Nelmerito.com si “propone di avviare un approfondimento sul tema del lavoro autonomo e della piccola impresa, che si snoderà tramite diversi interventi nel corso dei prossimi mesi“. Così recita il sito. Questa il primo: “Come cambia la società italiana: lavoro autonomo e piccola impresa. Un tentativo di capire“.
Diritto e Welfare
Quando la discriminazione è di Stato
INPS ha pubblicato le norme relative agli incentivi (Circolare 5/2010) che le imprese possono utilizzare per impiegare lavoratori che nel 2009 e 2010 sono stati o saranno in Cassa Integrazione Straordinaria. Questo uno dei passaggi:
L’incentivo spetta per l’assunzione di lavoratori che siano destinatari per gli anni 2009 e 2010 di ammortizzatori sociali in deroga […] L’assunzione può essere sia a tempo determinato che indeterminato, sia a tempo pieno che parziale.
[…], spetta al datore di lavoro che assume, per ogni mensilità di retribuzione corrisposta al lavoratore, un incentivo mensile pari al trattamento mensile di sostegno al reddito che sarebbe stato erogato al lavoratore, al netto della riduzione del 5,84% […]
Ma il legislatore non si è posto il problema di inserire nel mercato del lavoro regole ufficiali di discriminazione? E chi non è in CIGS o è un disoccupato di lunga durata? Credo sia un tantino fuori dalle regole fissate dall’Europa…
Jurassic rights
Il diritto del lavoro sta perdendo la sua natura di standard minimo di trattamento universale, per assumere la natura di un ordinamento eminentemente derogabile: chi vuole lo applica e chi non vuole no […] La disciplina italiana del rapporto di lavoro regolare è vecchia ormai di oltre quarant’anni. È stata scritta quando non esistevano né i computer, né Internet, ma neppure i fax e le fotocopiatrici.
Pietro Ichino (via Corriere.it)
Anni luce
In Germania si sta discutendo in questi giorni di una questione assai delicata: fino a che anni devono essere considerati i figli come soggetti da tutelare quando un genitore perde il lavoro. In alcuni Paesi nordici dicono 12 anni, l’età in cui, secondo la psicopedagogia, sono in grado di rimanere a casa da soli. Ora in Germania si discute pubblicamente proprio di questo. Per chi non sapesse, esiste in questo Paese una forma di sussidio di disoccupazione universale (che riguarda circa 6,5 milioni di persone) denominato Hartz IV (o come lo chiamo io arzfiar), che deve garantire “un’esistenza digitosa a chi non ha un lavoro“. Ha, però, ha una pecca: è troppo debole. La Corte Costituzionale tedesca si è infatti espressa su questa Legge: se il disoccupato ha dei figli, questi devono essere calcolati nel computo per il sussidio. Senza contate che se hai anche un affitto da pagare e perdi il posto, ci pensa lo Stato.
Roba da non credere.
I riflettori sul lavoro professionale autonomo
Qui ne scriviamo dal 2006, ma pare che pian piano gli attori più accreditati di stampa e mercato del lavoro abbiamo deciso negli ultimi mesi di occuparsene. Bene. O meglio, attenzione.
Mentre non nutro dubbi sulla bontà dell’operazione portata avanti dal Corriere della Sera con gli ampi servizi guidati da Dario Di Vico, che ha dato vita anche a un blog, ho meno fiducia nell’azione che alcuni sindacati o parti sociali stanno mettendo in pista intorno alle problematiche del lavoro professionale autonomo.
Dopo FNSI (che ha toppato alla grande!) è la volta di CGIL e CISL (Alai-FeLSA), che vogliono attivare Aree dedicate alle professioni e Consulte sul Lavoro Professionale. E sta per arrivare anche CNA (che con Uniprof ha unito Assoprofessioni e CNA-Inproprio).
I dubbi provengono dal passato. La percezione di quanto fatto finora da Nidil o Clacs non lascia ben sperare, oltre al fatto che hanno tutta l’aria di essere operazioni calate dall’alto per cavalcare il momento o rimediare a una perdita di credibilità nell’azione svolta nei confronti del lavoro atipico e professionale autonomo, magari raccimolando nuove iscrizioni in bacini finora poco profittevoli per i sindacati. Staremo a vedere.
Molto interessante, invece, l’approfondimento che propone la Camera di Commercio di Milano, che giovedì prossimo presenta la ricerca “La città che sente e pensa. I creativi al lavoro nella città infinita“, condotta sul mondo dei freelance e lavoratori indipendenti dell’area milanese. In coda tutti i riferimenti.
Ecco alcuni appuntamenti interessanti che accendono i riflettori sul lavoro professionale autonomo:
- Promosso da CGIL – MILANO, 5 febbraio 2010 – “Regole e tutele per il Lavoro Professionale nell’economia della Conoscenza“. Qui la locandina ufficiale.
- Promosso da CNA/Assoprofessioni – ROMA, 4 febbraio 2010 – “Quale Welfare per le nuove professioni?“. Qui la locandina ufficiale.
- Promosso da CCIAA Milano, Triennale Milano e Consorzio AASter – MILANO, 11 Febbraio 2010 – “La città che sente e pensa. I creativi al lavoro nella città infinita“. Qui il programma.
P.S. Per amici & Co: credo di passare agli eventi CGIL e AASter… ci vediamo lì.
Factcheck: Sacconi e gli ammortizzatori
Ieri l’annuncio del Ministro Maurizio Sacconi. Il futuro darà controprova di questa promessa che credo sia di portata storica per l’Italia, anche se in pochi hanno ripreso la notizia. Humanitech.it si ripromette (secondo uno spirito positivo e propositivo, promosso dall’amico Sergio e con l’iniziativa di Factcheck.it) una verifica di questa dichiarazione:
“[…] presenteremo un disegno di legge delega per disegnare lo Statuto dei Lavori […] un atto conclusivo del disegno che aveva in mente Marco Biagi e che conterrà anche le nuove norme per gli ammortizzatori sociali. Avrà due punti fondanti: un’indennità di disoccupazione su base generalizzata e un secondo strumento integrativo che sarà soprattutto rivolto a conservare il rapporto di lavoro quando dovessero ridursi il volume della produzione e delle ore lavorate”.
(Via Corriere della Sera)
Babbo Welfare
– Papàa-à, sai.. ogi amo sclitto la lettela a babo natale..
– D’avvero? Che bello, bravi! Ma tutti i bimbi insieme?
– Sì.
– L’avrà scritta la maestra allora..
– Sì.
– E che cosa avete chiesto a Babbo Natale?
– .. la colla..
– Sì, e poi?
– Due tavoli, un almado..
– Bene. E poi?
– .. caltigenica, un pasol nuovo e giochi..
– Ottimo [dio guarda giù, se ci sei!]. Ma quali giochi?
– non so.. anche solplesa vanno bene.. dice la maestla.
– Ma l’avete già imbucata?
– No.
– I francobolli li avete?
– Mmm, papà… non lo so…
Un cambio di passo, ora chi segue?
“Nel mondo IVA si licenzia poco“. Così si esprime (correttamente a mio giudizio) Giuseppe Vitaletti sul Blog di Dario Di Vico “Generazione Pro Pro” dove continua serrata l’analisi e il confronto sui temi del lavoro autonomo. Chi sta seguendo il dibattito può trovare un’importante sintesi su quanto raccolto e raccontato dal Corriere della Sera in questi mesi si trova nell’articolo “Dal fisco al welfare, l’agenda delle partite Iva“, a cui fa seguito la risposta di Giuliano Cazzola, che enumera la miracolosa moltiplicazione delle fattispecie di partite IVA che i Governi dal 1995 in poi sono riusciti con sagacia a genererare e propone l’indecente aumento di ulteriori aliquote INPS affinché le Partite IVA abbiano qualche briciola in termini di assistenza. (Forse il politico PDL non ha capito il livello di tensione che si registra oggi in questo segmento di mercato del lavoro, dove, è vero, si licenzia poco, ma perché non esiste il buoncostume di fare contratti seri né lettere d’incarico. Una tensione che Anna Soru mostra molto cortesemente nella secca replica a Cazzola).
Quanto sta avvenendo per volontà del Corriere in questi mesi è un confronto senza precedenti. Importante e trasversale, come non è mai accaduto.
Una riforma in 5 punti per le Partite IVA
Ancora Di Vico (Corriere della Sera) sulle Partite IVA, con un pezzo veramente ben centrato sulle problematiche dei lavoratori autonomi: “Tutele e contratti: come riformare le Partite IVA“. A margine il Corriere pubblica oggi anche un’intervista a Lupoi di Colap: “La pensione? Per i giovani sarà meno di quella sociale“.
Questi i cinque punti identificati dal quotidiano per migliorare la condizione lavorativa di chi oggi opera in regime di autonomia sul mercato:

Governo, se ci sei batti un colpo!