur scorgendo nella loro at­tività segni di fiducia, alla fine del tunnel non ci arrivi­no nemmeno. Un milione di piccole imprese, dell’in­dustria, del commercio e dell’artigianato e 300 mila professionisti sono in peri­colo. È urgente un segnale. Concreto. Bisogna cogliere gli umori di questa vitale generazione pro-pro ( pro­duttori e professionisti); ri­conoscerne la dignità, la funzione sociale, l’insosti­tuibile ruolo civico. [..] L’economia italiana non è fatta solo di grandi imprese e superbanche. Il piccolo non è un’anomalia, ma una risorsa. Purtroppo limitata. E fragile.

 

Come contratti il tuo lavoro autonomo?

Invito al Seminario FARSI PAGARE #2

Partecipa al Secondo Seminario sul tema “Farsi Pagare“. Ingresso libero! 
(Qui il precedente Evento, dal quale è nato il Paper “IL GIUSTO PREZZO, MODELLI PER IL LAVORO AUTONOMO“).

Leggi il Comunicato Stampa ufficiale sull’evento del 17 novembre 2009.
Queste le informazioni di sintesi:

  • I Relatori: GIANGUIDO SAVERI, art director indipendente; SIMONA FOSSATI, giornalista, USGF (Unione Sindacale Giornalisti Freelance); ENRICA POLTRONIERI, consulente ed esperta di negoziazione, ACTA.
  • A che cosa serve: per orientare i lavoratori della conoscenza, i freelance e i consulenti indipendenti che operano sul mercato italiano, dove prevale spesso la forza delle imprese, a contrattare condizioni favorevoli e prezzi equi per le prestazioni professionali autonome.
  • Quando: martedì 17 novembre 2009, ore 18,15 – ingresso libero.
  • Dove: Sala Eff&Ci di Via Luisa Sanfelice 3, Milano – Potete raggiungere Eff&ci con: Passante ferroviario, fermata Porta Vittoria – Filobus 90/91,92,93 – Tram 12 – Autobus 66
  • Gli organizzatori del seminario: ACTA (Associazione Consulenti del Terziario Avanzato) e I-NETWORK (Indipendenti Network)

Se sei un freelance (giornalista, art director ecc.), un consulente indipendente, un professionista autonomo ecc. partecipa! Sono seminari aperti, dove puoi anche intervenire liberamente dal pubblico, portando idee ed esperienze. 

Il mercato del lavoro autonomo è in difficoltà: cura i tuoi interessi, partecipa!!

Eccolo il nuovo lavoro

Altro che posto fisso!! Per fortuna l’ha capito Il Corriere della Sera – Magazine.

Partite IVA - Magazine

Qui l’intero servizio (.PDF – 1 MB). Assolutamente da leggere la parte “Vi spiego come me la cavo“, una vera summa delle problematiche.

A quanto pare, sebbene l’argomento sia oggi al centro di numerosi approfondimenti da parte del più importante quotidiano italiano, la politica tace. Due giorni fa se ne è parlato a un incontro, più unico che raro, del PD e di cui Anna Soru (presidente ACTA) ha pubblicato un resoconto. Sempre Anna ha prodotto un successivo approfondimento sugli ammortizzatori, mettendo a nudo un’annosa questione: quale tutela economica hanno i lavoratori autonomi? A che punto sta l’ipotesi di rendere universalistiche le tutele dei “lavoratori”, indipendentemente dal fatto che siano autonomi o dipendenti?

Domande più che necessarie in questo periodo, un momento storico in cui – per pararsi il fondoschiena, in termini di consenso – si sbandiera il valore del “Posto Fisso”  e si sta virando, in gran silenzio, verso ipotesi di revisione dello Statuto dei Lavoratori (Cfr. qui, nel bell’articolo di Francesco Riccardi, le 3 proposte sul tavolo oggi) che ancora una volta appiattiscono il diritto del lavoro alle logiche di subordinazione.

Rischi e riflettori

Quello di oggi di Dario di Vico sul Corriere della Sera, con l’articolo “Partite IVA, una vita spericolata” (.PDF), è un coraggioso tentativo di fotografare la parte in ombra del mercato del lavoro, quella delle partite IVA. Ferma ancora una volta e irresponsabilmente al mondo del commercio e dell’artigianato, non sa però che pesci pigliare. Ogni rappresentazione, per analogia, perde i dettagli e si arrende a poche semplici evidenze, come il fatto che sia una parte importante del Paese che sta crescendo, non ha fatto alcuna operazione di lobby, non ha portavoce, manca di una terminologia adeguata a descriverla, è una riserva di imprenditorialità straordinaria e lavora in media 7 ore in più a settimana, rispetto ai dipendenti. Scrive Di Vico:

Non ci sono statistiche internazionali comparabili, ma chiunque abbia minimamente studiato il fenomeno sostiene che tanta disponibilità di gente a correre il rischio d’impresa è un ben di Dio che nessun altro Paese ha.

Fantasmi con partita IVA

Anche Sergio Bologna ritorna sul Rapporto CNEL, per far notare come in un Rapporto di 1.200 pagine soltanto una sia dedicata al lavoro autonomo di seconda generazione, per affermare che sia un fenomeno inesistente.

Creativi con partita IVA, copywriter, freelance, sviluppatori Web indipendenti, consulenti di ogni genere, che lavorate con aziende private o pubbliche, grafici, pubblicitari, traduttori, giovani 30enni a progetto, formatori, visuristi, designer, auditor indipendenti, temporary manager, illustratori, animatori, scrittori, enologi, fiscalisti, restauratori, medici non convenzionali, fotografi, doppiatori, video maker ecc. mettetevi l’anima in pace: non esistete!

Non contate un cazzo.

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Buoni pasto per i lavoratori autonomi

Combattere la crisi, fronteggiare i licenziamenti e il carovita. Bla bla bla, giornali pieni di notizie allarmistico-anticonsumistiche.  Si compera sempre più low cost (unico segmento in crescita nella domanda di occupazione), si mangiano panini a 1 euro da McDonald’s, si viaggia RyanAir, se hai figli comperi la Dacia (uno dei pochi marchi automobilistici che non cala nelle vendite), per la casa ci sono i mobili Ikea e per i vestiti H&M. Ok, non butta bene. Situazione difficile. Ma proviamo a prendere la vicenda in maniera più tecnica. Ecco un suggerimento per i lavoratori autonomi, dimenticati dalla stampa, fuori moda, che pure loro se la devono vedere con l’inflazione…

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Hai una Partita IVA? Vai a mangiare panini al bar e non riesci a farti fatturare il costo della consumazione? Ma sei scemo? Sveglia, fatti assumere, fatti dare i ticket restaurant e così è fatta. Molla l’idea di lavorare da solo, intruppati e combatti così il caro vita, evasore fiscale che non sei altro. Ritenute alla fonte e fanculo il commercialista. Bella vita, no?

Scherzo. Vi suggerisco questa mossa, semplificando molto il regionamento, poi valutate in maniera autonoma: acquistate buoni pasto intestati a voi. Sì, a voi lavoratori autonomi. Perché? Per recuperare un 20% sulle spese alimentari.

Buoni pasto

Premessa: ogni lavoratore autonomo o professionista indipendente (se è fuori dal regime del “forfettone“) può scaricare le spese di rappresentanza dalla base imponibile soggetta a tassazione IRPEF fino a un massimo del 2% (della base imponibile). Lo sapevate? Ristoranti ecc. se regolarmente fatturati finiscono in questa voce.

Facciamo alcuni calcoli sui massimali e sul risparmio in tasse:
Spese di rappresentanza

Ora se spendete 100 euro portando fuori un cliente è abbastanza naturale e non crea difficoltà chiedere e ottenere una fattura. Ma se pagate 5 euro al giorno per un panino e una bottiglia d’acqua? Sono soldi persi.

Suggerimento. Facciamo l’ipotesi che le vostre spese di rappresentanza – che riuscite a farvi fatturare – siano inferiori al tetto del 2% della vostra base imponibile.

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Lavoratori più o meno digitali

Ricordo che una volta, offrendo ripetizioni di matematica a un ragazzotto di prima liceo scientifico, mi venne fornita questa risposta alla domanda se per una determinata somma algebrica il risultato fosse “più” o “meno” il numero indicato: “.. Tze! Mi vuoi fregare.. Non sono mica stupido.. Il numero che ti ho detto? Più o meno, dici? Altro che ‘più o meno’, viene un numero preciso…!

Qualche mia breve confusa riflessione stimolata dal buon Antonio Sofi sul tema del lavoro autonomo.