Due pesi, due palle

La solita storia. Ne ho pieni i coglioni. Ecco, l’ho detto.

CASO A 

Oggi sono terminati alcuni lavori di ristrutturazione di cui vi ho parlato qualche tempo fa. L’imprenditore edile si è presentato in casa mia con la fattura di saldo. Alla mia dichiarazione di pagare a 30 giorni si è infuriato, urlando di stracciare la fattura e spaccare tutto il lavoro fatto (un soppalco in cartongesso, la muratura di qualche finestra e un paio di pareti in gesso). I motivi? Oltre al fatto che gli ho fatto fatturare tutto e di solito fa del buon nero, erano ben poche lire, per lui che tratta grandi opere e si è sperticato per aiutarmi visto che il mio nominativo gliel’ha passato il padre di un’amica… Ok, gli ho detto, non spaccare nulla. Ti faccio il bonifico oggi o domani.

CASO B

Ad aprile ho terminato un lavoro per una multinazionale. L’attività è stata gestita dalla sua agenzia di marketing, che mi ha fatto fatturare il mese successivo (a maggio) verso una controllata. Oggi sono passati 120 giorni e ancora non compare nulla sul mio conto corrente: scatta l’allarme. Chiamo in azienda, ma l’account dice che i fornitori li gestisce una società terza, di servizi amministrativi. Il responsabile riceve telefonicamente una volta alla settimana. Mi va bene perché è oggi. Il contabile dichiara che ci vorrà molto tempo per la mia fattura perché il cliente iniziale non ha ancora pagato l’agenzia e senza soldi incassati – in barba a ogni legge pubblicata sul globo terracqueo – i fornitori col piffero che li pagano. Resto cioè all’asciutto. Evidentemente è una multinazionale senza cash flow oppure versa in cattive acque o semplicemente è amministrata da una banda di ignoranti.

Ultima modifica: 2008-10-07T13:21:41+02:00 Autore: Dario Banfi

0 commenti su “Due pesi, due palle”

  1. caro Dario,
    come ti capisco, mi è toccata un’esperienza simile negli scorsi giorni….

    CASO A
    TDa un mobiliere di via Padova a Milano troviamo il divano della nostra vita. Il mobiliere ci fa uno sconto molto buono, peccato che si dimentichi di dirci che è in nero. Ce ne accorgiamo quando ci manda il preventivo dove l’IVA non è inclusa….a risposta nostra “noi l’IVA la vogliamo pagare” ci sentiamo dire che allora ci scordiamo lo sconto visto che “vogliamo fargli fare fattura”. Il pagamento, manco a dirlo, sarebbe stato con un anticipo del 30% e saldo alla consegna del divano. Lasciamo perdere l’acquisto, schifati da tale mancanza di etica e da tale “presa per il culo”

    CASO B
    La sottoscritta, nel frattempo,sta aspettando da una famosa multinazionale con cui ha lavorato negli ultimi 8 mesi, il pagamento di 4 delle 5 fatture emesse.
    Tempi previsti 90 gg data fattura, tempi passati, più di 120 gg. Passo due settimane a mandare e-mail, fare telefonate e finalmente due gg fa mi arriva il bonifico…

    Una soluzione? Farsi pagare il 50% in anticipo ed il 50% a metà progetto…sperando nell’etica e nella correttezza dell’interlocutore (il ciente).
    E soprattutto resistere, resistere, resistere.
    Io, la mia coscienza, per un 20% in meno di IVA non la svendo

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  2. Quella del cartongesso è esilarante!!!
    A me due anni fa è capitata la stessa cosa per parete in cartongesso+porta scorrevole, anzi alla fine il prestatore d’opera si è inventato un sovrapprezzo (sempre in nero, chiaramente) per aver inserito la porta in legno del materiale così (senza avvertirci prima) invece che del materiale cosà e per delle difficoltà di esecuzione non meglio precisate. Alla richiesta di spiegazione, candidamente ha risposto: perchè è un legno dal colore più bello!
    Da notare che il colore precedente lo avevamo stabilito insieme.
    Comunque, alla mia minaccia di non pagare dice che va bene allora smonta tutto e amici come prima. Oppure avrebbe aggiunto l’iva. A me la scelta.
    Ho pagato solo perchè l’idea di avere altro casino altra polvere in casa mi faceva andare via di testa.

    Morale della favola: ho sbagliato mestiere, la prossima volta rinasco artigiano…

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