E’ vietato digiunare in spiaggia

Per quanto assurdo possa sembrare questo divieto venne realmente stabilito nel 1956 in un paesino della Sicilia dove Danilo Dolci, insieme a un migliaio di pescatori, diede vita a uno sciopero della fame. Sulla spiaggia protestarono contro la pesca di frodo, protetta dalla mafia.

Danilo Dolci

Oggi è anche il titolo di uno spettacolo teatrale messo in scena dal Teatro della Cooperativa, a Milano, che ripercorre la storia e le difficoltà di Danilo Dolci*, scrittore, pedagogo, sociologo e poeta, che dedicò la vita all’insegnamento, alla lotta non violenta contro la mafia e alla difesa dei diritti di cittadinanza, primo tra i quali il lavoro.

Il testo, leggero e moderno, scritto da Renato Sarti, tratta soprattutto della protesta contro la disoccupazione e la miseria e racconta la vicenda più controversa che portò al processo di Danilo Dolci: la realizzazione del primo “sciopero al contrario“. Invece di incrociare le braccia o assaltare qualche fabbrica, numerosi manifestanti, sotto al sua guida, decisero di protestare pacificamente, sistemando una vecchia strada. Lavorono per dimostrare di essere senza lavoro. Un colpo di genio, che mostra un’interessante modernità, ovvero la possibilità di fare notizia e creare opinione pubblica pacificamente da parte di chi non ha una precisa controparte nei confronti della quale potere esercitare il proprio diritto di sciopero (si pensi oggi ai lavoratori autonomi, ai disoccupati, ai precari..).

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I diritti senza frontiere

Sette personaggi Extra Metelloin cerca di datore“, che vagano su un palco-cantiere, ballando, riflettendo sul passato e progettando il futuro, dicendo “no!” al lavoro nero e allo sfruttamento. Afflitti ma non sconfitti, diversi ma compatti, non cedono al ricatto del lavoro irregolare, sommerso o mal pagato.

ExtraMetello è un’opera teatrale giovane che nasce dagli scritti di Vasco Pratolini e guarda divertita e attenta alla coscienza di chi opera nel mondo dell’edilizia, tra insicurezze e nuovi problemi di integrazione. Seguendo i passi del giovane senegalese Ibu, a cui si chiede in cantiere “di non essere mai né il primo né l’ultimo”, l’opera affronta la condizione dei lavoratori stranieri (e non solo) attraverso forme espressive attuali e moderne con suggestioni musicali multietniche, dai tamburi africani alla pizzica, dalle note balcaniche al tango argentino, con un intreccio coerente di momenti musicali e immagini di repertorio.
Lo spettacolo è messo in scena per Fillea-Cgil dalla compagnia Teatraria con il patrocinio dell’Università di Roma Tre e del dipartimento ITACA della facoltà di Architettura dell’Università “La Sapienza” di Roma. Extra Metello è stato inserito nelle iniziative teatrali del Centenario della Cgil e ha già attraversato gran parte dell’Italia. Sono previste date a Firenze, Napoli, Aquapendente e Palermo, ma per la verifica rimandiamo al sito di Extra Metello.