Chi legge Humanitech sa che cosa penso della professione indipendente.
Certamente fare il freelance è sinonimo di libertà accompagnata da difficoltà estreme;
Chi legge Humanitech sa che cosa penso della professione indipendente.
Certamente fare il freelance è sinonimo di libertà accompagnata da difficoltà estreme;
Vi hanno mai tagliato lo stipendio del 25% senza preavviso? Beh, pensateci. Potrebbe capitare anche a voi, alla faccia di ogni forma di negoziazione (prima forma di rispetto del lavoro). A me è capitato. Questa è l’elegante lettera del Sole 24 Ore con cui si annuncia che verranno decurtati i compensi ai collaboratori: sono loro a doversi fare carico della crisi in editoria. Per il resto condivido le tre valutazioni di Nicola Mattina.

Ricordo che una volta, offrendo ripetizioni di matematica a un ragazzotto di prima liceo scientifico, mi venne fornita questa risposta alla domanda se per una determinata somma algebrica il risultato fosse “più” o “meno” il numero indicato: “.. Tze! Mi vuoi fregare.. Non sono mica stupido.. Il numero che ti ho detto? Più o meno, dici? Altro che ‘più o meno’, viene un numero preciso…!”
Qualche mia breve confusa riflessione stimolata dal buon Antonio Sofi sul tema del lavoro autonomo.
La solita ACTA – associazione che più di tutte in questi anni ha dimostrato di avere i giusti mezzi e la volontà per proporre soluzioni per i lavoratori indipendenti – lancia un’iniziativa senza precendenti: la costituzione di una rete di associazioni professionali che ha l’ambizione di diventare parte sociale nelle trattative e sui tavoli in cui si discutono iniziative istituzionali legate al mercato del lavoro. Le associazioni coinvolte sono 16 e hanno 7.000 associati (moltissimi con partita Iva), ma rappresentano un’avanguardia di circa un milione di persone.
Se ne parla giovedì 20 a Milano dalle 9.30 alle 13.30.
In Provincia di Milano, Via Vivaio, 1 (Sala Affreschi).
PROGRAMMA (qui l’invito)
I RAPPORTI FRA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E PROFESSIONISTI AUTONOMI
Ore 9,30 – Saluto e introduzione – Filippo Penati (Presidente della Provincia di Milano)
Ore 9,45 – “Chi sono i professionisti autonomi e le ragioni della loro crescente rilevanza” – Sergio Bologna (Consiglio Direttivo ACTA)
Ore 10,00 – “I professionisti autonomi e la Rete delle Associazioni” – Alfonso Miceli (Vicepresidente ACTA)
Ore 10,15 – “Professionals at NetWork” – Nicola Antonucci (Responsabile Professionals MANAGERITALIA Milano)
Ore 10,30 – “Le istituzioni e il mondo delle professioni” – Claudio Antonelli (Presidente PIÙ – Professioni Intellettuali Unite)
Ore 10,45 – “L’iniziativa della Provincia di Milano” – Maria Cristina Pinoschi (Direttore del Settore Lavoro della Provincia di Milano)
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Ore 11,00 Tavola rotonda: “Il rapporto tra Pubblica Amministrazione e Professionisti Autonomi”
Coordinatore: Sergio Bevilacqua (Socio Associazione Professionale Italiana dei Consulenti di Direzione e Organizzazione)
Relatori: Renato Pirola (D.G. Istruzione, Formazione, Lavoro Regione Lombardia); Nino Ferrelli (D.G. Politiche Formative Regione Toscana); Eliana De Martiis (Labor Lab – IREFONLINE); Anna Cazzulani (Responsabile UnBreakFast Personal Profile); Giuseppe Camanni (Consigliere Associazione Professionale Italiana dei Consulenti di Direzione e organizzazione); Romano Calvo (Consigliere ACTA)
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Ore 12,20 Interventi del pubblico e Conclusioni – Anna Soru (Presidente ACTA)
Ore 12,50 – Aperitivo
E’ bello avere innescato una discussione come questa. Grazie a Federico. A ogni modo sono almeno due anni, in definitiva da quando è nato questo blog, che insisto su questi temi.
Segnalo agli interessati alcuni post di Humanitech sul tema dei pagamenti:
Sulla tracciabilità dei compensi e sul Forfettone:
– Il Gambero e le Partite IVA;
– Tu chiamalo se vuoi forfettone;
Sulla tempistica e modalità dei pagamenti:
– Due pesi, due palle;
– I Pagamenti dei professionisti;
– Codice incivile e multinazionali scaricabarile;
– I tre gringos;
– Surriscaldamanto da rotazione bassoventrale;
Sulla formulazione di preventivi:
– Farsi pagare come freelance;
– Costo orario e consulenza;
Sul tema della spese, del compenso e dell’IRAP:
– Glossario retributivo autonomo;
– A mie spese;
– Autonomo disorganizzato.
Daje che sta uscendo questo tema allo scoperto, daje!!
Per un lavoratore autonomo non è una questione una tantum, ma un problema strutturale e di cultura tipicamente nostrana. All’estero è molto molto diverso. Le grandi imprese hanno pure un valore che definisce questo elemento competitivo sul piano finanziario. Si chiama TMI (Tempo Medio di Incasso). I controller sanno di che cosa sto parlando. Se ogni knowledge worker facesse il calcolo del suo e lo pubblicasse su Internet, vi assicuro che verrebbe allo scoperto uno dei maggiori problemi dello sviluppo del lavoro intellettuale autonomo in Italia. E adesso che sta per emergere un problema generalizzato di liquidità dovuta alla crisi bancaria, state pur certi che una delle conseguenze dirette sarà l’ammortamento del costo del denaro sul prolungamento del TMI di chi non ha mezzi per difendersi, ovvero del lavoratore autonomo e della piccola impresa. Io ve l’ho detto e ci posso pure scommettere, magari verificando tra un anno. Intanto daje, knowledge workers united!
La solita storia. Ne ho pieni i coglioni. Ecco, l’ho detto.
CASO A
Oggi sono terminati alcuni lavori di ristrutturazione di cui vi ho parlato qualche tempo fa. L’imprenditore edile si è presentato in casa mia con la fattura di saldo. Alla mia dichiarazione di pagare a 30 giorni si è infuriato, urlando di stracciare la fattura e spaccare tutto il lavoro fatto (un soppalco in cartongesso, la muratura di qualche finestra e un paio di pareti in gesso). I motivi? Oltre al fatto che gli ho fatto fatturare tutto e di solito fa del buon nero, erano ben poche lire, per lui che tratta grandi opere e si è sperticato per aiutarmi visto che il mio nominativo gliel’ha passato il padre di un’amica… Ok, gli ho detto, non spaccare nulla. Ti faccio il bonifico oggi o domani.
CASO B
Ad aprile ho terminato un lavoro per una multinazionale. L’attività è stata gestita dalla sua agenzia di marketing, che mi ha fatto fatturare il mese successivo (a maggio) verso una controllata. Oggi sono passati 120 giorni e ancora non compare nulla sul mio conto corrente: scatta l’allarme. Chiamo in azienda, ma l’account dice che i fornitori li gestisce una società terza, di servizi amministrativi. Il responsabile riceve telefonicamente una volta alla settimana. Mi va bene perché è oggi. Il contabile dichiara che ci vorrà molto tempo per la mia fattura perché il cliente iniziale non ha ancora pagato l’agenzia e senza soldi incassati – in barba a ogni legge pubblicata sul globo terracqueo – i fornitori col piffero che li pagano. Resto cioè all’asciutto. Evidentemente è una multinazionale senza cash flow oppure versa in cattive acque o semplicemente è amministrata da una banda di ignoranti.
Il titolo dell’incontro è piuttosto accattivante: “Social Network e Comunità di Pratica per lo sviluppo associativo e d’impresa: reale opportunità o utopia?“.
Ne discutono Professioni Intellettuali Unite, AICA e gli autori del libro Community Management (Apogeo, 2007) martedì 7 alle 18:00 alla sede SIAM in Via Santa Marta 18 a Milano.
Qualche novità introdotta con la Finanziaria di Luglio per chi lavora in regime di Partita IVA come lavoratore indipendente: le segnala ACTA, con puntuale precisione. In sintesi sono tutti passi indietro su tracciabilità, studi di settore, pagamenti, F24 per via telematica e via discorrendo (il documento è disponibile anche qui).
[Un caso di ordinaria incapacità professionale mista alla peggiore burocrazia] – Disgrazia ha voluto che oggi andassi alla sede INPS di Milano Nord, in via G. Silva. Obiettivo: verificare come mai un’impresa con cui ho fatto un contratto per una ristrutturazione edilizia non riuscisse a fornirmi il Durc da allegare alla DIA. L’impresa sostiene di avere fatto domanda telematica a metà maggio e solitamente (dice il sito dedicato al Durc) in tre settimane arriva risposta. Via Web non si riesce a verificare nulla. Il commercialista dell’impresa nega di avere ricevuto comunicazioni, sostenendo che è il sistema della burocrazia a fare schifo. Qualcosa non torna. Poiché non posso permettermi di perdere tempo e denaro ho deciso di accellerare l’iter mea sponte. Mi armo di coraggio ed entro nel Palazzo.