Web class e no-collar

Devo a Lorenzo la bella segnalazione del testo di Sergio Bologna pubblicato su Luhmi dal titolo “Uscire dal vicolo cieco” (.PDF 120 Kbyte – Download anche qui). Una lucida riflessione sul tema della classe media e in particolare dei lavoratori della conoscenza che svolgono attività di lavoro autonomo. Quelli che io chiamo “Liberi Professionisti Digitali“. Bologna ricostruisce la genesi di questa classe di lavoratori, la “Web class”, nata negli anni novanta, con i movimenti open source, con la new economy e l’esplosione di Internet:

Qui si è formata quella nuova classe che i guru del management come Drucker chiamano knowledge workers, sociologi come Floridacreative class” o economisti e politici come Robert Reich “analisti di simboli”. Hanno sognato un nuovo mondo, un nuovo modo di lavorare, di fare impresa, un diverso modo di definirsi, né blue collar né white collar, tant’è che uno come Andrew Ross, cronista egregio della loro storia, li ha chiamati no-collar. È dalle vicende di questa web class – passatemi il neologismo – che bisogna ripartire per capire a fondo la natura del postfordismo e la sua capacità di rendere strutturale la condizione di lavoro precaria.

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Non leggo più fumetti

Ci sono eventi e situazioni che hanno la capacità di scompaginare una normale routine lavorativa, progetti e sistema nervoso. Altri di rovinarvi, di farti uscire di carreggiata. In maniera empirica e molto parziale ne riesco a classificare tre tipologie di crescente pericolosità: gli imprevisti, il sistema “zacchete” e il job bombing.

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Trattamenti di Fine (inteso come aggettivo) Rapporto

Al bar Mila, Micaela e Andrea.

Ciao Mila, allora hai scelto per il TFR?
No, mica devo farlo..
Ma non lavori in un ufficio superlusso, non sei assunta?
Sì, ma sono socia della cooperativa per la quale lavoro e poi siamo in quattro gatti… Piuttosto Micaela ha sto privilegio.
E che c’entro io? Io sono una Co.Co.Pro. e per di più nel pubblico impiego, mica ce l’ho il TFR. Tra l’altro mi scade il contratto tra un mese, speriamo me lo rinnovino per la terza volta. Tu piuttosto…
Io? Non l’hai ancora capito, sono un lavoratore autonomo con partita IVA: chi me lo dà il TFR? È già tanto se mi pagano tutte le fatture… In realtà dovrei pensarci, il mio istituto di previdenza mi sta fregando alla grande…
Ah, beh. Siamo messi bene.”
Chi offre stasera?”

Storie di digital workstyle

Ogni tanto mi scrive qualcuno in relazione al libro Liberi Professionisti Digitali (Apogeo, 2006) per raccontarmi la sua esperienza e le difficoltà che incontra. Vi riporto soltanto un paio di esempi perché a mio avviso sono incoraggianti per chi cerca strade alternative o vuole migliorare la propria attività quando per esempio accade di sentirsi abbandonati dalla stessa categoria professionale a cui si appartiene.

I caso: un avvocato

Sono avvocato, lavoro in proprio da poco più di un paio d’anni, con pochi mezzi (computer, cellulare, agenda, oltre alla testa, al cuore, inteso come passione, e alle gambe per salire e scendere dalle scale del Tribunale). È la prima volta che leggo suggerimenti concreti, messaggi incoraggianti, parole di buon senso. Una boccata d’aria buona in mezzo a tanto fumo (e niente arrosto) che ci viene quotidianamente propinato, ahimé anche da chi ci rappresenta ai vertici del nostro Ordine professionale e che, a ben vedere, si sciacqua la bocca con la parola “deontologia” ma assai poco fa per darci strumenti per lavorare.”
[Lettera firmata]

II caso: un broker finanziario, passato dal lavoro dipendente a quello autonomo

Questa avventura è iniziata dopo tanti studi e preparativi nel tempo che mi rimaneva a disposizione. Lavoro da casa quando voglio con i miei quattro computer e nove monitor collegati via telefonica in banda larga e satellitare con dei fornitori di dati in real time. Non le nascondo la soddisfazione per questo tipo di attività che al momento sembra funzionare. Inoltre, non sono legato da orari fissi o periodi limitati di ferie. Per la prima volta, assaporo cosa vuol dire lavorare da soli senza capi che ti controllano e senza colleghi di ufficio che ti stressano… In certe giornate c’è veramente la possibilità di guadagnare con un solo contratto quanto guadagnavo in un mese. Da questa esperienza mi è nata una nuova idea su cui lavorare in parallelo nei tempi morti il sabato: aprire una Partita Iva per vendere un 90% (l’altro 10% è un mio segreto) della mia metodologia in corsi e seminari. Mi sto adoperando per costruire un mio sito Web, pubblicità, distribuzione di depliant, presentazione multimediale dei corsi, commercialista e tutto il resto che serve ad avviare un’attività. Le ho scritto per confermare come può cambiare la propria vita grazie alle nuove tecnologie se ben usate.
[Lettera firmata]

Quanto è invadente questo sociologo

Brutto intervento di Gian Paolo Prandstraller sul Sole 24 Ore dal titolo “Quanto è invadente questo filosofo”. Se non avessi una laurea in filosofia in tasca da questo articolo potrei anche dedurre che oggi chi è titolare di un pezzo di carta uguale al mio si è messo a fare l’allegro demiurgo nei corridoi delle grandi imprese. Forse è il caso di andare più leggeri su questo tema.

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Giornalisti freelance, svegliatevi!!!

Giornalisti freelance d’Italia è ora di darvi una mossa..

Basta poco per sollecitare l’impegno del sindacato unitario (FNSI) a sostenere le richieste dei giornalisti che operano come lavoratori autonomi nel mercato dell’editoria italiana. Il gruppo Senza Bavaglio impegnato da anni nella tutela delle condizioni di lavoro dei giornalisti freelance ha predisposto una lettera da controfirmare e che verrà recapitata a Paolo Serventi Longhi, in vista della prossima discussione delle parti sociali per il rinnovo del Contratto di Lavoro Giornalistico.

Se condividete lo spirito dell’iniziativa, siete giornalisti freelance e concordate con il contenuto delle richieste predisposte nella lettera QUI allegata (e in parte già riassunte nel post dell’11 gennaio), potete:

1) aprire la lettera;
2) copiare il contenuto intero della lettera in un’e-mail;
3) mettere come oggetto del messaggio di posta elettronica il testo “SOTTOSCRIVO IL DOCUMENTO”;
4) firmare la fine dell’e-mail con l’indicazione del vostro Nome e Cognome;
5) spedire il messaggio a freelanceperlavittoria@senzabavaglio.info.

La lista dei giornalisti che hanno già aderito è qui. Se avete voglia di lasciare anche una vostra adesione all’iniziativa su questo blog, ogni commento è ben accetto.. Grazie.

Unbreakfast, networking cappuccio e brioche

UnbreakfastSempre in tema di networking vorrei segnalare questa bella iniziativa [reale, non virtuale] ideata e realizzata da un’amica.

Si chiama Unbreakfast ed è un modo leggero, ma serio, di costruire una rete di conoscenze che funzioni come collettore concreto di interessi e soluzioni per persone in fase di reinserimento nel mercato del lavoro.

Che cosa significa Unbreakfast?

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007 Operazione Freelance

Il 2007 sarà l’anno decisivo per la sorte del giornalismo freelance. Per la prima volta nella storia del Contratto Nazionale di Lavoro Giornalistico una rappresentanza dei lavoratori autonomi (freelance) ha inserito una propria mozione [il cosiddetto “Quinto punto”] da portare al tavolo delle trattative per il rinnovo del CNLG. Quando e come queste trattative ci saranno ancora non è dato sapere e forse ce lo dovranno spiegare meglio Carlo De Benedetti..

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Knowledge worker e nomadismo

Ancora un bel pezzo di Roberto Venturini dal titolo “Ufficio virtuale, problemi reali” su Apogeonline che affronta a viso aperto la questione del lavoro destrutturato e di quelli che io chiamo i lavoratori “della conoscenza” e che lui definisce anche “senza fissa dimora”. Un gran bell’articolo a mio giudizio, che si allinea perfettamente a quelle che sono anche le mie osservazioni messe a fuoco negli ultimi anni e che mi hanno portato a produrre un testo come Liberi Professionisti Digitali, pensato esclusivamente per chi non ha un ufficio reale, non ha un contratto fisso (e un solo cliente) di lavoro, ma un potenziale enorme in termini di know-how e capacità di costruirsi una posizione autonoma e supportata dagli strumenti tecnologici.

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