Farsi prendere a pedate dall’inflazione

OD&M Consulting ha presentato oggi i periodici dati sulle retribuzioni degli italiani (dei lavoratori dipendenti, non del pubblico impiego). Ne parla il Sole 24 Ore (.PDF) presentando la ricerca che fa il punto sull’anno appena concluso. Questo il comunicato stampa (.PDF) sugli andamenti retributivi.

Di tutti i valori che potete leggere nei due documenti in download, ce n’è uno che mi fa impressione: il sorpasso definitivo nel 2008 dell’inflazione sulla crescita (in percentuale) degli stipendi, così rappresentato:

Stipendi Italia Inflazione 2008
Fonte: OD&M Consulting – X Rapporto sulle Retribuzioni degli Italiani 2009

Per i dirigenti, che comunque si mettono un bel gruzzolo in tasca (mediamente 103.404 euro lordi all’anno), si tratta anche di un sorpasso sul medio periodo per quanto riguarda l’inflazione misurata sui beni di frequente consumo. Bye bye bonus, buongiono al carovita.

Retribuzioni Italia Trend 2004 - 2008

Fonte: OD&M Consulting – X Rapporto sulle Retribuzioni degli Italiani 2009

Può interessare un po’ tutti, più da vicino, anche questa classificazione per età e tipologia di inquadramento. Sono medie italiane, da prendere dunque con le molle per valutare casi che non rientrano nella norma, magari per profili lavorativi ricercati o per aree geografiche o settori specifici. I valori sono espressi al lordo su base annua.

Retribuzioni per classe di età e inquadramento - Anno 2008
Fonte: OD&M Consulting – X Rapporto sulle Retribuzioni degli Italiani 2009

Del lavorare gratis

Negli ultimi anni il tema della gratuità e la ridondanza delle questioni legate all’economia del dono [alle quali, per fortuna, sono rimasto del tutto immune, avendo letto chi ha sminuzzato Mauss senza troppo clamore (Cfr. il paragrafo “Donare il tempo ha un costo individuale” di questa pagina)] sembrano avere dominato tra i blogger. Nessuno però ha mai osato innestare il dibattito in  questioni di lavoro: l’esposizione personale evidentemente è troppo alta.

Vi segnalo uno spunto di riflessione molto interessante (“Giving It Away: The Impact of Free Labor“) pubblicato su Web Worker Daily sul free labour online. L’autore, dopo avere avuto notizia di collaboratori non pagati che accettano di mandare pezzi a note riviste soltanto per far apparire la propria firma, si chiede:

When you do choose to do something for free, does it weaken the revenue-generating powers of the industry as a whole?

Senza ipocrisie, dichiara apertamente di scrivere gratis per alcuni editori. Rispettando, però, questa unica regola:

I try to limit the work I do for free to clearly defined categories. That is, I will work for free in segments where I don’t think enough capital exists to support an ecosystem of paid professionals.

Ovviamente, si dice, è una logica facilmente attaccabile che può addirittura essere ribaltata:

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Tu pagami se vuoi e quando vuoi

Facendo seguito all’ultimo post sulle Opportuità della crisi ho recuperato qualche dato sul buoncostume nazionale legato ai pagamenti nel confronto con altre realtà europee. I dati sono elaborati da Intrum Justitia e pubblicati sull’ultimo bollettino “European Payment Index 2008” (.PDF).

Payment Duration in UE (in Days)

Ricordando ancora una volta che esiste una legge (il D.Lgs del 9 ottobre 2002 n. 231) per i pagamenti a 30 giorni dei professionisti, eccovi qualche indicazione sulla buona creanza delle imprese italiane.

Pagamenti Medi in UE

Focus sulle retribuzioni al femminile

Azione d’attacco del Sole 24 Ore per informare e sensibilizzare sul tema degli stipendi delle donne in Italia. L’inchiesta spalmata su più giorni ha visto ieri la pubblicazione dell’articolo di Nicoletta Picchio “Donne, la disparità in busta paga” (PDF) [online qui] e oggi “Se il posto è rosa lo stipendio cala” (PDF) [online qui] di Carmine Fotina e Serena Uccello.

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A seguire pubblico anch’io alcuni dati di cui sono in possesso e che mostrano una lettura interessante e in controtendenza del gap tra i generi. Seguite il ragionamento in tre parti, se vi interessa la materia. Usiamo come fonte il “Rapporto 2008 – Domanda di lavoro e retribuzioni nelle imprese italiane” elaborato da ODM Consulting e Unioncamere (qui un approfondimento e materiali. Questo, invece, il comunicato stampa in .DOC).

Prima parte: calcoliamo la media delle medie, ovvero usiamo dati aggregati consolidati sull’anno 2007:

Retribuzioni lorde medie in Italia – Anno 2007:
UOMINI € 28.000DONNE € 24.100
Scarto nel 2007: 16% (16,5% nel 2003)

Seconda parte: scendiamo in profondità, guardando ad alcuni cluster professionali aggregati (che costituiscono il 28,4% dell’occupazione femminile):

Professioni non qualificate – Diff. retributiva Uomini / Donne = 1,7%
Dirigenti – Differenza retributiva Uomini / Donne = 3,3%
Impiegati – Differenza retributiva Uomini / Donne = 3,9%

Retribuzioni e Genere - I grandi gruppi professionali

Terzo passo: il corpo a corpo.

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Mi dia due modelli 770 senza zucchero, grazie

Qualche breve riflessione sui costi di gestione di un freelance. Lettura consigliata ai lavoratori autonomi che hanno già fatto colazione da almeno due ore.

Ieri ho finalmente firmato un contratto per avere l’assistenza fiscale con un commercialista che mi costasse meno del precedente. Sono passato da 1.300 euro + IVA all’anno a 970 euro + IVA*. Di questi tempi 330 euro non fanno poi così schifo, ci pago due settimane di baby sitter tre ore al giorno. In ottica di ammortamento dei costi significa, per una media di 220 giorni lavorativi all’anno (facendo un parallelismo eccessivamente ottimista con un lavoratore dipendente…), circa 4,5 euro + IVA al giorno lavorato.

* Forza commercialisti, fatevi della sana concorrenza!!

Ora la cosa divertentente è che in entrambi i casi non era prevista la compilazione dei modelli 770, da pagare a parte.

Che cos’è un modello 770? Chi è Tatianaaa? E’ quel modello grasso, ma talmente grasso, che quando ci penso mi si ingrossano fegato e pancreas come un cocomero.

Ecco il caso:

– nel corso del 2008 ho offerto una collaborazione per scrivere un testo di 4.600 battute in un giorno di sovraccarico spaventoso di lavoro, i tempi stringono, chiedo assistenza a un giornalista amico, anche lui Partita IVA;

– il lavoro mi costa 230 euro + IVA + rivalsa del 2%;

– pago il collaboratore a 30 giorni e faccio il mio bel bonifico via F24 telematico per la ritenuta d’acconto di 46 euro.

Arriva il periodo di certificare la collaborazione, ovvero di redigere il modello 770. E quanto costa? La semplice cifra di 80 euro + IVA. Un terzo del valore del lavoro!! Più delle tasse pagate!

Un esempio classico di istigazione all’evasione fiscale, no? Ho deciso tempo fa di non cadere nel trabocchetto del lavoro nero o di accettare lavori con ricarichi strani (una volta mi fu offerto un lavoro da 5.000 euro con l’obbligo di restituire sottobanco 2.000 euro: il committente fu prontamente mandato affanculo). Queste cose però “fanno male al calcio”. Che cosa dite?

P.S. Qui un esempio PDF di Modello 770 Semplificato e con commenti (via AristideNIN).

Il Sole 18 Ore (-25%)

Vi hanno mai tagliato lo stipendio del 25% senza preavviso? Beh, pensateci. Potrebbe capitare anche a voi, alla faccia di ogni forma di negoziazione (prima forma di rispetto del lavoro). A me è capitato. Questa è l’elegante lettera del Sole 24 Ore con cui si annuncia che verranno decurtati i compensi ai collaboratori: sono loro a doversi fare carico della crisi in editoria. Per il resto condivido le tre valutazioni di Nicola Mattina.

Taglio ai compensi dei collaboratori del Sole 24 Ore

Piatto e piange

Così è il mercato delle Retribuzioni in Italia per il lavoro dipendente. Ne parla la ricerca presentata oggi da Unioncamere e OD&M Consulting “Domanda di Lavoro e Retribuzioni nelle Imprese Italiane“. Dieci milioni di italiani (su circa 15 mln) che lavorano in imprese private percepiscono stipendi che oscillano in media tra 21.800 e 22.800 euro lordi. Suddividendo le tipologie professionali in 8 categorie, questo è il grafico che mostra l’Italia senza più Appennini né Alpi.

Le retribuzioni degli Italiani - 2007 - OD&M Unioncamere

Daje knowledge workers united

E’ bello avere innescato una discussione come questa. Grazie a Federico. A ogni modo sono almeno due anni, in definitiva da quando è nato questo blog, che insisto su questi temi.

Segnalo agli interessati alcuni post di Humanitech sul tema dei pagamenti:

Sulla tracciabilità dei compensi e sul Forfettone:
Il Gambero e le Partite IVA;
Tu chiamalo se vuoi forfettone;

Sulla tempistica e modalità dei pagamenti:
Due pesi, due palle;
I Pagamenti dei professionisti;
Codice incivile e multinazionali scaricabarile;
– I tre gringos;
– Surriscaldamanto da rotazione bassoventrale;

Sulla formulazione di preventivi:
Farsi pagare come freelance;
Costo orario e consulenza;

Sul tema della spese, del compenso e dell’IRAP:
Glossario retributivo autonomo;
A mie spese;
Autonomo disorganizzato.

Daje che sta uscendo questo tema allo scoperto, daje!!

Per un lavoratore autonomo non è una questione una tantum, ma un problema strutturale e di cultura tipicamente nostrana. All’estero è molto molto diverso. Le grandi imprese hanno pure un valore che definisce questo elemento competitivo sul piano finanziario. Si chiama TMI (Tempo Medio di Incasso). I controller sanno di che cosa sto parlando. Se ogni knowledge worker facesse il calcolo del suo e lo pubblicasse su Internet, vi assicuro che verrebbe allo scoperto uno dei maggiori problemi dello sviluppo del lavoro intellettuale autonomo in Italia. E adesso che sta per emergere un problema generalizzato di liquidità dovuta alla crisi bancaria, state pur certi che una delle conseguenze dirette sarà l’ammortamento del costo del denaro sul prolungamento del TMI di chi non ha mezzi per difendersi, ovvero del lavoratore autonomo e della piccola impresa. Io ve l’ho detto e ci posso pure scommettere, magari verificando tra un anno. Intanto daje, knowledge workers united

Manodopera a 5 euro a Milano

Altro che Bolkestein e concorrenza ai professionisti. Altro che dentisti della Croazia ecc. L’ingresso di Bulgaria e Romania nell’UE sta producendo effetti devastanti per le fasce di lavoratori più basse, una questione che Belgio, Olanda e Germania hanno già sperimentato grazie all’ingresso della Polonia. Si veda l’inchiesta (.PDF) di Rita Querzé sul Corriere della Sera di oggi.

P.S. Il ministero Damiano aveva promosso un progetto sul tema dell’emersione che metteva insieme Paesi (Romania, Belgio, Italia ecc.) ed esperienze europee in materia di irregolarità transfrontaliere. Speriamo non vada perso il lavoro fatto.