La paghetta del giornalista

Una cosa è certa, nel mondo giornalistico non esiste una vera e propria piramide, ma dei blocchi più o meno granitici di inquadramento. È più uno Ziggurat che una struttura piramidale. Basta guardare questa tabella per capire due cose: Retribuzioni giornalisti 2005

1) i cosiddetti “dirigenti” (la partizione nelle tre categorie classiche è mia, anche se esistono “redattori ordinari”, “vicecapiservizio” ecc., ma è giusto per ricondurre il settore a una realtà industriale paragonabile alle altre) sono troppi per una normale struttura imprendioriale [detto altrimenti, ci sono sacche di privilegiati e intoccabili];

2) gli “operai” ovvero i giornalisti freelance non stanno in questa partizione, ma fanno capo a Inpgi 2. Numericamante superano questi 18.264 contrattualizzati. La loro retribuzione è impresentabile e forse lo è proprio in ragione di questo Ziggurat.

Queste anomalie sono certamante note a tutti. Anche a chi conta da quanti giorni è scaduto il Contratto Nazionale (a proposito, oggi sono 647). Speriamo se ne ricordi nei prossimi mesi.

Ricerca di lavoro, Internet al 26%

Ne parla oggi Serena Uccello sul Sole 24 Ore che riporta la periodica indagine (Cfr. anche l’analisi del 2005) di Metis sui canali per la ricerca di lavoro. Internet è a quota 26% tra le preferenze degli italiani, alla pari della carta stampata (!).

Non avevamo dubbi sul fatto che il Web aumentasse la propria “quota”, nonostante offra oggi decisamente ancora poco: lavori legati prevalentemente a profili a bassa qualifica e servizi decisamente poco funzionali. Oso leggere il dato in questo modo: aumenta la fiducia nel mezzo da parte di chi prende confidenza con Internet, ma non si tratta di una reale risposta al miglioramanto dei siti degli intermediari che continuano a lasciare perplessi soprattutto manager e alte professionalità. Chi non è d’accordo alzi la mano.

Rimane poi un mistero l’efficacia dei singoli canali. Nessuno osa pronunciarsi in merito. Metis included.

Bollino rosa, no grazie!

L’idea di dare un bollino rosa alle imprese che non discriminano le donne (in ambito retributivo o nei percorsi di carriera), come annunciato oggi da Cesare Damiano, non mi trova assolutamante d’accordo. La cultura d’impresa non si appiccica a un vetro.

Se sono veri questi dati presentati oggi dal Ministro (e sono certo che lo siano)..

  1. le donne, pur avendo in media un titolo di studio più elevato, ricoprono meno professioni prestigiose e svolgono professioni senza qualifica più degli uomini: una su cinque fa un lavoro che richiede una formazione inferiore a quella maturata;
  2. le retribuzioni delle donne sono significativamente inferiori a quelle dei colleghi uomini;
  3. la nascita di un figlio toglie più di una donna su dieci dal mondo del lavoro: il 40% delle donne che non lavora, lo fa per prendersi cura dei figli;
  4. il 35% delle donne inattive è scoraggiata dall’assenza di opportunità lavorative;
  5. soltanto l’1,2% delle donne arriva ad avere 40 anni di contributi, il 9% arriva a una contribuzione fra i 35 e i 40 anni e ben il 52% è al di sotto dei 20 anni di contribuzione.

..che cosa c’entrano Bollini e Libri Bianchi? Capisco l’approccio da ex Fiom, equilibrato e fatto di step condivisi, ma una sana doccia fredda al maschilismo dirigenziale forse sarebbe più utile. Il punto nevralgico non è soltanto quello alla base della piramide. C’è anche il vertice. Anche e soprattutto lì devono arrivare le donne perché si smuova l’intero sistema dei valori.

Suggerisco al Ministro: gli sgravi per le assunzioni di donne al Sud (o in ognidove) siano concessi soltanto alle imprese che hanno donne nei Cda aziendali..

Perché preferisco Dogbert…

Dilbert, Dogbert, Ratbert e Catbert

Ho sempre desiderato inserire citazioni dotte da Scott Adams nei miei articoli, ma non ho mai avuto occasione.

Il mio personaggio preferito da cui vorrei trarre ispirazione è Dogbert, non Dilbert (agli appassionati consiglio una sbirciatina al loro blog!!). A dire la verità ci sono anche Catbert e Ratbert (qui sopra): il primo solitamente svolge l’attività di direttore del personale pro tempore, mentre il secondo è uno stagista. Preferisco però il cane-consulente. Non saprei dire perché.. Me lo sono chiesto, ma non ne sono venuto a capo.. 

Mentre ci penso vi propongo – come dicono gli esperti – una breve job description..

  DILBERT DOGBERT
Inquadramento Dipendente (impiegato) Consulente
Mansioni Esecutive Direttive
Approccio al lavoro Passivo Propositivo con riserva
Competenze Ingegnere informatico Tuttofare, esperto di organizzazione aziendale e risorse umane
Carattere Bonario Cinico
Disponibilità al dialogo Elevata Scarsa
Prospettive di carriera Nessuna È già ai vertici, a fianco del capo
Intelligenza Funzionale Creativa
Capacità di team building Patetiche Eccellenti
Capacità di delega Inesistente Sistematica

La Riforma Biagi secondo Confindustria

Inutile puntare il dito sulle riforme che negli ultimi dieci anni hanno innovato e modernizzato la nostra legislazione in materia di lavoro. Per Confindustria questo limiterebbe lo sviluppo e la possibilità per le imprese di essere competitive. A Viale dell’Astronomia preme ricordare alcune regole e urgenze. Alberto Bombassei le ha puntualizzate oggi in questo ordine:

  1. riproporre le “ingessature” del passato ridurrebbe le occasioni di occupazione tutelata per i giovani e li terrebbe più a lungo fuori dal mercato regolare del lavoro [tradotto: rimettere al centro il tema del lavoro subordinato a tempo indeterminato non aiuta l’inserimento nel mercato];

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Autonomi, nuovi contributi e rappresentanza

Mentre torna in primo piano la Riforma delle Professioni con il Disegno di Legge Mastella (ossantocielo!), passa discretamente sotto silenzio l’aumento delle aliquote INPS per la Gestione Separata previsto con la nuova Legge Finanziaria. Così commenta ACTA, l’Associazione dei Consulenti del Terziario Avanzato (i primi a farne le spese):

Con la nuova Finanziaria si stabilisce un sensibile aumento dei contributi degli iscritti al Fondo INPS Gestione separata “lavoratori parasubordinati”, ovvero di collaboratori a progetto, co.co.co/pro e professionisti con partita Iva. L’ennesima riprova che senza una rappresentanza forte, quando è necessario raccogliere risorse economiche si toccano le categorie più silenziose, senza correre il rischio di suscitare l’opposizione di organizzazioni politicamente forti.

Il motivo del disappunto è evidente. Chi pagherà l’aumento, il professionista o le imprese a cui si presta consulenza? Il disegno di Legge sulla riforma delle Professioni prevede comunque una maggiore attenzione alle associazioni e forse è questo il momento di alzare la voce..

Lunedì 4 Dicembre si fa il punto su questa e su altre questioni che toccano da vicino il lavoro autonomo nel terziario avanzato. L’incontro è organizzato da ACTA e s’intitola “Nuove Professioni a Milano Protagoniste e protagonisti tra Autonomia e Instabilità“. Inizia alle 18:00 al Nuovo Spazio Guicciardi in Via Melloni 3.

Ingegneri e lavoro, appuntamento a Napoli

Si inizia presto sabato 2 dicembre. Ore 9:30 presso il CRIAI (Piazzale E. Fermi 1 Località Porto del Granatello a Portici, NA) si parla di ingegneri, mercato del lavoro in Campania, autonomia e carriere internazionali. L’iniziativa è di INGEGNA, l’Associazione degli Ingegneri napoletani.

Se volete dare una sbirciata ai contenuti, questa è la mia presentazione “Ingegneri, dal Lavoro autonomo alle carriere internazionali” (file .PDF – 2.5 MB).

Ci vediamo a Napoli.

Occupazione IT, chi l’ha Vista?

Oggi Microsoft ha annunciato il rilascio di Windows Vista. Da un’indagine commissionata dal gruppo a IDC per valutare l’impatto economico del fratello maggiore di XP nei Paesi dell’Europa Occidentale, emerge che nel nostro piccolo Paesello nel 2007 il numero di persone occupate nel settore IT che lavoreranno su prodotti o servizi legati a Vista saranno circa 124 mila (il 18% del totale degli occupati).

Fin qui nessuna novità, bisogna dire. Le proporzioni tornano con l’attuale diffusione di tecnologia Microsoft. Poi però si annuncia:

“L’introduzione di Windows Vista creerà in Italia almeno 8.000 posti di lavoro in più nel settore IT nel prossimo anno rispetto al 2006”.

Qui però i conti non tornano. Di recente ho rivisto le stime di Asssinform (vedi grafico sotto). Si parlava di 11.000 nuovi posti in cinque anni (di cui 1.000 nel 2007 nel comparto del software). I casi sono soltanto due, visto che le stime qui sotto sono di un mese fa: 1) Assinform non sa fare di conto; 2) IDC mena il can per l’aia.

Dati Assinform Novembre 2006

[Fonte: “Occupazione e professioni nell’ICT – Rapporto 2006” – DIT/Federcomin/Aitech-Assinform/Asstel]

Lo spleen da primo impiego

Uno su cinque non ce la fa. Robert Half, società di head hunting, sostiene che il passaggio dall’Università all’ufficio mette in crisi almeno il 20% dei neoassunti. Il campione riguarda il mondo della finanza. I problemi maggiori? L’adattamento alla cultura d’impresa (21% del campione), seguito dalla mancanza di concentrazione (16%), una preparazione tecnica insufficiente nel 10% dei casi e una certa dose di indisciplina (8%).

Questo il punto di vista delle imprese. Non si parla però del tipo di contratto applicato ai giovani laureati, della loro retribuzione, delle prospettive di carriera, delle politiche nei confronti dei neoassunti.

Quelli registrati sono soltanto cause di inefficienza o anche sintomi di un malessere?