Rivoluzione un paio di palle

Da oggi il lavoratore autonomo è meno solo: con queste parole Franco Siddi, segretario della Federazione Nazionale della Stampa saluta il nuovo welfare dei collaboratori autonomi” (Fonte: Agenda del Giornalista – Informa“)

La FNSI stappa lo spumante per le recenti modifiche apportate dall’Istituto di Previdenza dei giornalisti alle norme per la tutela dei giornalisti con contratti Co.co.co. spacciando il risultato per un traguardo che tocca in generale “i giornalisti freelance“. In realtà, è l’applicazione di settore del Protocollo sul Welfare varato oltre un anno fa e che i soliti bradipi sindacali nostrani hanno reso operativo guardando a normative nazionali. La variazione si applica soltanto a chi in sostanza lavora come dipendente mascherato (i Co.co.co, ancora attivi nel mondo del giornalismo, che culo) e di autonomo ha spesso soltanto la bicicletta per pedalare.

Certo, si obietterà, è meglio di un calcio sui denti per questi lavoratori, ma chiamarla “Rivoluzione” mi pare eccessivo a fronte del fatto che era già fin troppo evidente che qualcosa non andasse per i giornalisti collaboratori e che i lavoratori autonomi, quelli veri, da oggi sono ancora più soli.

Ultima modifica: 2009-03-11T13:49:17+02:00 Autore: Dario Banfi

3 commenti su “Rivoluzione un paio di palle”

  1. Dario, ti faccio una domanda. Sembra che voi giornalisti freelance siate veramente tanti e che spesso siete voi a reggere le redazioni. Perche’ non pubblicare i vostri lavori sui blog e fanculizzare di conseguenza i giornali “tradizionali” e i giornalisti “della casta”?

    Ti assicuro che io lo comprerei un giornale, per un euro al giorno, sapendo che i miei soldi vanno nelle tasche dei padri di famiglia come me e non in quelle di qualche ricco nano di arcore o suoi altrettanto ricchi compari…

  2. sinceramente l’idea di una “cooperativa diffusa”, ovvero di una federazione tra freelance è davvero un’idea da esplorare… ;)

  3. ..in realtà è da anni che una rappresentanza dei freelance cerca di entrare all’interno del sindacato ma in un modo o nell’altro è sempre stata ostacolata.. è vero i freelance tengono in piedi molte testate e stipendi di giornalisti regolari, purtroppo è il settore a maggiore diffusione di irregolarità dopo agricoltura ed edilizia ed è molto complesso unire il fronte più debole, perché più frammentato, esposto economicamente e spesso (ahimé) anche più disposto a inutili sacrifici…

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