Free press sul lavoro

Mi è passata inosservata per lungo tempo, forse perché la distribuzione era meno fitta. Ora che la crisi tocca l’occupazione (+550% di cassa integrazione nell’ultimo mese) forse anche gli editori delle testate che si occupano di lavoro hanno deciso di rinforzare l’azione di comunicazione. Anche la disoccupazione è un mercato.

Segnalo questa iniziativa di free press della Cisl di Milano. Si chiama JOB, diretto da Mauro Cereda (firma di Avvenire) e ben confezionato, con temi aperti e approfondimenti questo mese su chi si trova costretto al doppio lavoro e su come isciversi a Facebook.

Tra i dati curiosi dell’indagine sui doppi lavori: nel 36% dei casi (la maggioranza) che svolge doppi lavori nel segmento di attività legate ai servizi, c’è anche il programmatore informatico. Nel 38% dei casi lavora di notte o nei week-end.

Xing factor

XING

Arriva in Italia XING, che si pappa Neurona. Alla sua guida Cipriano Moneta, ex di JobPilot (pappato, in passato, da Monster).

Il social network professionale, principale concorrente in Europa di LinkedIN, sarà supportato da un team dedicato a sviluppare inizative tutte italiane. In bocca al lupo (anche a Silvia), dunque! Forza che un po’ di competizione nei servizi Internet per il mercato del lavoro non fa male proprio in questo momento..

Pillole Web per indipendenti e over 40

Segnalo che:

1. ACTA – Associazione Italiana Consulenti Terziario Avanzato ha rinnovato il suo sito. Se poi siete interessati ha aperto anche il tesseramento per il 2009.

2. Anche ATDAL Over 40 è entrata nella rete di associazioni professionali di cui Humanitech ha parlato qualche mese fa;

3. Nasce Overquaranta, sito di job posting e altri servizi, che si è posto come obiettivo quello di “riuscire a portare le competenze di chi le possiede, manager e consulenti, a chi ne ha bisogno, le piccole e medie aziende italiane, che di management e consulenza necessitano per consolidarsi e per crescere“. Dategli un’occhiata.

Scegliere l’uovo oggi

JobberEsce oggi nelle librerie il nuovo libro degli autori del fortunato Generazione Mille Euro curatori anche dell’omonimo blog molto frequentato. Bravi. Si intitola Jobbing, edito da Sperling & Kupfer.

Ancora non ho avuto modo di visionarlo, ma l’opinione che posso farmi – per ora – dagli articoli usciti sulla stampa e, in particolare, da quello odierno pubblicato sul Messaggero non è molto buona. Mi spiace per questi autori che apprezzo.

Ho come l’impressione che i giornalisti che presentano il testo vogliano rendere “escamotage” i nuovi lavori. Geniali trovate, insomma, per assecondare un mercato asfittico. Attività, però, che si basano unicamente sul trend setting come cavallo di battaglia per lavorare e offrire servizi. Ovviamente a termine, come tutte le mode. Dopo la virtualizzazione dell’economia, ora si passa alle professioni “di moda”, alle competenze pro tempore che si dissolveranno col tempo. Utili oggi, inutili fra qualche anno. Il messaggio è chiaro: niente galline domani, oggi si campa con un uovo al giorno. A onor del vero, la tecnica narrativa del “lavoro figo” che risolleva lo spirito è sempre esistita, ma in tempo di crisi dà particolarmente fastidio. (A me, ovviamente).

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Sporchi italiani, tornatevene a casa nostra

Aspettavo con ansia le dichiarazioni della Lega sul caso degli scioperi degli operai inglesi contro gli immigrati italiani. Ecco quelle del capogruppo alla Camera Roberto Cota:

Hanno ragione gli operai inglesi a scioperare contro gli italiani, è solo questione di tempo e poi accadrà anche in Veneto“.

Non mi è chiaro. Che cosa devono fare adesso i nostri connazionali nel Regno Unito, prendere il gommone e tornare a Venezia?

Io il posto

Ogni sei mesi esce un piccolo dossier sui maggiori giornali dedicato al recruiting online. Soliti dati, soliti protagonisti. Ieri era la volta di Italia Oggi, che è uscito con un numero speciale dedicato al Lavoro e curato da Walter Passerini, passato dal Sole al quotidiano giallo del gruppo Class. L’articolo “Io il posto me lo trovo sul Web” (.pdf) è a firma di Costantino Corbari.

Dalla padella

Aridaje. Walter Passerini sulle pagine del Sole 24 Ore di oggi ripubblica l’articolo di otto mesi fa proponendo un canale TV pubblico che si occupi di lavoro. E se qualcuno non la capisse – dice l’autore dell’articolo – ben vengano le iniziative private. Intanto Manpower fa prove generali con il programma Pit Stop Lavoro su Class CNBC (canale 505 di Sky) costituendo la redazione con i dipendenti interni. Un po’ come mettere Giuliano Cazzola a discutere da solo di lavoro sulla TV della Libertà (UPDATE: oramai chiusa!).

Il mezzo non è il messaggio in questo caso

Avere un blog, un profilo su MySpace o FaceBook aiuta i candidati che cercano un lavoro?

Geek e tecno-entusiasti è inutile che rispondano: il solo fatto di bazzicare nella blogosfera significa per loro essere up-to-date, all’altezza insomma dell’evoluzione della specie. Un gradino più in alto. In realtà avere un profilo digitale non rappresenta di per sé nulla: scambiare la capacità di usare uno strumento di comunicazione con la buona capacità di comunicare può addirittura diventare deleterio.

Lo racconta Auren Hoffman:

“The candidate is nice but he doesn’t have any social networking profiles.” For certain jobs, that’s equivalent to putting a big “I’m anti-social” sign on your back … which might be fine if you are stuck in the back of an accounts receivables department but not if you are expected to be creative […]

Mobilità del lavoro

Crolla Lehman Brothers, un crack senza precedenti. Le foto degli impiegati che escono dalla sede di New York con scatoloni in mano fanno il giro del mondo. Ma c’è anche un altro punto di vista, catturato con questa mirabile foto di CVerwaal, dal titolo “Job recruiters watching Lehman Brothers“, che illustra molto bene la differenza tra il mercato del lavoro americano e il nostro.

Job Recruiter
[Fonte: Flickr – CVerwaal]

Forza Job Recruiter italiani! se per voi “mobilità” non è soltanto quella invocata dai sindacati e se avete un minimo di palle andate fuori dalle sedi Alitalia con i vostri cartelli.