Piccolo quesito

Il diritto di sciopero è sacrosanto. C’è però un dettaglio che mi sfugge – e se c’è qualche esperto di diritto amministrativo in circolazione è ben accetto un commento… – e che riguarda la funzione pubblica. Nel settore privato per ogni giorno non lavorato viene decurata la busta paga e i soldi restano al datore di lavoro. Nel settore pubblico idem, soltanto che è lo Stato.

Che cosa accade invece quando un servizio pubblico è a pagamento?

Ieri le ragazze dell’asilo di mia figlia hanno scioperato. Sono costrette a turni faticosi, stanno tagliando sulle pulizie e hanno pure stipendi da fame. A loro va la mia solidarietà. Secondo voi posso chiedere al Comune il rimborso del giorno saltato e per il quale ho dovuto pagare una baby-sitter? Credo che la stessa logica si applichi a chi ha un abbonamento del treno, si becca lo sciopero e deve pagarsi il taxi.

P.S. Non è per i miei 23 euro, ma immaginate se tutte le 72 famiglie dei bambini recuperasseso questo credito da restituire alle maestre…

L’openlab “Massimo D’Antona”

Labour WebSegnalo una buona fonte Web che ho scoperto di recente per approfondire temi generali relativi al mercato del lavoro in Italia. E’ il Labour Web, Centro di Documentazione sull’evoluzione del Diritto del Lavoro, delle relazioni industriali e dello Stato Sociale, a cura del Centro Studi del Diritto del Lavoro Europeo “Massimo D’antona” della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Catania.

Un piccolo gruppo che nulla ha da invidiare ai più noti omologhi di Modena guidati da Michele Tiraboschi e che produce documentazione veramente buona.

Perenni outsider

Il commento di Dario Di Vico, sul Corriere della Sera di ieri, alla Relazione annuale sul 2007 (qui .ZIP, 3 MB) del Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi:

Stiamo mortificando i nostri giovani. Mai forse nelle Considerazioni finali di un Governatore la denuncia era stata tanto perentoria. Ma ieri Mario Draghi nella consueta cornice dell’assemblea della Banca d’Italia ha voluto dedicare ben due passaggi della sua relazione ad analizzare prima e a stigmatizzare poi la condizione di esclusione — quella che Pietro Ichino chiama, con un termine agghiacciante, «apartheid» — a cui sono condannati i giovani di uno dei grandi Paesi del G8. Una società che sa proporre ai suoi figli solo incertezze di reddito e di prospettiva è assai difficile che possa ritrovare il cammino della crescita duratura. Manca, a giudizio di Draghi, un ridisegno organico e rigoroso delle tutele sindacali, una moderna legislazione del welfare che sappia coniugare — come hanno fatto gli altri — flessibilità ed equità. Il risultato è che i ragazzi sono mortificati da una scuola inadeguata, da un mercato del lavoro che li discrimina a favore dei loro padri, da un’organizzazione produttiva che non premia il merito e non si occupa di valorizzare i talenti. Resteranno perenni outsider.

P.S. Disponibile qui, in download, la parte (.PDF, 300 Kbyte) della Relazione dedicata al Mercato del Lavoro.

PD, il decreto sugli straordinari è incostituzionale

La conferenza di Veltroni & Co. si può vedere qui. In estrema sintesi:

  • Veltroni: il decreto sulla defiscalizzazione degli straordinari, di cui non si conosce ancora il testo definitivo, non favorisce le donne ed esclude in maniera impropria i lavoratori della Pubblica Amministrazione (forze di Polizia, infermieri, addetti ai servizi alla persona ecc.). Ha profilo di incostituzionalità;
  • Lanzillotta: E’ incostituzionale detassare redditi di uguale natura! Meglio puntare sulla detrazioni rispetto alle defiscalizzazioni. Il decreto è ideologico, dice Lanzillotta;
  • Letta: Il PD farà proposte di emendamenti per eliminare la discriminazione pubblico/privato. Un infermiere pubblico e uno privato hanno regimi fiscali diversi: perché? Il PD è per dare maggiore peso alla contrattazione di II livello e alla defiscalizzazione dei premi di produttività, perché creerebbero minori distorsioni di mercato (per esempio sul Sud o sulle donne);
  • Treu: Il decreto è un “pasticcio discriminatorio” verso le donne, la P.A. e aree del Mezzogiorno e del Nord dove ci sono crisi. Ne beneficia una platea ridotta. Cita il settore tessile (fatto da molte donne), che ha puntato su orari flessibili: deve ora fare inversione di rotta, con possibili effetti controproducenti. Occorre piuttosto favorire il decentramento contrattuale e puntare sui premi di produttività;
  • Damiano: Oltre a ricordare la scadenza sui lavori usuranti, chiede al Governo come si integra la sua riforma sulla “pensionabilità del salario di produttività” (D.Lgs 247/2007 – Protocollo sul Welfare) e il nuovo decreto sulla defiscalizzazione.

Lavori usuranti, Damiano si affida a YouTube

Interessante operazione di comunicazione e sensibilizzazione dell’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, che affida il suo appello a Maurizio Sacconi di non lasciare cadere la questione dei lavori usuranti (e intascarsi 3 mld di euro da spedere per altro…) a YouTube e al suo blog. Un modo per dire pubblicamente ciò che probabilmente non passerebbe su altri canali, magari televisivi.

Mancano 4 giorni.

Update: ne scrive oggi (27.05) Il Messaggero.

La questione Rom

Provvidenziale lavoro di ricerca svolto dall’Isfol sul tema della coesione sociale legata ai Rom (scaricabile anche qui in .PDF). Visto che si tratta di popolazioni nomadi, che si spostano in tutta Europa, prima di buttarla in rissa tra Italia e Spagna, è forse corretto comprendere quale sia la posizione condivisa per esempio nell’OCSE, dal Parlamento Europeo e dal Consiglio d’Europa. Il 2008, se qualche ministro se l’è dimenticato, è comunque l’Anno europeo del dialogo interculturale.

Il lavoro di padre

Un po’ in ritardo, ma faccio anch’io gli auguri a Massimo Sideri, giornalista del Corriere della Sera, citato in occasione dell’uscita del suo bel libro “Come salvarsi dal posto fisso“, che coraggiosamente e per primo nel suo giornale ha chiesto il periodo di paternità. Bravo. Con un po’ di invidia – visto che ai lavoratori autonomi questo diritto non è concesso – vanno i nostri auguri!!

P.S. Per chi volesse documentarsi sul tema, con il contributo di Livio Martucci, abbiamo creato la Rubrica “Paternità & Dintorni“. 

O’Sistema dei favori

Leggo questa mattina, distrattamente, sul Corriere della Sera che un ignaro navigatore – mentre sfrugugliava sulle reti P2P con eMule – è incappato in un file .ZIP contenente innumerevoli nominativi di persone da piazzare sul mercato del lavoro e alle quali fare favori. Bevo il caffé, esco dal bar. Accendo il PC, cerco e trovo due fonti online: un post sulla community di La7 e quella che ha dato il via al tutto, il sito Antimafiaduemila. Qui si spiega come pescare il file.

La mole di documenti zippati, ribattezzati nel complesso “Il libro dei favori“, farebbe riferimento, secondo il sito, alle attività del Movimento per l’Autonomia (MPA) di Raffaele Lombardo. In effetti – trovato facilmente il file a cui si fa cenno – si scova al suo interno un Logo del partito, non si sa se piazzato lì apposta per depistare o creare un falso clamoroso.

Il libro dei favori
Una maschera del DB Access per la gestione delle segnalazioni.

A ogni modo si trova al suo interno di tutto, richieste di ogni tipo, organizzate in alcuni database in MS Access e MS Excel, più file in ordine sparso, in Word. Ci sono nomi di studenti e docenti + data in cui fanno gli esami; dipendenti pubblici che aspirano a fare più ore; militari da piazzare sul mercato del lavoro; persone che cercano posto in ospedale; 9.000 numeri di cellulari a cui mandare SMS per invitarli a manifestazioni del MPA; richieste di trasferimento tra uffici della PA…

Tutte richieste per una vera corte dei miracoli, un’Agenzia per il lavoro “non accreditata”. Tra i segnalatori anche il nome di Angelo Lombardo (Cfr. immagine sopra), presumibilmente il politico siciliano.

Il libro dei favori
Una parte della lista delle richieste da gestire.

Ci sono anche elenchi di messaggi SMS e DB di cellulari a cui associarli, che lasciano presumere chi sia il proprietario di tutto questo materiale. A parte il fatto che come autori dei file risultano società come ASEC, la sigla MPA e altri, la parte dedicata agli SMS da mandare in massa induce a pensare che si sia trattato: a) di qualche sprovveduto del partito che nell’organizzare l’invio di comunicazioni per mobilitare la base (nel migliore dei casi) o persone a cui si sono fatti favori (nel peggiore), non è dato sapere, abbia salvato tali documenti nelle cartelle condivise via P2P; b) che ci sia una talpa in MPA che stanca del sistema clientelare avesse deciso di rendere pubblico il tutto.

Il terzo caso è l’opera montata ad arte. Personalmente la ritengo inverosimile vista la mole di dati presente che fa riferimento a moltissime referenze, tutte verificabili. Sembra piuttosto un sistema DO UT DES, tipico della nostra politica. Ho verificato pochi nomi: sulla carta esistono e sono esatti per ruolo e funzione. Lascia perplesso, invece, il fatto che sia stato lasciato in chiaro, in molti file Excel, il cellulare di Raffaele Lombardo.

Resta da verificare se i fatti siano reali o soltanto “digitali”. Puri database di promesse e di vane speranze. Visto che ci sono di mezzo trasferimenti, concorsi di dipendenti pubblici ed esami universitari sono certo che la Procura della Repubblica lo chiarirà presto.

Raccontarsi come lavoratori

Va bene Internet e il digitale, ma prendere in mano l’ultimo libro stampato su carta fa tutto un altro effetto, anche se per me è il settimo…

Condizioni e identità nel lavoro professionale (Derive e Approdi, 2008, 4 euro) è un’opera collettiva di sei autori che traggono spunto dall’ultimo libro di Sergio Bologna Ceti medi senza futuro? per parlare di lavoro intellettuale e autonomo. Libro breve, ma intenso.

Se volete leggere il mio saggio è disponibile anche qui (o all’interno del libro disponibile gratuitamente e interamente anche in formato .PDF).

Libro Dario Banfi - Derive e Approdi

Se vi interessa, a partire da questo testo, Lia Cigarini e Liliana Rampello discutono del tema “Siamo capaci di raccontarci? Troppe cose le donne vivono, sanno e fanno nel lavoro e nella società e poi non le raccontano in grande” alla Libreria delle donne (Via Pietro Calvi,29 Milano – 02.70006265 – http://www.libreriadelledonne.it/) sabato 19 aprile 2008 alle ore 18:00.