L’ultimo arrivato e la legge dell’asticella

Articoli a 2,5 euro. Massimo Mantellini pare sia sorpreso per questo tipo di retribuzioni offerte ai giovani neolaureati. Eppure in ambito giornalistico sono anni che vengono denunciati abusi di ogni tipo e che si lotta per previdenza e assistenza.

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Memoria preventivamente disattivata

Olivetti Lettera 32Scrivi libri sull’utilità della tecnologia per lavorare, maledici chi ti ha fatto fare l’esame da giornalista con la macchina per scrivere e alla fine, quando tutto cambia, e te lo auguravi da anni, provi una terribile nostalgia: hai la chiara percezione che stai invecchiando e che qualcosa andrà irrimediabilmente perso.

Dalla newsletter dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia:

Con i prossimi esami di Stato, tra l’altro, si potrà mandare in soffitta la vecchia macchina da scrivere che sarà sostituita dal pc. La Commissione cultura della Camera ha approvato la proposta di legge di Pino Pisicchio che abolisce l’uso della macchina da scrivere e introduce l’uso del personal computer (con memoria preventivamente disattivata), oggi anacronisticamente escluso dall’esame di Stato. La legge ordinistica del 1963 impediva  l’uso di strumenti diversi dalla macchina da scrivere. Non appena anche il Senato approverà la nuova proposta già passata alla Camera, l’uso del pc all’esame diventerà operativo”

L’ultima creatura

Internet che funziona - Seconda EdizioneDopo Diventare Manager 2.0 un’altra mia piccola creatura cartacea (la sesta), scritto in collaborazione con Andrea Bagatta.

Il testo aggiorna la prima edizione di Internet che funziona, scritto nel 2005. Ovviamente c’è molto più Web 2.0, social network, blog, feed reader, accrocchi per telefonare, motori di ricerca, nuovi sistemi per cercare lavoro online e fuffa varia a uso degli utenti Internet.

Un testo entry level, tascabile, leggibile, lavabile. Nella collana Pocket di Feltrinelli/Apogeo. Non si compera a rate (costo: 7,5 euro).

Fabio, l’editor di Apogeo, mi ha gentilmente passato in anteprima la copertina. Le voilà.

La (mia) rappresentanza sindacale

Pensavo fosse più semplice, invece la burocrazia impera anche tra le fila dei sindacati dei giornalisti. Questo week-end si vota per il rinnovo dei rappresentanti regionali e per il Congresso Nazionale. So già chi votare, ma mi informo su come fare. Alzo il telefono.

– Pronto, è l’Associazione Lombarda?
Sì, mi dica.
– Buongiorno, senta.. so che per votare bisogna essere iscritti io però..
Attenda, prego, le passo la collega.
– Ok, grazie.. 
Pronto?
– Sì, buongiorno, vorrei rinnovare l’iscrizione, visto che all’inizio di quest’anno non ho..
Come si chiama?
– Dario Banfi.
Che posizione ha?
– Politicamente? [non riesco a evitare la battuta]
No, è pubblicista o professionista?
– Ah, professionista..  
Sì, eccolo qua! Lei è moroso.
– Credo di sì quest’anno non ho rinnovato.. come posso fare?
Può dimettersi dal sindacato e poi reiscriversi oppure pagare la quota pregressa..
– Dimettermi?

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Giornalisti di tutto il mondo

Segnalo l’appuntamento a Ferrara, il 5-6-7 di ottobre coordinato da L’Internazionale dal titolo Un weekend con i giornalisti di tutto il mondo.

Occasione interessante per incontrare/ascoltare chi (io, per esempio, son un ‘fan’ di Amira Hass, unica giornalista israeliana a vivere nei territori palestinesi) scrive sul settimanale.

Lavoro, nuovo sito e blog per Il Sole 24 Ore

Non è senza emozione che vedo on air oggi il nuovo portale e il blog di Job 24. Voluti fortemente dal direttore, Ferruccio De Bortoli, e da Rosanna Santonocito, portano online in maniera diretta, intelligente e aperta il tema del Lavoro, cercando sinergie con la carta stampata e aprendo, al tempo stesso, uno spazio inedito di conversazione in Rete.

Il sito è strutturato in due parti principali:

1) il portale di ingresso, che si innesta nelle dinamiche della carta stampata con le pagine di JOB 24 del mercoledì [oggi coordinate da Roberto Iotti, dopo che Walter Passerini è andato in pensione], riporta agenzie, notizie di Economia Italiana e altre news sul tema Lavoro, oltre a garantire ampio spazio a strumenti per il matching tra domanda e offerta (gestite da Monster.it e calibrate sugli alti profili, manager e dirigenti), per l’assessment retributivo, test di orientamento e altro…

Tra i servizi più interessanti, legati ai contenuti, il nuovo sito propone:

a) la pubblicazione del file .PDF della prima pagina di JOB 24, il mercoledì (giorno d’uscita), e delle altre pagine del dorso i giorni seguenti;

b) la ripresa dei temi in pagina sull’edizione cartacea (commentabile liberamente online) con la disponibilità di allegati e documenti da scaricare, e link alle fonti da cui sono tratti dati e informazioni.

Job Talk - Il Blog di Job 24

2) il blog JOBtalk a cura di Rosanna Santonocito. Pensato insieme, all’inzio, e proposto molti mesi fa a De Bortoli, subito entusiasta, oggi vede la regia di Rosanna e i contributi di molti autori (tra i quali il sottoscritto). Costituisce il cuore pulsante del restyling.

La struttura dei contenuti (decisi finora) si deduce dalle categorie previste [cfr. immagine a lato].Le Categorie di Job Talk - il blog di Job 24 Il Sole 24 Ore “Capitalisti Individuali?” sarà un’area che ospiterà [e in cui proporrò anch’io] temi legati al lavoro autonomo, alla cosiddetta “classe creativa” e alle professionalità emergenti nel mondo della consulenza. C’è poi “Dr Job”, seguito da Anna Marino, in cui parleranno esperti di lavoro su temi tecnici specifici e di stretta attualità. “Formazione all’estero”, invece, vedrà l’intervento di Loredana Oliva, giornalista del Sole ed esperta di carriere internazionali e formazione, oltre a essere co-blogger di Humanitech :-) .

“Il Lato B” è l’area blog con gli interventi diretti di Rosanna (perché Lato B? Leggete qui). Infine, ci sono “Job Fiction & Film”, a cura di Marco Lombardi, che presenta novità e spunti sul rapporto tra lavoro e cinema, e l’area “JobArt”, che ospiterà fumetti e altro. Il primo post di oggi è di Brunetto, autore di Manager Papiny, lanciato su questo blog, che per gemellaggio e con grande onore accede ora all’area creativa del blog JOBtalk.

Come si può comprendere, il progetto è di ampio respiro, pensato per approfondire e cercare spigolature inedite, giocare su sinergie online e un modo nuovo di parlare di lavoro. Aperto e a geometria variabile nei contenuti [si spazia dal lavoro dipendente a quello autonomo, dalla formazione all’arte ecc.], JOBtalk è per gli stessi giornalisti che vi scrivono – sebbene il gruppo abbia già operato insieme sulla carta – un’esperienza nuova. Tutta da scoprire, linkare, moderare, migliorare, espandere (chissà, anche all’aspetto multimediale)..

Centrato su Internet, sulle logiche della conversazione e sulle dinamiche blog, porta finalmente in Rete un tema – il Lavoro – che (come ho spesso rimarcato, qui, su Humanitech) non vede ancora una sufficiente focalizzazione da parte dei media che si stanno aprendo all’online. TrovoLavoro.it, se ricordate, nel suo restyling ha in qualche modo “ucciso” l’informazione. MioJob, di Repubblica.it, ugualmente, è ancora troppo sbilanciato sugli strumenti per cercare lavoro e relega l’informazione (curata comunque molto bene da Federico Pace) in secondo piano.

Il nuovo JOB 24 Online e soprattutto JOBtalk, al contrario, hanno un imprinting preciso: l’informazione e la conversazione. Strumenti e info di servizio, ovviamente, non mancano, ma sono di supporto. Questa scelta mi piace: è in controtendenza e rimmette al centro il lettore, più che il “job seeker“.

Ancora da migliorare, invece, è l’aspetto tecnico. Basati su tecnologia TypePad, JOB 24 Online e JOBtalk sono infatti ancora in fase di fine tuning: è già prevista comunque una seconda release a breve. Critici che non trovate blog reaction o altri dettagli (social bookmark, tag cloud, inoltro dell’articolo ecc.), portate pazienza. Intanto leggetevi qualche articolo.. non sono malaccio :-) oppure sintonizzatevi sui feed ufficiali.

In bocca al lupo, dunque, JOB 24 Online e JOBtalk!

I padroni del sindacato (dei giornalisti)

Una volta i sindacati si contrapponevano ai padroni, oggi si misurano anche e soprattutto con le minoranze sindacali e quelle nuove classi di lavoratori, prive di rappresentanza ufficiale, che ne mettono in luce l’obsoleta incapacità di trasferire le necessità reali sui tavoli della concertazione. Chi legge questo blog sa che non amo la spudorata parzialità con cui CGIL, CISL e UIL proteggono i propri iscritti, anche se ritengo irrinunciabile dialogo, rappresentanza e delega. Qualcosa, però, non va. In ordine soprattutto alle marginalità del mercato, sempre più marcate.

La vicenda dell’Organismo di base dei sindacati dei giornalisti, che avrebbe tutelato i freelance, la dice lunga sullo sfascio di un sistema che mira più alla conservazione del potere che alla rappresentanza. Ciò che è accaduto è indecente: è difficile giustificare come una (oramai) maggioranza di lavoratori di un settore non sia rappresentato. E’ antidemocratico e folle.

Questa malattia porterà alla cancrena le relazioni industriali e incomincia già oggi ad allontanare le giovani generazioni dalle stanze ammuffite dei sindacati. Condivido perciò la dura accusa di Senza Bavaglio alla combriccola di Serventi Longhi e dei suoi Abacuc regionali. Così si conclude la denuncia, che consiglio di leggere:

Un sindacato così rischia di non andare da nessuna parte e deve immediatamente capire che se non si trasforma radicalmente, cambiando funzioni, metodi, e comportamenti – affiancando al tradizionale ruolo da antagonista nuovi ed efficaci compiti da protagonista – e non ultimo liberandosi della zavorra, è destinato a celebrare il suo funerale.