I motivi del dissenso della Fiom

Sono contenuti in questo documento (file .Pdf). Pensioni e contratti atipici sono le cause di forza maggiore che hanno fatto dire di no alla Fiom al Protocollo su crescita e competitività per la riforma del Welfare.

Se, come pare, anche Rifondazione Comunista è d’accordo, si apre formalmente una stagione molto importante di confronto interno al Governo.

Focus sulle relazioni industriali in Italia

Oggi OD&M Consulting ha rilasciato la prima survey sulle Relazioni Industriali 2007 in Italia. Ne parla in maniera estesa Walter Passerini sul Sole 24 Ore con l’articolo “Nelle vertenze d’azienda in testa soldi, orari e salute” (file .PDF). In un’intervista a margine a Bruno Manghi (Cisl) si legge: “Il sindacato oggi è il monopolista della terza età. [..] dipende spesso dalle crisi e dalle ristrutturazioni, di cui è lo specialista, e dalla presenza di un imprenditore illuminato, che lo sa coinvolgere nella soluzione di problemi. Il sindacato intelligente è quello che sa cogliere le occasioni.

Di seguito qualche dato tratto dalla survey “Relazioni Industriali” che mostra la diffusione del sindacato e il grado di coinvolgimento delle RSU nelle decisioni d’impresa. Le risposte sono fornite da responsabili di 175 aziende di ogni dimensione e settore.
Livello sindacalizzazione e presenza RSU
Il coinvolgimento nelle decisioni d’impresa
In arancione le decisioni strategiche, in giallo quelle tattiche e azzurro quelle di breve periodo.

Grande Impresa Media Impresa Piccola Impresa
[Passa con il mouse sui tre bottoni per cambiare i valori della  Tabella]

Il coinvolgimento delle RSU nelle decisioni d'impresa

[Fonte: OD&M Consulting – Relazioni Industriali, 2007]

I padroni del sindacato (dei giornalisti)

Una volta i sindacati si contrapponevano ai padroni, oggi si misurano anche e soprattutto con le minoranze sindacali e quelle nuove classi di lavoratori, prive di rappresentanza ufficiale, che ne mettono in luce l’obsoleta incapacità di trasferire le necessità reali sui tavoli della concertazione. Chi legge questo blog sa che non amo la spudorata parzialità con cui CGIL, CISL e UIL proteggono i propri iscritti, anche se ritengo irrinunciabile dialogo, rappresentanza e delega. Qualcosa, però, non va. In ordine soprattutto alle marginalità del mercato, sempre più marcate.

La vicenda dell’Organismo di base dei sindacati dei giornalisti, che avrebbe tutelato i freelance, la dice lunga sullo sfascio di un sistema che mira più alla conservazione del potere che alla rappresentanza. Ciò che è accaduto è indecente: è difficile giustificare come una (oramai) maggioranza di lavoratori di un settore non sia rappresentato. E’ antidemocratico e folle.

Questa malattia porterà alla cancrena le relazioni industriali e incomincia già oggi ad allontanare le giovani generazioni dalle stanze ammuffite dei sindacati. Condivido perciò la dura accusa di Senza Bavaglio alla combriccola di Serventi Longhi e dei suoi Abacuc regionali. Così si conclude la denuncia, che consiglio di leggere:

Un sindacato così rischia di non andare da nessuna parte e deve immediatamente capire che se non si trasforma radicalmente, cambiando funzioni, metodi, e comportamenti – affiancando al tradizionale ruolo da antagonista nuovi ed efficaci compiti da protagonista – e non ultimo liberandosi della zavorra, è destinato a celebrare il suo funerale.

Il lavoro usura chi non ce l’ha

Era troppo riuscire a trattenermi dal prendere a prestito la filosofia andreottiana senza virare sul tema lavoro. Ma nel “mercato delle vacche” sui lavori usuranti che si sta aprendo (e che Humanitech già segnalava come una mina vagante a dicembre), dopo l’intervista di Angeletti al Corriere della Sera, anch’io [come molti, credo] voglio dire la mia. Tra i lavori usuranti ci metterei pure la disoccupazione (ossimoro del nuovo millennio).

Linea di break

P.S. Se interessa una scheda seria sui lavori usuranti come definiti finora per Legge si veda questa preparata dal Sole 24 Ore.
P.S.2 Si noti la chiarezza di Angeletti, interrogato sul rapporto tra turni e lavoro usurante. Domanda: “Lo sa che ci sono anche giornalisti che fanno i turni?”. Risposta: “La Uil non rappresenta i giornalisti”. Insomma, l’usura riguarda chi ha un lavoro e una dovuta rappresentanza.
UPDATE: Aggiungo in coda questo articolo. Raramente sono d’accordo con Natale Forlani, ma questa volta qualcosa di vero c’è in questo testo dedicato alle problematiche nella definizione dei lavori usuranti e nel rapporto con i lavori discontinui.

Un patto tra (due) generazioni

E’ tutto o quasi condivisibile ciò che Walter Veltroni ha scritto ieri su La Repubblica. Qui trovate l’articolo in formato .PDF, assolutamente da leggere e conservare, direi, in vista della nascita del Partito Democratico. [Le critiche più dure arrivano da Sansonetti, su Liberazione]. La questione del contributivo, gli ammortizzatori sociali, i servizi dei Centri Pubblici per l’Impiego. Sottoscrivo questa direzione di marcia.

Modestamente alcuni punti li avevamo messi in evidenza già a gennaio ed erano facilmente prevedibili come nodi al pettine, visto che derivano da una Riforma di 10 anni fa (a proposito, Veltroni dov’era?)

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Sindacati 1.0

Trovare un feed sui siti dei sindacati è come cercare il ghiaccio all’equatore. Soltanto la UIL ha portato i pinguini al caldo e devo dire che il sistema funziona bene, anche se tre quarti delle comunicazioni sono dichiarazioni di Angeletti. L’ufficio stampa della GCIL, invece, naviga ancora in alto mare. Così come gli innumerevoli siti di secondo livello della squadra di Epifani. Idem per la UGL.

Conquiste del LavoroLa CISL, invece, ha puntato sulla messa online della testata storica, Conquiste del Lavoro, che da ieri è disponibile in versione PDF. Molto meglio, invece, Rassegna.it, che offre anche feed sulle notizie (non per gli articoli).

E dire che farebbe un gran bene alle associazioni di categoria entrare in maniera attiva in Rete anche con sistemi più semplici di broadcasting. Per raggiungere anche i ggiovani o gli impiegati, per esempio, oppure migliorare la diffusione di notizie. Non oso utilizzare la parola “conversazione” (commenti liberi, forum ecc.), perché questa si riserva ai centenari congressi e ai corridoi degli uffici delle sedi sindacali. Ma anche il Web non è male, cari sindacati. Siamo nel 21esimo secolo. Sveglia.

Welfare o “Pensionicrazia”?

Marini dice sì, D’Alema no, Bertinotti sì, Dini no, Damiano sì, Padoa Schioppa no, Prodi sì. I sindacati si mettono di traverso, Confindustria non si sa, Rutelli si indigna perché i giovani tacciono [e lui che fa?]. Maroni e Tremonti gongolano per avere creato la gatta da pelare. Capezzone si inventa un Welfare à la carte.. Cgil, Cisl e Uil pensano di essere stati eletti portavoce del popolo (in realtà i loro iscritti che lavorano – e che non sono già in pensione – sono soltanto, per eccesso, un sesto della forza lavoro..).  

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