Alla fine chi paga la Cig?

Per mantenere vivo il rapporto di lavoro dipendente nelle aziende in crisi interviene la Cassa Integrazione. Fin qui è cosa nota. Ma chi ci mette i soldi? Vale la pena di ricordarlo, soprattutto ai freelance senza lavoro, ai disoccupati e comunque in generale a chi sta per un verso o per l’altro fuori dalle imprese.

La Cassa Integrazione in deroga è per il 70% a carico della fiscalità generale, per il 30% a carico delle risorse regionali a valere sul PON-FSE, finalizzate a finanziare le politiche attive.

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Cortesemente togli i piedi dalla mia testa

Chi è capitato su questo blog e non mi conosce da tempo deve sapere che ho sempre posto una particolare attenzione alle questioni di metodo legate agli aspetti di negoziazione e di valutazione del lavoro indipendente. Per due motivi: per confrontarmi; per condividere con altri – che sono nella mia stessa condizione – scelte e giudizi maturati con l’esperienza. Oggi provo con questa lista di regole che implicitamente mi sono dato per svolgere con coerenza il mio lavoro da freelance. Riguardano quotazioni, pagamenti, stile di negoziazione. Che ne pensate?

10 regole per lavorare come freelance (senza farsi mettere i piedi in testa)

  1. Non svendere il tuo lavoro e il tuo sapere;
  2. Insieme al “cosa” definisci sempre anche il “quanto”. Non pensare che ex post siano tutti onesti, anzi fai molta attenzione alle formule implicite perché saranno quasi sempre smentite dai fatti (chiedete ai giornalisti freelance);
  3. Lavorare gratis per chi fa profitti è dumping sociale! Se devi dare un contributo gratuito fallo unicamente per chi opera senza finalità di profitto (Associazioni, Università, eventi autogestiti ecc.);
  4. Se vuoi condividere un tuo sapere professionale senza trarne diretto beneficio economico [vendita] allora proteggilo per sempre con le corrette licenze d’uso da chi potrebbe trarne profitto e denuncia apertamente chi lo usa fuori dalle regole di licenza d’uso;
  5. Non utilizzare impropriamente la collaborazione di altri, ma pagala il giusto. Se usi mezzi di produzione open source restituisci qualcosa alla comunità. Decidi tu che cosa fare, ma non far finta di nulla perché sei in debito;
  6. Non accettare casi di insolvenza nei pagamenti: fatti sentire, insisti (con educazione), fatti assistere dalla tua comunità di interessi, fai pressione, magari denunciando a chi sta vicino ai cattivi pagatori i casi di illecito. In ultimo, non avere paura di fare causa civile. Il lavoro ha una sua dignità, falla rispettare;
  7. Quota sempre prima l’esperienza e il valore, poi il tempo;
  8. Non collaborare con chi usa esplicitamente metodi e valutazioni degradanti sul mondo del lavoro autonomo;
  9. Ricordati di essere libero e che esistono anche le parole “no”, “basta, fai pure da solo”, “grazie, ma non è nelle mie corde accettare queste condizioni di lavoro”;
  10. Cerca di trovare un rimedio e chiedi scusa a chi hai arrecato involontariamente danno violando uno di questi principi.

Marcel Mauss non donava i suoi saggi agli editori!

Di seguito vi lascio copia di uno speech tenuto all’Università Statale di Milano il 6 ottobre 2010 in occasione della conferenza “Anche gli intellettuali lavorano. C’è futuro per il lavoro cognitivo nella città del fare?“, organizzato da Giannino Malossi e dal team di Alfabeta2 per l’uscita del secondo numero. Perdonate il ritardo nella pubblicazione, ma ho appena riaperto bottega :-)

Lavorare scrivendo. Marcel Mauss non donava i suoi saggi agli editori!

Sono un lavoratore professionale autonomo che svolge attività di tipo intellettuale. Mi sono proprio ficcato in un bel guaio, direte. Anzi due.

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Galantuomini e mercenari

Domenico De Masi ha scritto recentemente in una presentazione (.PDF) fatta allo IAB Forum del 2010 dedicata ai trend del futuro, che:  

Nel 2020 il lavoro sarà quasi completamente terziarizzato. Nella società dei servizi, l’affidabilità delle prestazioni e la loro qualità costituiranno il primo vantaggio competitivo, l’etica dei professionisti costituirà il loro più alto merito. Come la società industriale è stata assai più onesta e meno violenta di quella rurale, così la società postindustriale sarà assai più onesta e meno violenta di quella industriale. Dunque, se vorremo avere successo, ci toccherà essere dei galantuomini.

Non esattamente. E’ una curiosa coincidenza (o forse no, perché è il tempo di discutere di questi temi), ma proprio in questi giorni stiamo decidendo il titolo del nuovo libro scritto a quattro mani con Sergio Bologna, che vedrà la pubblicazione per i tipi di Feltrinelli e che nel suo cuore più nero affronterà proprio la questione della decostruzione dei valori delle professioni liberali e l’ingresso in un’epoca in cui ci sarà richiesto vendere le professioni indipendenti seguendo committment ed etica come mercenari. Non è la galanteria, come dice De Masi, quanto necessario per stare a galla, ma l’etica. I galantuomini e le buone maniere le hanno soffocate da tempo le vecchie guardie del professionalismo, arroccate a un potere marciscente, a lobby, caste, regole confessionali e ‘ndrine del lavoro.

Nella terziarizzazione del lavoro, il singolo può riscattarsi soltanto con regole proprie, trasparenti e pubbliche, messe davanti ai suoi committenti come biglietto da visita, non con l’onestà definita dalla convenienza altrui, dagli Ordini, dai lavoratori dipendenti, dal sindacato, da una legislazione fottutamente discriminante nei confronti del mondo freelance.

Consigli per Web letture

Qualche lettura per il week-end

La fabbrichetta (pubblica) della Brambilla

Italia.itChe sia nata sotto una cattiva stella è cosa nota,  ma c’è chi ha deciso di peggiorare ulteriormente le cose. Italia.it oggi fa notizia per le politiche di dumping sul costo del lavoro freelance. In particolare di quello legato alle traduzioni delle pagine Web. Lo segnala la traduttrice Annalisa Dolzan, che ha deciso di scrivere direttamente all’On. Michela Brambilla, avviando anche una petizione, per denunciare l’errore macroscopico relativo ai prezzi indicati nell’annuncio del Ministero per il lavoro di traduzione del portale italiano del turismo. I collaboratori esterni non ci stanno:  “è una paga giornaliera paragonabile a quella di un operaio in uno sweatshop indonesiano!”.

Ancora sulla negoziazione

La brava Enrica Poltronieri il 15 febbraio a Milano replica l’intervento che ha tenuto al seminario “Negoziare contro Golia” organizzato da ACTA. Questa volta presso la sede AISL. Il tema è sempre la “negoziazione”, ovvero come fare a contrattare con le imprese quando, per definizione, ci si presenta piccoli al cospetto di un gigante. Anche in questo caso il seminario è gratuito. Io lo consiglio, poi fate voi. Qui i dettagli.

Job Web tools, qualche novità

Giusto due notiziole:

1) LinkedIn ha portato qualche miglioria al sistema di impaginazione dei CV. Poca roba. Da seguire invece la constante attenzione nell’ampliare l’integrazione con altre applicazioni Web.

neOLancer

2) Mi segnala Alberto l’avvio di neOLancer, un sistema che a prima vista assomiglia a un mix tra Link2Me (sul fronte della presentazione personale) e oDesk (nel sistema di matching e payment). Mette in contatto imprese e lavoratori indipendenti, consentendo la gestione delle fasi di lavorazione del progetto realizzato a distanza e intermediando la transazione monetaria. Da approfondire, appena ho tempo. Intanto fatevi un giro, se siete freelance.