I creativi mettono i puntini sugli IN

Strano che per essere indipendenti sia necessario avere un buon network. E che per esercitare un’attività in autonomia sia indispensabile trovare tutele di gruppo. Eppure in un mercato che libera sempre più risorse verso il mondo freelance – e questo è ancora più vero nell’ambito della comunicazione, dove le multinazinali, gli editori e le grandi agenzie sono sempre meno impegnate in prima linea, ma svolgono routinarie attività di accounting e mark-up, lasciando la creatività ai piccoli agglomerati indipendenti – in un mercato così, trovare una rete di coworker virtuali è un’esigenza concreta e sana, che può contribuire a determinare regole non scritte e portare avanti  azioni che soltanto insieme possono trovare risposta, per esempio sul fronte delle tutele generali del Welfare State o della condivisione di strumenti, informazioni, attività di formazione e servizi.

I-Network

Per questo sono contento che abbia finalmente preso vita il nuovo (drupal)sito di I-Network, realizzato da Elisa Marras. Già attivi su LinkedIN, i creativi ora sono presenti anche qui.

Indipendenti italiani del mondo della comunicazione tenete d’occhio questa inziativa, seguitela! Meglio se da vicino (o da dentro..), comunque seguitela.

Avendo conosciuto i responsabili (Elisa, Rinaldo e Dilva) in occasione dei seminari ACTA su come farsi pagare da freelance posso dire che si tratta di persone affidabili che portano avanti un principio intelligente, sintetizzato nel loro Manifesto così:

Meglio In Network, che solo Indipendenti!

In bocca al lupo all’iniziativa.

IVA per cassa, qualche istruzione

Consigli ai Freelance. Se desiderate mettere in chiaro con i vostri clienti che conviene anche a loro pagarvi con tempi ragionevoli esiste oggi un piccolo espediente tecnico e si chiama “esigibilità differita”. Dopo l’approvazione della normativa sul pagamento IVA per cassa (ovvero soltanto quando incassata), si può fare così:

  • produrre la fattura;
  • apportare questa dicitura: “operazione con IVA a esigibilità differita ex art. 7 D. L. 185/2008“;
  • spedirla;
  • attendere fiduciosi, come sempre.

 

Poiché l’IVA ora è vincolata alla liquidazione periodica del primo periodo successivo al momento dell’effettiva riscossione/pagamento del corrispettivo, e non più con riferimento all’emissione della fattura, un’impresa che ricevere una fattura con tale dicitura obbliga l’azienda a pagare immediatamente la fattura per poter procedere alla detraibilità dell’IVA. In caso contrario dovrà attendere, alla pari del fornitore. In precedenza, come noto ai freelance pagati a babbo di morto, che dovevano ingiustamente fare credito allo Stato e regalare interessi alle aziende, l’IVA diventava immediatamente detraibile anche se i pagamenti erano concordati a giorni 30, 60, 90, 120 ecc.

Oggi non più. Vediamo che cosa succede.

Il giusto prezzo, modelli per il lavoro autonomo

Come vi ho anticipato, ecco una serie di documenti che potrebbero tornarvi utili nel caso siate freelance e lavoratori autonomi. Sono modelli di costruzione del prezzo che in passato ho già presentato su Humanitech. Li ho raccolti, commentati e ampliati.

Vi metto a disposizione “Come farsi pagare. Modelli di costruzione del prezzo e cultura d’impresa nella relazione con il consulente” (.PDF), un white paper di 28 pagine che presenta almeno 4 grandi sistemi di costruzione dei preventivi e che integra materiale nuovo rispetto a quanto scritto finora online sul tema del costo del lavoro autonomo.

Vi lascio poi queste slide (qui anche in download). Se avete domande o commenti, scrivete pure.

Seminari per freelance su come farsi pagare

Lavorare a che prezzo?
Lavorare a che prezzo?

Oggi, giorno 17 alle ore 17:00 (due volte 17, vorrà pure dire qualcosa visto che si tratta di soldi…) si faranno due chiacchiere insieme sul tema “Come farsi pagare”. Questione scottante, critica e spesso anche molto poco analizzata, e sul valore del lavoro intellettuale autonomo.

Siamo a Milano, all’Hotel Macchiavelli, via Lazzaretto 5. Parlo anch’io. Il seminario è organizzano ACTA e i-network. Questo è il programma e qui gli abstract delle relazioni e i cv dei relatori.

Venite? (Ingresso gratuito).

P.S. Domani (o questa sera) pubblicherò qui i materiali (Paper + Diapositive) del mio intervento. I materiali del seminario si potranno trovare anche sul sito ACTA nei prossimi giorni.

Contratto giornalisti: vota NO!

Domani e dopodomani – venerdì 29 e sabato 30 maggio – i giornalisti sono chiamati a esprimersi attraverso un referendum sul contratto nazionale di lavoro giornalistico siglato a Roma lo scorso 5 maggio da Fnsi e Fieg davanti al ministro Sacconi.

Fai come credi, ma da queste parti si consiglia di dare un secco schiaffo al sindacato e agli editori insieme. Le ragioni di un rifiuto radicale dell’accordo sono spiegate dettagliatamente qui e qui, ma in sintesi si può dire che questo contratto non tuteli affatto il lavoro giornalistico indipendente. Tempi di pagamento, tariffari e altre istanze proposte dall’Organismo di base dei Freelance sono state vergognosamente buttate alle ortiche. Trova, se sei capace, la parola freelance o lavoratore autonomo nel nuovo Contratto. 

Non è soltanto una battaglia dei lavoratori autonomi, ma anche di quelli dipendenti, che se hanno un minimo di spina dorsale, dopo avere preso a prestito le motivazione dei “precari” per forzare il rinnovo contrattuale, non possono ora altamente infischiarsene.

Al referendum vota NO. Per votare non si deve essere iscritti al sindacato, ma a Inpgi o Inpgi2. Ricorda: rinforzare le tutele generali del lavoro giornalistico, anche di chi ha una posizione meno protetta, porta benefici all’intero mercato. Vota NO.

I seggi lombardi dove si può votare sono:
Milano: sede Alg, viale Montesanto, 7, dalle 10 alle 19
Bergamo: c/o L’Eco di Bergamo, viale Papa Giovanni XXIII, 118
Brescia, c/o Il Giornale di Brescia, via Solferino, 22
Como, c/o la Provincia, via P. Paoli, 21
Cremona, c/o La Provincia, via delle Industrie, 2
Lecco, c/o La Provincia, via della Costituzione, 26
Mantova, c/o Cisl, via Pietro Torelli, 7
Pavia, c/o Consiglio Circoscrizione Pavia storica, pza della Vittoria
Sondrio, c/o La Provincia, via N. Sauro, 13
Varese, c/o La Prealpina, viale Tamagno, 13

Nasce la rappresentanza del lavoro autonomo

La RETENasce oggi, ufficialmente, un nuovo soggetto politico.

Non in senso partitico, ma sociale. Già annunciato informalmente qualche mese fa, prende oggi la forma di una struttura organizzata, con cui confrontarsi senza intermediazioni. È la RETE delle Associazione dei Professionisti Autonomi, gruppo di 12 associazioni che annovera complessivamente circa 16.000 iscritti e raccoglie i lavoratori autonomi di seconda generazione, che operano nell’ambito delle professioni intellettuali senza Albo (anche se in realtà si rivolge a tutti i lavoratori della conoscenza…).

Obiettivo dichiarato: “Acquisire nuovi diritti e sviluppare opportunità di crescita“.

Gli aderenti sono: Acta, Agens Sviluppo, Aisl, Aiti, Atdal, Federprofessional, I-NETWORK, Lavoro Over 40, Manager Associati, Manageritalia Milano, Obiettivo 50, UnBreakFast.

Questo il comunicato stampa ufficiale.

P.S. Se posso permettermi un consiglio: se sei un lavoratore autonomo, un disoccupato, un freelance, un consulente, un contratto a progetto.. che usa la testa per lavorare, non pensare soltanto a che cosa la RETE può fare per te.

Il mestieraccio di scrivere

Torno, apro qualche finestra e chiudo. Qui in casa fa freddo, sto cercando di riscaldarmi un pò come in Vita da Bohème. Vi segnalo qualcosa, non molto.

In tema di lavoro, freelance, giornalismo e blog, ringrazio Marco per la citazione di Humanitech nel pezzo “Targhe Alterne, chiedi all’oste come è il vino“, dove si suggerisce che per ogni decurtazione di compensi un copywiter potrebbe ridurre, per esempio, la quantità di lettere nei suoi testi. Buona idea.

E ricordo, invece, a chi non se ne fosse accorto, che il contratto dei giornalisti è in dirittura d’arrivo e – estromettendo la FNSI i rappresentanti degli autonomi – prevede una tranquilla pedata nel culo ai giornalisti freelance. Chi in passato si è sciacquato la bocca, in fase di rinnovo, con la solidarietà ai precari e lavoratori autonomi (ricordo un comunicato sindacale persino del TG1) ora se ne sta tranquillamente zitto. Senza Bavaglio – che ha rinnovato il sito, finalmente, bravi!! – fa il punto della situazione.

Sempre in tema di lavoro e scrittura, è passato piuttosto inosservato l’articolo di qualche setttimana fa sul “mestiere di blogger”. Un pezzo del WSJ, ripreso da Alberto Flores D’Arcais su Repubblica.it, non ha fatto per nulla discutere a dimostrazione che tra i blogger italiani non esista ancora alcuna necessità di mettere in relazione blog professionali e ricavi. Ognuno fa per sé. La blogopalla della “filosofia del dono” e stronzate simili hanno lavorato a dovere in questi anni. Intanto gli aggregatori e i portali più o meno sperimentali, finiti in mani di “abili manovratori”, che vivono del contributo (semi)gratuito di utenti entusiasti di regalare tempo, intascano.

Rivoluzione un paio di palle

Da oggi il lavoratore autonomo è meno solo: con queste parole Franco Siddi, segretario della Federazione Nazionale della Stampa saluta il nuovo welfare dei collaboratori autonomi” (Fonte: Agenda del Giornalista – Informa“)

La FNSI stappa lo spumante per le recenti modifiche apportate dall’Istituto di Previdenza dei giornalisti alle norme per la tutela dei giornalisti con contratti Co.co.co. spacciando il risultato per un traguardo che tocca in generale “i giornalisti freelance“. In realtà, è l’applicazione di settore del Protocollo sul Welfare varato oltre un anno fa e che i soliti bradipi sindacali nostrani hanno reso operativo guardando a normative nazionali. La variazione si applica soltanto a chi in sostanza lavora come dipendente mascherato (i Co.co.co, ancora attivi nel mondo del giornalismo, che culo) e di autonomo ha spesso soltanto la bicicletta per pedalare.

Certo, si obietterà, è meglio di un calcio sui denti per questi lavoratori, ma chiamarla “Rivoluzione” mi pare eccessivo a fronte del fatto che era già fin troppo evidente che qualcosa non andasse per i giornalisti collaboratori e che i lavoratori autonomi, quelli veri, da oggi sono ancora più soli.