Il social network del principe

Ieri e oggi la stampa estera ha dato ampio risalto al fatto che il principino inglese William abbia deciso di iscriversi al social network Facebook (nick: “William Wales“). Soltanto qualche giorno prima il network aveva annunciato la decisione di ospitare piccoli annunci di lavoro, i cosiddetti “classified”. Che stia cercando lavoro pure lui?

La busta paga di Paperino e di Paperone

Due giorni fa sono usciti i dati Eurispes sulle retribuzioni in Europa [il sito dell’istituto è rimasto giù tutto il giorno, complimenti!]. I giornali si sono buttati a capofitto sulla materia: si leggano a titolo d’esempio i pezzi su La Repubblica e Finanza e Mercati. Questi i valori (si ricordi che l’inflazione in Italia nel periodo 2000-2005 è stata del 11,2%):

Salari lordi in euro (2004) Crescita 2000-2005
Danimarca 42.484 Gran Bretagna +27,8
Germania 41.046 Norvegia +25,6
Gran Bretagna 39.765 Olanda +21,3
Olanda 37.026 Finlandia +21,1
Belgio 35.578 Francia +17,5
Svezia 32.457 Spagna +17,2
Finlandia 31.539 Portogallo +16,6
Irlanda 30.170 Danimarca +16,0
Francia 29.549 Belgio +15,9
Italia 22.053 Italia +13,7
Spagna 19.828 Germania +11,7
Grecia 17.360 Svezia +7,7
Portogallo 12.969

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Ricordare Marco Biagi

Marco BiagiOggi, cinque anni fa l’omicidio di Marco Biagi. Mi limito a segnalare alcune risorse per chi vuole approfondire, come suggerito dal Presidente Napolitano oggi.

SITI DI RIFERIMENTO
Fondazione Marco Biagi.

ARTICOLI DI MARCO BIAGI
Tutti gli articoli di Marco Biagi per il Sole 24 Ore;
L’ultimo articolo di Marco Biagi “Chi frena le riforme è contro l’Europa“.

LETTURE
Il Libro Bianco realizzato da Marco Biagi [file .PDF, 450 Kbyte];
Competitività e Risorse Umane” (documento elaborato per Confindustria nel 2001) [file .PDF, 230 Kbyte];
Lo speciale del Sole 24 Ore online;
Intervento di Sergio Cofferati alla commemorazione di oggi a Bologna;
Alcune memorie di ex collaboratori (rivista Diritto del Lavoro);
Gli articoli [File .PDF] di Pietro Ichino sul Corriere della Sera e Maurizio Sacconi sul Giornale.

IMMAGINI
Da Google, Altavista.

LIBRI
Morte di un Riformista di Michele Tiraboschi, Marsilio, 2003.

Dottorissimo in faccio-io

Che cosa non si fa pur di lavorare… minimo si raccontano un po’ di palle sulle esperienze pregresse. Ma anche quando un lavoro te lo sei cuccato e ti infilano in un gruppo e devi passare otto ore in un ufficio la logica dominante resta quella del libero battitore. Giusto o sbagliato che sia, è un dato di fatto. La lealtà all’impresa è bassa in Italia. Le ragioni? Bah, che siano le stesse imprese a essere altrettanto sleali nei confronti dei dipendenti?

Provate a confrontare le ultime rilevazioni di dettaglio sulla faccia di bronzo degli italiani [così come dichiarato dai direttori del personale] quando vanno a caccia di un posto e i dati sulla lealtà una volta entrati. In Europa sono meno individualisti, meno sfrontati nel vendersi. Si parla di medie, ovviamente. Poi i polli si spennano in maniera diversa, come insegna Trilussa.

Quali sono gli argomenti su cui i candidati
tendono a esagerare maggiormente
durante i colloqui di lavoro?

Europa

Italia
Le esperienze di lavoro precedenti 29% 43%
Le competenze informatiche 4% 19%
La conoscenza delle lingue straniere 12% 9%
Il livello di istruzione 8% 8%
Lo stipendio 12% 6%
Le capacità manageriali 19% 4%
Altro/non so 14% 11%

[Fonte: Robert Half Executive Search – 2007]

A chi ti senti più fedele nel lavoro? Europa Italia
A me stesso 33% 46%
Al team 32% 20%
All’azienda 19% 18%
Al mio capo 10% 8%
A nessuno 6% 8%

[Fonte: Monster.com – 2007]

Italians do i(c)t better

Oggi Enrico Brivio sul Sole 24 Ore illustra i dati di una ricerca IDC-Microsoft sulle comptenze informatiche dei lavoratori italiani comparati a quelli di altri Paesi europei. Il 73% mostra skill di base. Il 44% (dato che ci pone alle spalle soltanto della Svezia) è in grado di usare tecnologie, Internet e sistemi di e-business per migliorare i processi aziendali, mentre il 34% è dotato di competenze avanzate. Il giornale titola “Lavoratori italiani ai livelli degli svedesi”. Bene, bene, bene. Sfido però chiunque a sostenere che il mercato del lavoro, il sistema di Welfare o i percorsi di carriera italiani siano equiparabili a quelli dei Paesi del Nord Europa.

Che cos’è allora che non va dalle nostre parti? Siamo soltanto bravi e belli?

La cultura del posto fisso

Il lavoro temporaneo è un fenomeno molto italiano e in crescita nel nostro Paese. Essenzialmente non piace a chi lo fa e questo ci distingue dal resto dell’Europa. Lo rileva l’Ocse nel recente Rapporto sulle prospettive dell’occupazione. Il commento di Carlo Dell’Aringa:

Pur aumentando il lavoro temporaneo, questo viene “subito” dai lavoratori, soprattutto dai più giovani e non scelto volontariamente, come succede in altri Paesi, dove le opportunità sono sempre tante e a un giovane non interessa avere un lavoro temporaneo se poi è sicuro che una volta finito ne può avere facilmente un altro“.

Questa è l’intervista all’economista.

P.S. È il primo podcast che postiamo su Humanitech!

Lavoratore precario dell’anno? YOU!

Comando PrecarioBellissima segnalazione di Roberto Venturini su Apogeonline relativa all’iniziativa di Comando Precario, un gruppo spagnolo di lavoratori atipici molto, molto atipici. Blogger attivisti, armati di videocamera, registratore, buone parole e molto coraggio stanno postando su Internet le avventure dei lavoratori precari (colloqui di lavoro ecc..)

 

You move, you improve

Decisamente lo slogan migliore e non tanto perché a proporlo è stata una ragazza italiana. Questi gli altri in lizza nel primo European Mobility Slogan Contest:

01: European Workers’ Mobility: you move, you improve.
02: Be Mobile, Be European!
03: Job Mobility, your gateway to new experiences.
04: JOBILITY job + mobilitylive the opportunity of a job around the Europe
05: Mobility Works! We help to make Europe Your Workplace.
06: Job Mobility your Right; use it!!
07: European Job Mobility – A Movement For Improvement
08: European Mobility – The right job,  just a wish away.
09: MOVE TO IMPROVE
10: Workout your mobility!
11: European Mobility Program: working in Europe, feeling at home.
12: Move yourself: working around Europe, feeling european!
13: The Profit of the European workers is in its mobility!
14: Travel countries, cultures and customs through job mobility.
15: It’s crossing the borders that make our horizons grow.
16: The job of your dreams has a foreign accent!
17: Working in Europe. Free to go, free to grow.
18: Mobilité, égalité, fraternité
19: I´m free to choose my Destiny, I´m free to choose my Job, I´m free to choose Europe!
20: MAKE EUROPE YOUR OFFICE
21: Be active Be versatil Be yourself EUROPEAN MOBILITY OF WORKERS Be part of it
22: Drive your future, manage your mobility!
23: Make your mind broad. Work abroad.
24: OUT OF YOUR COUNTRY, INSIDE YOUR FUTURE!
25: Work in a Europe that works.
26: Who travels makes a good job.
27: European mobility means learn, share, travel and work for a better life and for a better world…..
28: Europe has no borders. Why should your dreams have? The European Mobility of Workers is a reality.
29: Europe: 3976372 km2 of job opportunities.
30: “ALL ABOARD OF THE EURO EXPRESS!!!!!… MIND THE GAP.”