La retribuzione per il congedo parentale

[Da oggi la rubrica Paternità & dintorni si arricchisce con Paternews, brevi post a commento di notizie della Rete sul tema paternità]

Paternità & Dintorni

La Commissione Lavoro in vista della Legge Finanziaria ha proposto al Governo un emendamento per estendere gli attuali 6 mesi di congedo parentale retribuito al 30%. L’iniziativa è utile, ma credo che sia più importante incidere sul valore economico invece di estendere il periodo spettante.

Una famiglia con un reddito  netto mensile di 2.000 euro (supponiamo 900 la madre e 1.100 il padre) con l’attuale legge si trova con un introito di soli 1.400 euro mensili. Non ci si può meravigliare che la donna torni al lavoro dopo l’astensione obbligatoria… Sarebbe più opportuno invece retribuire i primi 1.000 euro di reddito della madre con una percentuale significativa (per esempio dell’80%) in modo da aiutare meglio chi ha redditi più bassi. Lo stesso vale per i padri. In Norvegia, per esempio, per la madre è previsto un periodo di 42 settimane retribuito al 100% e altre 12 all’80%!

Livio Martucci

Ultima modifica: 2007-11-01T18:53:34+00:00 Autore: Dario Banfi

3 commenti su “La retribuzione per il congedo parentale”

  1. Non paragoniamo paesi come Norvegia e Svezia all’Italia. A parte che hanno un livello di tasse ancora più alto del nostro, personalmente non vedo perchè una azienda dovrebbe sostenere questo costo e lo stato l’anno passato con il bonus fiscale per i nascituri ha già concesso a forfait un sostegno. Purtroppo i soldi non bastano mai, ma l’unica cosa è rimboccarsi le maniche e smetterla di chiedere allo stato, se non di chiudere gli sprechi.

  2. Bruno,
    invece è molto importante riflettere su cosa fanno quelle 2 nazioni in materia di politica sociale proprio perchè sono così avanti. Infatti la legge 53/2000 sul congedo parentale recepisce la direttiva europea n°34 del 1996 che si è ispirata alla legge vigente, proprio in Norvegia, in materia di pari opportunità per i padri. Voglio anche precisare che il costo della retribuzione della mamma e del papà in congedo parentale non è a carico dell’azienda ma dell’INPS. In linea generale sono d’accordo con il tuo spirito del darsi da fare ma i contributi INPS si versano comunque (a meno che non si fà del “nero”) e quindi è importante discutere su come debbano essere spesi e per me devono servire ad aiutare le fasce più deboli.

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